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Articoli - Archivio

03/09/2018
Professione gommista

Giancarlo Veronesi è stato nominato presidente 

Federpneus lo scorso aprile

Intervista al presidente Federpneus

 

I cambiamenti del mercato, il ruolo del gommista, i problemi ancora da affrontare: ne parliamo con Giancarlo Veronesi, da qualche mese alla guida dell’associazione dei rivenditori specialisti di pneumatici

Guido Gambassi

Giancarlo Veronesi, titolare della Pneusestense di Ferrara, ha ricoperto per diversi anni la carica di vicepresidente dell’associazione dei rivenditori specialisti di pneumatici; dopo la scomparsa del presidente Guido Schiavon, lo scorso marzo, il consiglio direttivo Federpneus ha nominato Veronesi come suo successore. Gli abbiamo rivolto qualche domanda per capire quale sarà la bussola per i prossimi anni e per le diverse sfide che attendono i gommisti.

Presidente Veronesi, alla guida della Federpneus raccoglie l’importante eredità lasciata da Guido Schiavon.

Una persona eccezionale, che ho molto stimato e apprezzato nei tanti anni in cui abbiamo collaborato, condividendo un percorso importante per la nostra categoria. A Guido dobbiamo infatti molte importanti realizzazioni degli ultimi anni: fu sua la prima intuizione che con l’aiuto di altri soggetti portò a istituire il cambio gomme stagionale come lo conosciamo oggi in Italia. A lui dobbiamo anche la definizione di una linea politica ben chiara per la Federpneus, che ha messo al centro di tutte le attività associative il valore della specializzazione e la salvaguardia dell’indipendenza del gommista.

In che modo pensa che l’associazione possa oggi proseguire secondo questa impostazione?

La missione principale di Federpneus rimane quella di fornire alle aziende associate tutti gli strumenti tecnici e informativi necessari per restare al passo con i tempi. Nel 2018, questo significa saper affrontare i nuovi scenari di mercato che stanno modificando il nostro contesto operativo su più livelli. In generale vediamo che l’attività primaria del rivenditore si sta modificando ponendo attenzione anche ad altri settori, pensiamo ad esempio all’ampliamento dei servizi offerti e al frequente ingresso dei gommisti nell’ambito della meccanica leggera. Inoltre la rapida accelerazione nella tecnologia del veicolo porterà anche i gommisti a dover imparare nuove modalità di servizio, basti pensare a TPMS, centraline, ADAS: sistemi sempre più sofisticati e interconnessi fra di loro, la cui manutenzione richiederà formazione specifica. Nel complesso, quindi, si tratta di una diversificazione che senz’altro aiuta nella crescita delle imprese, ma che secondo noi non deve portare a trascurare o perdere d’occhio quella che è la nostra attività centrale: la rivendita del pneumatico.

Dal suo punto di osservazione, quali altre dinamiche stanno attraversando il mercato al momento?

Sul versante del veicolo industriale la novità maggiore degli ultimi mesi è certamente l’introduzione dei dazi provvisori sui pneumatici di fabbricazione cinese da parte della Commissione europea. Una decisione importante e secondo noi necessaria, che ancora non ha avuto forse grandi ricadute sulle vendite visti gli stock pregressi ma che credo in autunno inizierà a orientare diversamente il mercato, soprattutto se i dazi verranno confermati. Sul versante del vettura il trend che vedo è quello di una forte crescita tecnologica del pneumatico stesso, che ci obbliga a mantenere sempre alta l’attenzione verso tutte le innovazioni dei costruttori e comunicarle al meglio ai nostri clienti, preservando fino in fondo il valore intrinseco dell’offerta.

Da questo punto di vista la crescita del commercio di pneumatici online sembra essere una minaccia.

È senz’altro un canale in forte crescita, e come tale dobbiamo prestarvi grande attenzione, soprattutto al fine di riuscire a sfruttarlo, anziché subirlo. Chiaramente soffriamo la concorrenza di politiche commerciali aggressive da parte del web, che potrebbero finire col ridurre il gommista a semplice manovalanza per il montaggio delle gomme spedite a casa del cliente. Ma internet è di tutti, e anche ai rivenditori tradizionali come noi può dare delle opportunità e dei vantaggi, se si lavora per individuarli e comunicarli. Inoltre restiamo convinti che la maggiore tutela del rivenditore specialista sia nella sua professionalità: per questo insistiamo, anche con i nostri corsi di formazione, sulla qualificazione, per offrire a tutti i nostri soci la possibilità di costruire e accrescere il proprio valore distintivo. Di fronte a un gommista esperto, qualificato e professionale non c’è sito web che tenga, e tanti automobilisti lo sanno bene.

Come procedono le attività dell’Osservatorio sui flussi illegali di pneumatici e PFU in Italia, di cui siete membri?

Siamo molto orgogliosi di avere collaborato alla creazione di Cambio Pulito, la prima piattaforma di whistleblowing in Italia per la denuncia delle pratiche illegali nel commercio dei pneumatici; le segnalazioni raccolte sono state trasmesse alle forze dell’ordine, che si stanno muovendo per le prime azioni di controllo. È tuttavia un processo lungo, intanto i flussi illegali di pneumatici in Italia continuano a generare “a valle” importanti problemi nella raccolta dei PFU, e da ormai due anni viviamo una situazione davvero critica. Vorrei sottolineare che la creazione dei consorzi per la raccolta dei PFU, nel 2011, è stata un’azione importantissima, che ha permesso di affrontare legalmente un problema che sembrava senza soluzione. Ad oggi però, a causa dell’illegalità, il sistema ancora non riesce a fare fronte alle necessità reali, e per questo stiamo chiedendo di poter aprire un confronto con le istituzioni per chiedere una revisione dei meccanismi attuali, oltre all’introduzione di nuovi strumenti per garantire il rispetto della legge lungo tutta la filiera. Non possiamo pensare di muoverci diversamente: il gommista è già gravato da molti oneri, non è più tollerabile che rischi di essere anche sanzionato perché i soggetti preposti non possono ritirare i PFU.

Ci sono molti temi da affrontare, dunque, per i prossimi tempi.

Oggi, forse più che in passato, abbiamo davvero molto lavoro davanti a noi, come associazione. Credo però che avesse ragione Henry Ford quando diceva che “unirsi è un inizio, rimanere uniti è progresso, lavorare insieme è successo”.

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