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Normative: Fisco

28/08/2012
FISCO - Decreto Sviluppo (decreto legge n.83/2012 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 147 del 26 giugno 2012)

A cura del Dottore Commercialista Alberto Piombo

Dopo i decreti “Salva Italia” e “Cresci Italia” è arrivato al traguardo un nuovo decreto (cd. Sviluppo) che insieme alla riforma del mercato del lavoro e al taglio delle spese (spending review) , dovrebbe completare la produzione normativa tesa alla salvaguardia dei conti pubblici e al rilancio del paese. 

Tutto ciò nella speranza che il Sistema Europa trovi la soluzione per uscire dalla crisi finanziaria. Per ora non ci resta che proporre un primo commento. 

Decorrenza immediata per il Decreto Sviluppo: il DL n. 83/2012 (“Misure urgenti per la crescita del paese”) è entrato in vigore, contestualmente alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 147 del 26 giugno 2012.

Settanta gli articoli che compongono il testo, pubblicato con alcune modifiche rispetto alle bozze circolate nei giorni scorsi. 

 

Detrazione 36% (ristrutturazioni edilizie) e 55% (risparmio energetico)

Due le novità più rilevanti, contenute nell’art. 11 del Decreto: 

1) l’agevolazione del 36% (Irpef) sarà incrementata al 50% per circa un anno, ossia per le spese sostenute a partire dalla data di entrata in vigore del DL (26 giugno 2012) e fino al 30 giugno 2013, con un tetto di spesa che passa da euro 48.000 a euro 96.000; 

2) quanto alla detrazione Ires/Irpef del 55%, competerà per una quota pari al 50% delle spese sostenute tra il 1° gennaio 2013 e il 30 giugno dello stesso anno, pertanto:

2.1) sino al 31/12/2012 proseguirà la detrazione usuale pari al 55%, 

2.2) dal 1 gennaio 2013 e sino al 30/06/2013 tale detrazione verrà ridotta al 50%. 

2.3) Successivamente (dal 01/07/2013) la detrazione dovrà essere confermata con un decreto ad hoc.

 

Concordato preventivo

Il Decreto Sviluppo, all’art. 33, è intervenuto modificando l’art. 161 L. fall., con alcune integrazioni che dovrebbero migliorare l’efficacia del concordato preventivo nella composizione delle crisi d’impresa, quindi non soltanto come procedura liquidatoria alternativa al fallimento. In sintesi, la domanda di concordato deve ora essere accompagnata da un piano contenente la descrizione di modalità e tempistiche per l’adempimento della proposta concordataria, così da permettere ai creditori una valutazione adeguata. La nomina del professionista, inoltre, spetta al debitore. Rilevante, poi, la possibilità per l’imprenditore in stato di crisi di presentare la proposta, il piano concordatario e l’attestazione in un periodo successivo al deposito del ricorso per l’ammissione al concordato preventivo (termine compreso tra i 60 e i 120 giorni dal deposito, con facoltà di proroga fino a un massimo di 60 giorni).

 

Torna l’Iva sulle cessioni e locazioni di nuove costruzioni

Restano confermate, inoltre, le misure per l’edilizia contenute al Capo III, art. 9 del Decreto, ossia quelle riguardanti il ripristino Iva per le cessioni e le locazioni di nuove costruzioni. 

In particolare, sono stati riformulati i numeri 8), 8-bis) e 8-ter) dell’art. 10 del DPR 633/1972, prevedendo: la possibilità di esercitare l’opzione per l’imponibilità Iva anche per le locazioni di fabbricati abitativi effettuate dalle imprese costruttrici o che abbiano ristrutturato gli immobili, con applicazione dell’Iva al 10% in caso di esercizio dell’opzione; rimangono esenti Iva le cessioni di fabbricati abitativi effettuate da imprese diverse da quelle costruttrici o ristrutturatrici. 

Infine – sempre in estrema sintesi – si applica il regime del reverse charge a tutte le cessioni di fabbricati abitativi e strumentali per i quali sia stata esercitata l’opzione in luogo del regime naturale.

 

Credito di imposta per nuove assunzioni personale altamente qualificato

Tutto invariato rispetto alle bozze, poi, per quanto concerne il credito d’imposta per le nuove assunzioni a tempo indeterminato di personale altamente qualificato (art. 24 del Decreto Sviluppo). L’agevolazione ammonta al 35% delle spese calcolate sul costo aziendale, con un limite massimo di 200mila euro annui a impresa e il vincolo di trattenere il personale assunto per almeno 3 anni, oltre ad alcune specifiche ipotesi di decadenza dal beneficio.

 

La srl a capitale ridotto anche per gli over 35

Il Decreto Sviluppo ha ulteriormente modificato la disciplina delle srl in sede di costituzione. 

In particolare, oltre alla srl ordinaria e alla srl semplificata di cui all’art. 2463-bis c.c. (articolo inserito dall’art. 3 del DL 1/2012, convertito nella L. 27/2012), quest’ultima limitata ai soggetti under 35 anni, è stata introdotta la nuova “società a responsabilità limitata a capitale ridotto” specificatamente rivolta ai soggetti che alla data di costituzione della società hanno compiuto 35 anni d’età.

Ai sensi dell’art. 44, comma 1, del DL n. 83/2012, la srl a capitale ridotto – al pari della srl semplificata – può essere costituita solo da persone fisiche, over 35 anni, mediante contratto o atto unilaterale. Quindi, spazio anche alle srl a capitale ridotto unipersonali, con un socio unico.

Per la redazione dell’atto costitutivo è prevista la forma dell’atto pubblico, senza il richiamo – così, invece, come nella srl semplificata (art. 2463-bis, comma 2 c.c.) – al modello standard tipizzato con decreto del Ministro della giustizia.

L’atto costitutivo deve indicare gli stessi “elementi” prescritti per la srl semplificata di cui all’art. 2463-bis, comma 2 c.c. (art. 44, comma 2, del DL Sviluppo), quindi, ad esempio l’ammontare del capitale sociale, che deve essere pari ad almeno 1 euro e comunque inferiore a 10.000 euro, sottoscritto e interamente versato alla data di costituzione. Il conferimento va fatto esclusivamente in denaro e deve essere versato all’organo amministrativo (art. 2463-bis, comma 2, n. 3 c.c.).

Per quanto riguarda l’amministrazione della società, viene specificato che può essere affidata a una o più persone fisiche anche non soci. Diversamente, invece, nella srl semplificata il legislatore ha limitato la scelta dell’amministratore solo all’interno della compagine societaria (art. 2463-bis, comma 2, n. 6 c.c.).

Nell’atto costitutivo va indicata, poi, la denominazione sociale (art. 2463-bis, comma 2, n. 2 c.c.) contenente l’indicazione di “società a responsabilità limitata a capitale ridotto”.

Denominazione, ammontare del capitale sottoscritto e versato, sede della società e ufficio del Registro delle imprese di iscrizione vanno indicati negli atti, nella corrispondenza della società e nello spazio elettronico destinato alla comunicazione collegato con la rete telematica ad accesso pubblico (art. 44, comma 3, del DL Sviluppo).

Per la restante parte, il legislatore rinvia – così come per la srl semplificata – alla disciplina della srl ordinaria (art. 44, comma 4, del DL Sviluppo).

Nessuna disposizione specifica è prevista in tema di agevolazioni per la costituzione di tali società. Sembrerebbe, quindi, che la nuova srl a capitale ridotto sia esclusa dalle agevolazioni riguardanti gli oneri notarili e le imposte di bollo e le spese di segreteria, così come previsto per la costituzione delle srl semplificate degli under 35 (ai sensi dell’art. 3, comma 3, del DL 1/2012) per le quali l’atto costitutivo e l’iscrizione nel Registro delle imprese sono esenti da diritto di bollo e di segreteria e non sono dovuti gli onorari notarili.

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