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Normative: Fisco

25/10/2012
FISCO - Ampliate le possibilità di dedurre dal reddito le perdite su crediti

A cura del Dottore Commercialista Alberto Piombo

In sede di conversione del Decreto Sviluppo, viene introdotta una semplificazione, che riguarda i crediti di modesto importo, non essendo dunque necessario il ricorrere della condizione che il debitore sia assoggettato a procedure concorsuali.
Il principio era stato introdotto diverso tempo fa dalla R.M. n.9/124 del 6 agosto 1976, che si era occupata della deduzione delle perdite su crediti di ridotta entità affermando che, in tal caso, non è necessario produrre rigorose prove formali in ordine alla certezza della perdita, poiché la modestia degli importi, di norma, sconsiglia le aziende a intraprendere azioni di recupero che potrebbero avere esiti antieconomici. La risoluzione, tuttavia, non indicava alcun criterio per stabilire quando un credito potesse definirsi di modesto importo, facendo riferimento sia a un valore assoluto, che all’incidenza del credito sull’entità del portafoglio.

La regola introdotta dall’emendamento afferma che l’elemento certo e preciso si ha per certo al ricorrere di due condizioni:
 

sono trascorsi sei mesi dalla scadenza
di pagamento del credito;

  il credito è di modesta
entità.



L’aspetto rilevante della disposizione è che viene definito con sufficiente chiarezza quando un credito si può considerare di modesta entità, individuandosi questa forbice:
1.    importo non superiore a € 5.000, per le imprese di più rilevante dimensione;
2.    importo non superiore a € 2.500 per le altre imprese.
Le imprese di grandi dimensioni sono quelle che hanno un fatturato superiore ai 150 milioni di euro dal 2011.
Dunque queste imprese, per stabilire se un credito è di modesta entità, fanno riferimento alla soglia di € 5.000; quelle al di sotto di tali valori, si devono riferire alla soglia di € 2.500.
La scadenza di sei mesi dal pagamento deve essere riferita alla data di chiusura del bilancio, secondo questo esempio, riferito a un’impresa di non grandi dimensioni.
Alcuni esempi:

 

ESEMPIO 1
Credito verso A - Scadenza del pagamento al 31 maggio 2012 - Importo € 1.000
Poiché sussiste sia il requisito temporale, sia quello di importo, il credito può essere portato a perdita nell’esercizio 2012; si deve comunque tenere conto di una sempre possibile diversa valutazione fatta dall’azienda in ordine alla recuperabilità del credito.

 

ESEMPIO 2
Credito verso B - Scadenza del pagamento al 31 ottobre 2012 - Importo € 1.500
Sussiste il requisito di importo, ma non quello temporale; conseguentemente, se nel corso del 2013 non mutano le prospettive di recupero, cioè il credito si considera non realizzabile, la perdita potrà essere stanziata nel 2013.

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