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Articoli - Archivio

01/07/2013
RICAMBI, SI RIPARTE

SPECIALE AUTOPROMOTEC: RICAMBI

In un’Italia dove si comprano sempre meno auto, anche la manutenzione soffre pericolosamente. Produttori di componenti, distributori e ricambisti ne risentono. Ma, tra gli stand dell’Autopromotec, le iniziative per invertire il trend non mancano: a cominciare dai ricambi rigenerati

Fabio Quinto

RIORDINARE LE IDEE e ripartire. Sono state le parole d’ordine risuonate all’ Autopromotec 2013 tra i produttori di componenti, i distributori e i ricambisti. Sembra lontanissima l’edizione 2011, quando si respirava un certo ottimismo: si pensava, allora, che la crisi fosse alle spalle, e che la crescente attenzione dei clienti verso i consumi e i costi della manutenzione, oltre all’esplosione delle tecnologie “verdi”, trainasse la vendita dei ricambi nei prossimi anni. Non era ancora esplosa la crisi dell’euro, e “spread” era ancora un termine riservato agli addetti ai lavori. Ora, invece, tutto è cambiato.
La crisi che sta coinvolgendo la domanda interna italiana e quella dei paesi mediterranei, oltre alla vera e propria guerra ideologica contro l’auto scatenata dallo Stato (l’aumento delle accise insegna) e da numerose amministrazioni locali, ha cambiato la situazione. Prima di parlare del settore della componentistica in sé, infatti, occorre valutare i numeri nudi e crudi del settore auto. Le immatricolazioni, in Italia, sono diminuite del 19,9%; in Spagna del 13,4%; e anche la Francia ha fatto segnare un -13,9%. Lontanissimi i volumi di vendita tedesca, calati di appena il 2,9% (dati Anfia). I numeri del mercato dell’usato nel nostro paese, forniti dall’Aci, purtroppo non sono migliori. Durante lo scorso anno i passaggi di proprietà sono stati 2.504.773 contro i 2.792.216 del 2011 (-10,3%). Non solo, secondo GiPA, l’età media del parco circolante è cresciuta di un anno solo nel 2012, passando di colpo da 8 a 9 anni. Il consumatore italiano, quindi, ha reagito alla crisi comprando meno auto. Tenendosi, insomma, la propria.
Musica, apparentemente, per le orecchie dei produttori di componenti, per i distributori e per i ricambisti. E invece no. Perché il consumatore, oltre a tenersi la sua vecchia auto, la usa anche di meno, come dimostrano sia il calo dei transiti autostradali (con una contrazione del 7% che, tra l’altro, sta mettendo in discussione molti progetti infrastrutturali nel nostro paese), che quelli dei consumi di carburante (-10,8% secondo l’Unione Petrolifera). E magari si tiene anche i guasti: secondo l’Osservatorio Autopromotec, il giro d’affari della filiera dell’autoriparazione è sceso nel 2012 del 10,4%. Segno che, in questo momento, gli italiani stanno risparmiando anche su aspetti fondamentali della manutenzione (si pensi all’impianto frenante) che mettono in pericolo la stessa sicurezza della circolazione stradale. Infine, un ultimo fattore: secondo Roberto Vavassori, presidente dell’Anfia, “tra il 15 e il 18% dei giovani al di sotto dei 24 anni dichiara di non avere la patente e di non avere intenzione di comperare un’auto”. L’auto da status symbol a disturbo, quindi. Molto meglio uno smartphone.
Tutto è perduto dunque? Assolutamente no. L’Italia può contare ancora su una filiera della componentistica formata da circa 2.500 aziende e 179mila addetti diretti, con un fatturato che nel 2011 si è attestato sui 42 miliardi di euro. Nello stesso anno il valore complessivo delle esportazioni superava i 19 miliardi di euro, con un aumento del 16% rispetto al 2010. Il settore ha archiviato un 2011 positivo, con una crescita del 3,7%. Un calo si è invece registrato nel 2012. Secondo i dati dell’Osservatorio Autopromotec, nei primi sei mesi c’è stata una diminuzione del 17,4% dei componenti undercar, del 16,4% per carrozzeria e abitacolo, e del 15,7% per i componenti elettronici. Più limitata la diminuzione delle componenti motore (-5,4%) e dei materiali di consumo (-4,1%). Dietro questi freddi numeri si celano due considerazioni. Primo, non sono così catastrofici come il quadro economico generale lascerebbe immaginare. Secondo, l’importanza dell’export. La Russia, in particolare, nelle parole dei produttori sembra uno dei mercati più promettenti, grazie a un livello dell’aftermarket decisamente più arretrato rispetto a un parco circolante in rapida evoluzione.
Una terza via d’uscita molto gettonata tra gli stand dell’Autopromotec è quella dei ricambi originali rigenerati. Il loro utilizzo si sta diffondendo sempre di più, anche tra componenti particolarmente delicate come quelle dello sterzo e dell’impianto frenante: pompe, pinze, cilindretti ma anche piantoni elettrici e scatole guida elettromeccaniche. Particolarmente fiorente anche il segmento dei turbocompressori, che non hanno praticamente sofferto la crisi grazie all’evoluzione tecnologica dettata dalla normativa Euro. Anche qui, oltre ai turbocompressori nuovi, si può accedere a una vasta gamma di componenti rigenerate, che costano la metà rispetto a un pezzo nuovo. Per non parlare, poi, della rigenerazione dei motori. Tra gli stand della fiera bolognese si sono viste anche valvole per il sistema di ricircolo dei gas di scarico Egr rigenerate. La ragione di questo sviluppo è di quelle potenti: per l’utente finale un ricambio rigenerato ha, mediamente, un costo inferiore del 60%, con una qualità del tutto paragonabile a quella di un pezzo nuovo.
Altro fronte di innovazione, quello dei servizi. Sono stati infatti mostrati dei sistemi che, a partire dalla targa del veicolo, consentono al meccanico di richiedere al ricambista il pezzo giusto, grazie a un collegamento permanente con la banca dati della Motorizzazione Civile. In questo modo si evitano gli errori e si consente all’autoriparatore di fornire al cliente preventivi rapidi e precisi. Non solo: inserendo i km della vettura, l’officina può accedere immediatamente al programma di manutenzione predisposto dalla casa, con la descrizione dei relativi interventi e pezzi di ricambio.
Altra via possibile per uscire dalla crisi, l’agganciamento ai servizi di revisione, sui quali la crisi è assai meno influente e che dovrebbero diventare più stringenti con l’introduzione, finalmente, del nuovo protocollo MCTCNet2. La revisione, come la normativa Euro, costituisce uno di quei supporti legislativi fondamentali per la filiera dell’automotive. Assieme all’aumento dell’export, all’offerta di nuovi prodotti e servizi e ai ricambi rigenerati può costituire uno dei punti di partenza per la ripresa.

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