Condividi su

Normative: News Legali

12/12/2012
NEWS - Codice della Strada e responsabilità civile

A cura dell'Avvocato Tommaso Bagnulo

Anche passando con il semaforo verde si può essere nel torto. La Corte di Cassazione, sez. III Civile, con sentenza n. 17895/12 depositata il 18 ottobre si è trovata ad affrontare, chiarendoli, due importanti temi in ambito di responsabilità civile nelle fattispecie relative alla circolazione stradale. Nel caso di specie la ricorrente proponeva ricorso in Cassazione sostenendo che l’attraversamento con luce rossa, ad opera della controparte, escluderebbe in assoluto la responsabilità del veicolo antagonista rimasto investito, nonostante fosse autorizzato al transito dalla luce verde.

Affermazione che sarebbe difficilmente contestabile se si considerasse solo il Codice della Strada. E invece al riguardo la Suprema Corte ha statuito che in caso di collisione tra due veicoli, in prossimità dell’intersezione stradale regolata da semaforo, sussiste sempre la presunzione di responsabilità dei conducenti di entrambi i mezzi, in applicazione del dettato dell’art. 2054 c.c.. Nello specifico, “in tema di circolazione stradale, il conducente che impegna un incrocio disciplinato da semaforo, ancorché segnalante a suo favore ‘luce verde’, non è esentato dall’obbligo di diligenza nella condotta di guida che, pur non potendo essere richiesta nel massimo, stante la situazione di affidamento generata dal semaforo, deve tuttavia tradursi nella necessaria cautela richiesta dalla comune prudenza e dalle concrete condizioni esistenti nell’incrocio”. Ciò non è altro che l’applicazione particolare del più generale principio, secondo cui il solo fatto che un conducente goda del diritto di precedenza non lo esonera dall’obbligo previsto dall’art. 102 cod. strada abrogato (ed, attualmente, dagli artt.140. 141, comma terzo, 145, comma primo, del nuovo cod. strada - D. Lgs. 30 aprile 1992, n. 285), consistente nell’usare la dovuta attenzione nell’attraversamento di un incrocio, anche in relazione a pericoli derivanti da eventuali comportamenti illeciti o imprudenti di altri utenti della strada, che non si attengano al segnale di arresto o di precedenza.

Dunque vige l’obbligo di diligenza nella guida anche nel caso di semaforo verde, in quanto quest’ultimo non autorizza la circolazione libera e incondizionata dei veicoli e, stante il richiamo dell’articolo 2054 c.c. rubricato “Circolazione dei veicoli”, spetta al conducente che ha rispettato il segnale fornire la prova di aver fatto tutto quanto possibile per evitare il danno; prova che non può essere fornita mediante mero richiamo al verbale redatto dalla Polizia Municipale, non essendo applicabile il regime di cui all’articolo 2700 c.c.. Infatti, la Suprema Corte chiarisce che il verbale si considera un elemento liberamente valutabile dal giudice, al pari della consulenza tecnica d’ufficio, qualora non conduca all’esatta ricostruzione delle modalità dell’incidente, con totale esclusione della concorrente responsabilità di uno dei due veicoli.

Torna alle normative