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Articoli - Archivio

29/10/2018
Pronti per la brutta stagione?

Inverno in sicurezza

 

Dal 15 novembre su molte strade italiane scatta l’obbligo di circolazione con pneumatici invernali o catene a bordo, che terminerà il 15 aprile. Non è soltanto una questione di normative e sanzioni, ma soprattutto di sicurezza stradale. Il direttore di Assogomma Fabio Bertolotti ci guida tra norme e provvedimenti di legge.

Massimo Condolo

Andremmo su un ghiacciaio in inverno con le infradito ai piedi? Sicuramente no, così come non dovremmo avventurarci su brina e neve con un’auto senza le “scarpe” giuste. Per questo con i primi freddi arriva l’obbligo di montare pneumatici invernali o avere catene a bordo se si circola con quelli estivi. La regola nazionale lo prevede dal 15 novembre al 15 aprile, ma in zone con condizioni climatiche particolari questo intervallo può allungarsi, come nel caso della Valle d’Aosta che anticipa di un mese l’entrata in vigore, o rendersi necessario nel caso di improvvise nevicate precoci o tardive. Le ordinanze locali dovrebbero essere emesse in conformità al facsimile allegato alla specifica direttiva ministeriale, in modo da garantire uniformità delle regole su tutto il territorio.

A partire dal 2010, con la legge 120, è stata introdotta una modifica apparentemente solo lessicale: si è passati dal termine “pneumatico da neve” a “pneumatico invernale”. Questo, in realtà, testimonia un’utilità d’impiego ma per tutto l’inverno, anche in assenza di neve al suolo. La modifica terminologica è stata ribadita nel provvedimento di legge che ha recepito in Italia il regolamento europeo 117. In buona sostanza esistono pneumatici che riportano la marcatura M+S, con o senza il pittogramma alpino, da considerare “invernali”, e altri che non riportano queste marcature che sono definiti “normali” (e meglio noti come “estivi”). Normativamente parlando non esistono altre categorie. Sotto il profilo tecnico, spiega il direttore di Assogomma Fabio Bertolotti, “un pneumatico invernale è in grado di migliorare sensibilmente la sicurezza di marcia quando le temperature scendono sotto i 7 gradi C. A 90 km/h una vettura con pneumatici invernali riduce del 20% lo spazio di frenata su fondo bagnato rispetto a una identica vettura equipaggiata con pneumatici normali. Nel caso di fondo innevato, a velocità di 40 km/h il veicolo equipaggiato con pneumatici, la riduzione dello spazio è addirittura del 50%”.

 

Come sceglierli

Per il codice della strada sono “invernali” tutti i pneumatici con la marcatura M+S (mud and snow, talvolta riportata anche come M.S o M&S) con o senza il pittogramma alpino, detto anche 3PMSF, three peaks mountain snowflake, cioè una montagna a tre punte con fiocco di neve al centro. Le regole che disciplinano queste marcature sono diverse. Per la M+S è il costruttore del pneumatico che dichiara, sotto la sua responsabilità, che la copertura garantisce prestazioni migliori dell’estiva per la marcia su neve. È quindi un’autodichiarazione del produttore, basata su criteri non armonizzati. Il pittogramma alpino, invece, attesta che quel pneumatico ha superato uno specifico test di omologazione per condizioni di neve estreme. Rileva Bertolotti: “A termine di legge, per soddisfare le ordinanze, è sufficiente montare pneumatici con la sola marcatura M+S. Tuttavia, ormai da anni Assogomma suggerisce di impiegare, nel periodo invernale, pneumatici che oltre alla marcatura M+S dispongano anche del pittogramma alpino così da avere gomme più performanti, certificate da soggetti terzi. Diverso è invece il caso delle coperture “quattro stagioni” – definite anche all season, multistagionali, all wethear o multipurpose. Si tratta di definizioni commerciali, non disciplinate da norme armonizzate utilizzate dai costruttori per identificare gomme studiate per offrire buone prestazioni tutto l’anno e soddisfare anche gli obblighi di legge nel periodo invernale. Va da sé che queste nuove tipologie di gomme debbano necessariamente disporre della marcatura M+S; meglio scegliere quelle che riportano pure il pittogramma alpino, come generalmente accade con i modelli di marche premium. Dal punto di vista tecnico le differenze fra un pneumatico normale e uno invernale sono principalmente due: i tasselli lamellati sull’invernale e pieni sul normale e la mescola, che nell’invernale rimane morbida anche a basse temperature. Questo permette di intrappolare la neve migliorando il grip a terra. Nel caso di pneumatici invernali, le dimensioni e l’indice di carico devono sempre essere quelli indicati sulla carta di circolazione, mentre il codice di velocità può essere inferiore a quello riportato ma non inferiore a Q (160 km/h). Chi monta pneumatici con codice di velocità inferiore a quello previsto deve avere sul parabrezza una targhetta monitoria, leggibile dal guidatore, che ricorda allo stesso l’impiego di pneumatici invernali con codice di velocità declassato. Con questo tipo di pneumatici è possibile circolare un mese prima e un mese dopo dell’operatività delle ordinanze; superato questo periodo, si deve però provvedere al montaggio di quelli con caratteristiche dimensionali e prestazioni come da carta di circolazione, altrimenti si incorrere in pesanti sanzioni, compreso il fermo amministrativo del mezzo con mandata in revisione.

 

Si applica solo alle vetture

“L’obbligo di pneumatici invernali”, prosegue Bertolotti, “non si applica ai mezzi pesanti e ai motocicli. Per i primi, in caso di neve al suolo o previsione di nevicate, sono previsti blocchi alla circolazione con obbligo di sosta in aree stabilite da Viabilità Italia, a prescindere dall’impiego di pneumatici invernale e catene, siano esse a bordo o montate. Nel caso delle moto l’obbligo di impiego di pneumatici invernali o catene non è proprio previsto: quando vi è neve al suolo o è prevista una nevicata non possono proprio circolare, a prescindere dal montaggio di pneumatici di M+S”. Va poi ricordato che la direttiva ministeriale che riguarda le dotazioni invernali non si applica alla circolazione nei centri abitati, dove tuttavia possono essere adottati provvedimenti analoghi. Sia il Ministero dei trasporti, sia i costruttori di pneumatici consigliano di montare gomme della stessa tipologia (estiva o invernale) su tutti gli assi. È stato infatti più volte dimostrato che l’impiego di pneumatici invernali sul solo asse trattivo (generalmente l’anteriore per i veicoli fino a 3,5 t di peso e il posteriore per i più pesanti) può causare perdita di aderenza agli assi che non ne sono dotati, anche a basse velocità (10/15 km/h) con ovvi problemi per la sicurezza di marcia e l’incolumità degli utenti della strada. Montare le coperture invernali su un solo asse non è illegale – non si incorre quindi in sanzioni – ma è un comportamento da evitare.

 

Tutte le informazioni in un sito

Dal 2000 Assogomma ha registrato il marchio Pneumatici sotto controllo che, caratterizza tutte le campagne condivise con Federpneus (la federazione nazionale dei rivenditori di pneumatici), volte a informare l’automobilista sugli aspetti tecnici e normativi delle gomme della sua auto. Ogni anno vengono promosse campagne, generalmente una estiva, prima dell’esodo vacanziero, e una invernale a ridosso dell’obbligo di montaggio dei pneumatici invernali condivise da Autorità e Istituzioni. Per approfondimenti è possibile consultare il sito www.pneumaticisottocontrollo.it.

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