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Normative: News Legali

25/10/2012
NEWS - La tutela del lavoratore per licenziamento illegittimo

A cura dell'Avvocato Tommaso Bagnulo

Con sentenza n. 15519 del 17 settembre 2012, la Corte di Cassazione – Sezione Lavoro, si è espressa sullo scottante tema contenuto nell’articolo 18 della Legge 300/1970 (Statuto dei Lavoratori) ossia il licenziamento illegittimo. La Suprema Corte, infatti, uniformandosi all’orientamento giurisprudenziale prevalente, ha ritenuto che il lavoratore non deve subire pregiudizi dal licenziamento illegittimo, pertanto ha affermato il principio costituzionalmente garantito (ex art. 24 Cost.) di effettività dei rimedi, espresso precedentemente con sentenza n. 24199/2009, per il quale “il rimedio risarcitorio, ossia il risarcimento del danno sopportato dal lavoratore per ritardato percepimento dell’indennità sostitutiva ex art. 18 cit., deve ridurre il più possibile il pregiudizio subito dal lavoratore e, in corrispondenza, distogliere il datore di lavoro dall’inadempimento o dal ritardo nell’adempiere l’obbligo indennitario”. Pertanto rileva la Corte che, nel caso di scelta, da parte del lavoratore illegittimamente licenziato, dell’indennità sostitutiva della reintegrazione ai sensi dell’art.18, comma 5, se il datore di lavoro non provvede all’integrale pagamento della stessa, il rapporto di lavoro non si estingue, permanendo l’obbligo datoriale a reintegrare il lavoratore o a risarcire il danno. Con tale giurisprudenza si può individuare l’intento della Corte di Cassazione di affermare un principio avente sia una funzione dissuasiva del datore di lavoro da ritardi e dilazione sia una funzione di tutela risarcitoria del lavoratore.
Il carattere particolarmente innovativo di tale sentenza risiede nel fatto che, affermando tale principio, la Suprema Corte non solo si è valsa dello Statuto dei lavoratori, in specie del citato articolo 18, ma ha altresì richiamato l’articolo 30 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (Tutela in caso di licenziamento ingiustificato), riconoscendo pertanto al lavoratore illegittimamente licenziato una tutela di matrice anche comunitaria.
Tuttavia, il quadro appena delineato dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione deve essere letto contestualmente alle modifiche introdotte dalla c.d. “Riforma Fornero” riguardante lo stesso articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Infatti, il ministro del Lavoro Fornero ha proceduto a una drastica riduzione dell’area di azione della tutela reale del lavoratore illegittimamente licenziato, prevedendosi non più l’automatica reintegra nel posto di lavoro ma una tutela del lavoratore diversa a seconda che si tratti di licenziamento discriminatorio, disciplinare oppure economico, ossia inerente all’attività produttiva.

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