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Articoli - Archivio

05/09/2013
QUALITÀ E POTENZA

L’AMPIA GAMMA MULTIBRAND DI OZ

Il mondo del motorsport e il trasferimento tecnologico nella produzione di serie sono le credenziali dell’ampia offerta multibrand OZ. E la “lean organization” di fabbrica integrata vede nella massima razionalizzazione di intenti e di risorse un modello filosofico ancor prima che aziendale

Duilio Damiani

LA QUALITÀ del prodotto non può che rappresentare il termine ultimo di paragone con le più severe specifiche meccaniche e tecnologiche. Una regola che è sempre stata perseguita, sin dagli albori della sua attività, da OZ, azienda padovana fondata nel 1971 da Silvano Oselladore e Pietro Zen, che vanta una produzione raffinata, suffragata dalla dotazione dei suoi cerchi in lega d’alluminio e di magnesio su prestigiose autovetture. Che solchino le strade più comuni o i circuiti automobilistici internazionali, le ruote firmate da OZ hanno un elevato contenuto tecnologico, per lo stile personale, e per il lustro ottenuto nelle principali competizioni mondiali. Sono i cerchi adottati da team di Formula1, sono le ruote scelte da più del 60% dei piloti impegnati nel motomondiale e nella Superbike, e ancora il marchio lo troviamo sotto i veicoli da rally e da pista di esordienti quanto di campioni, di ieri e di oggi.

Ci parla l’Ing. Claudio Bernoni, presidente e amministratore delegato di OZ, dal suo ufficio presso la sede di San Martino di Lupari: “Siamo particolarmente orgogliosi delle certificazioni di qualità che abbiamo recentemente ottenuto dal Ministero dei trasporti italiano, una conferma del lavoro svolto in questi anni e della massima attenzione che da sempre rivolgiamo a tutta la nostra produzione. È un attestato di serietà che premia la nostra applicazione scrupolosa di tutte quelle tecniche di progettazione e di produzione, nonchè di tutti i test legati alla sicurezza, sviluppati nelle competizioni e trasferiti alla produzione di ruote aftermarket”. Negli anni sono molte le conquiste delle ruote italiane, presenti sin dal 1985 in Formula1, e dal 1988 nel WRC, dove hanno totalizzato più di 150 titoli, e negli ultimi anni anche nel Motomondiale e nella Superbike. “Basti pensare allo storico poker di vittorie raggiunte proprio nel 2011, anno dei festeggiamenti del quarantennale di OZ, con il titolo Piloti e Costruttori in F1, grazie alla vittoria del team Red Bull, il titolo Piloti e Costruttori nel Mondiale Rally WRC, con Citroën e Sebastien Loeb, le 24 Ore di Le Mans e Indianapolis con Audi Sport”, prosegue Bernoni.

 

Filosofia della qualità

Le direttive che animano il lavoro dell’azienda sono spinte da quella “lean organization” di fabbrica integrata che vede nella massima razionalizzazione di intenti e di risorse un modello filosofico ancor prima che aziendale. I materiali, innanzitutto, elementi principi delle realizzazioni costruttive, sottoposti a rigide selezioni al fine di offrire la migliore materia prima alle linee produttive, interessate da leghe di alluminio e di magnesio, intese a ridurre le masse non sospese applicate a ciascun veicolo. Sono queste, leggere e resistenti, assieme a lavorazioni sofisticate ed esclusive, a offrire doti di maneggevolezza e stabilità, permettendo il rapido ritorno in posizione neutra di ogni ruota sottoposta a una sollecitazione. Differenze di pochi grammi che determinano decisivi gap prestazionali tra un veicolo e l’altro, ambiti dai produttori per dare alle proprie fuoriserie le massime performance stradali, oppure in pista la sostanziale differenza tra la vittoria e un piazzamento, o ancor peggio, a un ritiro. 

Parallelamente al settore sportivo, OZ collabora da sempre con i più prestigiosi marchi automobilistici per ampliare la loro offerta di prodotti speciali: Ferrari, Bugatti, Lamborghini, Maserati, Aston Martin e molti altri, sono forniti con progetti esclusivi secondo le proprie specifiche, estetiche e prestazionali. Autorevoli partnership che rappresentano solo parte di una produzione aftermarket che oggi conta oltre settanta cerchi in lega, in una scala di diametri che varia dai 14 ai 22 pollici, offerti in più di 25 colorazioni e oltre 80.000 applicazioni, ricoperti interamente da prodotti di diversi livelli grazie a una strategia che vede entrare in campo brand differenziati. 

Sotto le insegne di OZ si possono annoverare le gamme OZ Racing, OZ XLine, OZ Motorbike, Breyton, MSW e Sparco, quest’ultimo nato nel 2011 dalla partnership con il noto marchio italiano di accessori e attrezzature per competizioni, e che sta riscuotendo un sempre maggiore successo sui principali mercati mondiali soprattutto tra l’utenza più giovane. “Ogni ruota – ci assicura Bernoni – viene sottoposta ai più severi controlli meccanici, a salvaguardia di un prodotto finale esente da qualsiasi tipo di difetto o malformazione. Grazie a questi possiamo garantire su tutte le nostre linee la certificazione rilasciata dal Tüv, l’ente tedesco riconosciuto a livello continentale ancor prima che mondiale, preposto al controllo dei prodotti immessi sul mercato tedesco”. La verifica qualitativa non si ferma a questo: l’azienda prevede una rigida analisi dei propri prodotti, mediante una serie di prove scrupolose tese all’accertamento della qualità. L’integrità dei cerchi passa dalla verifica dimensionale nell’uso, per mantenere circolarità e concentricità costanti anche dopo lunghe percorrenze, ai test strutturali, che partono dalla composizione chimica delle colate fino alle verifiche a ultrasuoni e RX, per l’esclusione di impurità e difetti dei prodotti finali. Il contrasto cromatico offerto dai liquidi penetranti sotto raggi ultravioletti evidenzia eventuali crepe o micro difetti, mentre i test d’impatto verificano la resistenza agli stress da sforzo o da urto. Ultima sostanziale verifica, il test Lbf (o biassiale) è da ritenersi, secondo l’azienda, la prova più vicina alla vita reale del cerchio, effettuata mediante una specifica attrezzatura coperta dal brevetto dall’Istituto di Ricerca tedesco Lbf Fraunhofer. Installate su un perno computerizzato, alle ruote vengono applicate contemporaneamente una serie di forze sia in senso assiale che radiale, simulando le più dure condizioni stradali. Accelerazioni, frenate, curve e dossi replicano il comportamento di una ruota lungo il severo tracciato automobilistico del Nürburgring per ben 35.000 chilometri. 

 

Ruota sempre più protagonista

Dando un’occhiata all’aggiornamento della gamma di ruote offerta, tra le espressioni di tecnologia possiamo annoverare la Superforgiata, un modello che rappresenta il fiore all’occhiello della produzione padovana, da questa primavera arricchita nella versione Ceramic Polished, una particolare finitura lucidata realizzata mediante uno speciale processo di burattatura che ne conferisce un brillante effetto mirror. Disponibile in diametri da 19 e 20 pollici, sia a cinque fori che in versione central lock, presenta un disegno a dieci razze, che nella sua massima espressione arriva a sfiorare il peso di appena 7,33 kg, destinato a integrarsi nei design di supercar quali Audi R8, BMW M5 ed M6, Ferrari 430 e 458, Lamborghini Murcielago e Porsche 911 Turbo, GT3 RS e 991.

L’impiego della tecnologia HLT (High Light Technology) ha permesso la realizzazione di ruote prestazionali anche di modelli pensati per i più pesanti e voluminosi sport utility all terrain, che in un cerchio come Monaco HLT possono completare il proprio set-up con un prodotto stiloso e performante. La tecnologia HLT, sia questa ottenuta attraverso il processo di spalmatura del canale che con l’impiego di speciali soluzioni tecnico-progettuali mutuate dalle competizioni, offre caratteristiche meccaniche simili a quelle di una ruota forgiata, aumentandone sensibilmente la resistenza e riducendo al contempo il peso. In questo modo i tecnici dell’OZ Tech Lab, il centro di ricerca e sviluppo dell’azienda padovana, sono stati in grado di realizzare una ruota di massa ridotta con un indice di carico massimo elevato, in grado di sostenere fino a 1.100 kg per ogni ruota. Monaco HLT offre un importante contributo alla riduzione delle masse non sospese proprio in quei veicoli che più soffrono dell’inerzia e del gioco delle forze, offrendo margini di sicurezza elevati in un prodotto che racchiude i più classici stilemi a 5 razze, in dimensioni da 19, 20 e 22 pollici.

 

La qualità tiene banco

Il fatturato è passato dai 46 milioni di euro del 2011 ai 47,5 dello scorso 2012, aumentando l’internazionalizzazione della produzione italiana, concentrata circa al 90% sull’export, in Germania innanzitutto, ma in rapido aumento anche nel resto dei paesi come in particolare nel Regno Unito, Francia, Danimarca, Svizzera e Norvegia e una significativa penetrazione negli Stati Uniti e in Giappone.

“Il successo commerciale – sottolinea Lerrj Piazza, direttore marketing di OZ – non può prescindere da un’attenta e oculata politica distributiva. I nostri partner, per i vari mercati, possono contare sul supporto dell’azienda e delle filiali operative presenti in Germania, Regno Unito, Giappone, Danimarca e Singapore, insieme alle quali vengono sviluppati e supportati i vari mercati e individuati i migliori canali di vendita. Il web è sicuramente uno strumento molto importante e dal grande potenziale, OZ sta guardando con sempre maggiore attenzione e interesse a questo canale soprattutto per la presentazione del prodotto, ma la vendita viene ancora svolta per la maggior parte fisicamente, essendo la ruota un elemento da toccare, valutare e installare materialmente presso officine qualificate. Fermo restando l’importanza del web, il futuro vedrà sempre più in risalto una catena di valore tra il produttore e il cliente, dove i dealer rappresenteranno l’ideale punto di congiunzione tra il prodotto e l’utente finale. A questo scopo l’azienda sta promuovendo il progetto Paddock Store, ovvero la selezione dei migliori punti vendita d’Europa e del mondo, dove solo il dealer è in grado di trasmettere il valore del prodotto, permettendo a ogni automobilista l’acquisto ottimale. La strategia multibrand di OZ amplia la scelta di qualità, contrastando quelle politiche basate solo sul prezzo che alla lunga portano a un impoverimento dell’offerta per il consumatore e che giocoforza sacrificano altri aspetti di fondamentale importanza, come la sicurezza certificata che ogni singolo cerchio da noi immesso sul mercato porta a corredo”.

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