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Normative: Fisco

12/12/2012
FISCO - Cessione intracomunitarie e prova dell'uscita dei beni dall'Italia

A cura del Dottore Commercialista Alberto Piombo

Sovente si hanno notizie di accertamenti in materia di Iva con riferimento alle cessioni intracomunitarie, poiché il cedente italiano non avrebbe fornito la prova dell’uscita dei beni dal territorio italiano verso un altro Stato dell’Unione Europea. 

Diversamente infatti dalle esportazioni, per le quali la prova indubbia si sostanzia nella bolla doganale, le cessioni comunitarie non hanno un documento analogo che provi l’uscita dei beni.

Come è noto infatti la cessione di beni in ambito comunitario beneficia della non imponibilità secondo quanto stabilito dal D.L. 331/1993; tale decreto qualifica tali operazioni come cessioni a titolo oneroso di beni trasportati o spediti nel territorio di altro Stato membro, dal cedente o dall’acquirente, o da terzi per loro conto. 

La norma quindi impone chiaramente che, per beneficiare della non imponibilità Iva, vi sia il passaggio fisico dei beni da uno Stato membro all’altro. 

Su tale punto sia la normativa nazionale che quella comunitaria non si sono espresse. È però intervenuta più volte sull’argomento l’Agenzia delle Entrate con proprie risoluzioni, fornendo anche suggerimenti di carattere pratico, al fine di acquisire la prova dell’avvenuto trasferimento dei beni da uno Stato membro all’altro. 

Le prove documentali, tese a dimostrare la buona fede del cedente, sono le seguenti:

- preventiva verifica dell’esistenza del numero di partita Iva comunitario del soggetto acquirente (tramite lo strumento del sito dell’Agenzia delle Entrate); 

- conservazione ed esibizione delle fatture emesse;

- copia degli elenchi riepilogativi delle cessioni comunitarie (c.d. Intrastat);

- copia del pagamento da parte dell’acquirente (bonifico o assegno in modo da poter risalire al soggetto acquirente);

- copia del documento di trasporto “Cmr” (Lettera di vettura internazionale) firmato dal trasportatore per la presa in carico della merce e dal destinatario o altro documento, in assenza del documento di trasporto, idoneo a dimostrare il passaggio fisico delle merci da uno Stato membro all’altro.

Va poi sottolineato come la Direttiva comunitaria (n.112/2006/Ce) e le sentenze della Corte di Giustizia Europea (ultima in ordine di tempo è quella del 6 settembre 2012) siano concordi nell’affermare che l’esenzione delle cessioni di beni intracomunitari sussistano ogni qualvolta il cedente abbia adempiuto ai propri obblighi in tema di prove (vedi sopra) e che, naturalmente, non sia stato a conoscenza di intenti fraudolenti da parte dell’acquirente.

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