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07/03/2014
RETYRE: VERSO IL FUTURO DEL RICOSTRUITO

 


Entro il 2014 i risultati di un progetto di ricerca europeo sul labelling del ricostruito 

 
L’Unione europea ha finanziato un progetto di ricerca denominato ReTyre con l’obiettivo di consentire anche ai ricostruttori indipendenti di ottemperare alle future normative in materia di labelling che nei prossimi anni coinvolgeranno anche la ricostruzione



Luca Ricci

ECONOMICO, ecologico e affidabile, sono le tre classiche argomentazioni che, particolarmente nei comparti industriali, sostengono la ricostruzione di pneumatici che in alcuni paesi avanzati, come gli Stati Uniti, rappresentano oltre il 50% del mercato del ricambio.


Ma nei prossimi anni occorrerà un ulteriore cambio di passo. Anche i ricostruiti dovranno ottemperare alle disposizioni in materia di labelling, l’etichettatura dei pneumatici. Su questo tema l’Unione europea ha messo a disposizione 1.8 milioni di euro per un progetto che mira a consentire ai ricostruttori indipendenti di ottemperare alle normative ottimizzando i costi. Per fare il punto sulla situazione, Pneurama ha intervistato Anna Molinari, Innovation & Grant Consulting presso Uniresearch, la società specializzata che ha supportato il BIPAVER, associazione europea dei ricostruttori, nella stesura e gestione del progetto.



Cos’è il progetto ReTyre?


Il termine ReTyre è un acronimo per: “Classification of REtreaded truck TYres in order to comply with future environmental performance and safety REquirements”, ossia: “Classificazione dei pneumatici ricostruiti autocarro per conformarsi ai futuri requisiti in termini di prestazioni e sicurezza ambientale”.


Il progetto prende in considerazione il possibile impatto che la nuova normativa europea sui pneumatici – riguardante le prestazioni dei pneumatici nuovi in termini di sicurezza e impatto ambientale (introduzione dell’etichetta del pneumatico) – potrebbe avere sulle piccole e medie imprese che lavorano nel settore della ricostruzione dei pneumatici. Una delle possibili conseguenze potrebbe essere un lento declino dell’interesse del mercato verso i pneumatici ricostruiti, il che comprometterebbe le attività e la produzione dei ricostruttori europei.


L’obiettivo di fondo del progetto è definire, in modo scientifico ed efficiente, una metodologia per la classificazione dei pneumatici ricostruiti capace di soddisfare i requisiti (già imposti per i pneumatici nuovi) legati all’impatto ambientale e alla sicurezza.


L’idea è di studiare e testare separatemene tutti i parametri più rilevanti legati alla carcassa, al processo di ricostruzione e al battistrada applicato, al fine di determinare la loro specifica influenza sulle prestazioni del pneumatico ricostruito. Il risultato dei test determinerà il ruolo dei diversi fattori in gioco nel processo di ricostruzione e permetterà, attraverso l’utilizzo di un sofisticato software che incrocerà la notevole mole di dati, di predire le prestazioni di un pneumatico ricostruito ancora prima della sua produzione, in termini di aderenza sul bagnato, consumo e livello di rumore.


15 partner (associazioni nazionali di ricostruttori, piccole e medie imprese del settore, industrie ed istituti scientifici per i test e le analisi dei risultati), che rappresentano sette diverse nazioni europee, collaborano al progetto come “project consortium”. Il coordinatore è BIPAVER (rappresentato da KCL) - l’associazione europea per i ricostruttori - nella persona di Ruud J. L. Spuijbroek, segretario generale di BIPAVER. Tra i partecipanti sono rappresentate 5 associazioni nazionali: AIRP (rappresentata da Promotec, Italia), BRV (Germania), AER (Spagna), SVP-CR (Repubblica Ceca) e VACO (Olanda).



Il costo di ReTyre è ampiamente sostenuto dall’Unione europea. Sotto quale programma la Commissione europea finanzia il progetto?


Il progetto ReTyre è co-finanziato dalla Commissione europea all’interno del programma specifico “Capacità” che attua il settimo Programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico. Le attività e i progetti sostenuti dal programma quadro Capacità “Ricerca a vantaggio delle PMI” mirano a rafforzare la capacità di innovazione delle PMI europee e hanno lo scopo di colmare, con supporto di fondi europei, la distanza tra concetti tecnologici innovativi e la loro realizzazione commerciale. In particolare il programma si propone di favorire l’outsourcing delle attività di ricerca legate alla produzione da parte di piccole e medie imprese, che in molti casi non ne hanno la capacità interna, a istituti e centri di ricerca specializzati.



Qual è il ruolo di Uniresearch, l’azienda per cui lavora, all’interno dell’iniziativa?


Uniresearch, con sede principale in Olanda, è una compagnia di consulenza tecnico-manageriale con 20 anni di esperienza nella stesura e sostegno di progetti europei con focus sull’innovazione tecnologica. Siamo stati contattati dal BIPAVER per collaborare all’individuazione di un possibile finanziamento europeo necessario a sostenere i costi dei test indispensabili a verificare la compatibilità dei pneumatici ricostruiti con le future norme.


Al fine di ottenere finanziamenti dalla Commissione europea per un progetto di ricerca è necessario:

- trovare un tema/oggetto del progetto che corrisponda a uno specifico bisogno della comunità europea (definiti nelle specifiche “call” dei Programmi di lavoro);

- sviluppare e proporre un progetto di ricerca solido e innovativo che rispetti specifiche condizioni. Le numerosissime proposte di progetto vengono analizzate e valutate da un gruppo di esperti e viene stabilita una graduatoria;

- se la proposta è in graduatoria sopra una certa soglia, il consortium (gruppo di partecipanti all’idea di progetto) viene invitato dalla Comissione europea per la “fase di negoziazione”, al fine di allineare le richieste dei partner ai bisogni della comunità europea.


Uniresearch ha sostenuto i membri del consortium durante la preparazione della proposta di progetto, e ha collaborato a garantire 1,8 milioni di euro per il progetto durante la fase di negoziazione.



A che punto si trova attualmente il progetto? Per quando è prevista la scadenza?


La durata del progetto è di 30 mesi. Essendo cominciato ufficialmente ad aprile 2012, gennaio 2014 corrisponde al mese 22 e la fine prevista del progetto è settembre 2014; la durata totale del progetto (e rispettiva scadenza) era stata pianificata così da avere disponibili i risultati preliminari prima della fine del 2014, quando le norme legislative sull’etichettatura dei pneumatici avrebbero dovuto considerarsi applicabili anche al settore dei ricostruiti. Ad oggi, la scadenza ufficiale è stata prorogata a marzo 2016. C’è però da dire che la Commissione comincerà la sua analisi degli scenari normativi e di mercato circa 12 mesi prima. BIPAVER ha quindi bisogno di tempo tra la fine del progetto e l’inizio dell’analisi da parte della commissione, per diffondere i risultati ottenuti e creare un atteggiamento positivo tra i politici del settore, e per definire una procedura di type approval per ricostruiti a Ginevra.

 


Uno dei principali ostacoli alla diffusione dei pneumatici ricostruiti è la scarsa conoscenza dei loro benefici economici e ambientali. Ritiene che il progetto potrà migliorare questa percezione?


Sicuramente! Questo fa anche parte dello scopo del progetto. Confidiamo e ci auguriamo che il progetto ReTyre sia in grado di “fare storia” e di fornire al settore e ai legislatori una prova scientifica che i pneumatici ricostruiti sono del tutto comparabili ai nuovi per quanto concerne aspetti di sicurezza e impatto ambientale. Come recita lo slogan del progetto: “ReTyre: tyre label for retreaded tyres, the next step” l’etichetta per pneumatici ricostruiti rappresenta il prossimo passo verso un futuro migliore per tutto il settore della ricostruzione.

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