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Normative: News Legali

27/06/2012
NEWS - Decurtazione dei punti dalla patente di guida. Impugnazione immediata

A cura dell'Avvocato Tommaso Bagnulo

Le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione hanno affermato che l’autore di un’infrazione al codice della strada, destinatario del preannuncio della prevista sanzione accessoria della decurtazione dei punti dalla patente di guida, di cui va fatta menzione nel verbale di accertamento, può proporre opposizione immediata dinanzi al giudice di pace per i vizi afferenti a tale sanzione amministrativa accessoria, senza necessità di attendere la comunicazione della variazione di punteggio da parte dell’Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. La questione deferita alle Sezioni Unite è relativa al quesito se il verbale di accertamento di un’infrazione al codice della strada, cui consegua la decurtazione dei punti sulla patente, possa dirsi immediatamente impugnabile con riferimento a tale punto, ovvero se tale impugnazione sia inammissibile, in quanto detto verbale contiene non un provvedimento irrogativo di sanzione amministrativa, ma solo un preavviso di quella specifica conseguenza della futura ed eventuale definitività del provvedimento, essendo la decurtazione dei punti dalla patente irrogata ai sensi dell’art. 126bis del codice della strada, dall’autorità centrale preposta all’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, quale atto vincolato all’esito della segnalazione conseguente alla definizione della contestazione relativa all’infrazione che la comporta. Come noto, l’art. 126bis del codice della strada è stato oggetto di declaratoria di illegittimità costituzionale per effetto della sentenza n. 27 del 2005 della Corte Costituzionale, sicché il secondo comma di tale articolo è ora del seguente tenore: “L’organo da cui dipende l’agente che ha accertato la violazione che comporta la perdita di punteggio, ne dà notizia, entro trenta giorni dalla definizione della contestazione effettuata, all’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. La contestazione si intende definita quanto sia avvenuto il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria o siano conclusi i procedimenti dei ricorsi amministrativi e giurisdizionali ammessi ovvero siano decorsi i termini per la proposizione dei medesimi. Il predetto termine di trenta giorni decorre dalla conoscenza da parte dell’organo di polizia dell’avvenuto pagamento della sanzione, della scadenza del termine per la proposizione dei ricorsi, ovvero dalla conoscenza dell’esito dei ricorsi medesimi. La comunicazione può essere effettuata solo se la persona del conducente, quale responsabile della violazione, sia stata identificata inequivocabilmente; tale comunicazione avviene per via telematica o mediante moduli cartacei predisposti dal Dipartimento per i trasporti terrestri. La comunicazione deve essere effettuata a carico del conducente quale responsabile della violazione; nel caso di mancata identificazione di questi, il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell’art. 196, deve fornire all’organo di polizia che procede, entro sessanta giorni dalla data di notifica del verbale di contestazione, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione. Se il proprietario del veicolo risulta persona giuridica, il suo legale rappresentante o un suo delegato è tenuto a fornire gli stessi dati, entro lo stesso termine, all’organo di polizia che procede. Il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell’art. 196, sia esso persona fisica o giuridica, che omette, senza giustificato e documentato motivo di fornirli è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 272,00 a euro 1.088,00. La comunicazione al Dipartimento per i trasporti terrestri avviene per via telematica”. Orbene, già era stato stabilito sempre dalle Sezioni Unite che dalle predette disposizioni discende che la decurtazione dei punti dalla patente di guida costituisce una sanzione amministrativa conseguente alla violazione di norme sulla circolazione stradale e che in particolare il meccanismo della sottrazione dei punti per effetto dell’accertamento dell’avvenuta violazione del codice della strada costituisce una misura accessoria alle relative sanzioni.

Il quesito posto alle Sezioni Unite, dunque, come detto, sostanzialmente verteva sul considerare se dalle norme richiamate emerga o no la possibilità di impugnare unitamente all’accertamento della violazione anche la indicazione – che deve necessariamente essere contenuta nel verbale di accertamento e che dunque non è la irrogazione della sanzione ma solo un preavviso della specifica conseguenza futura – relativa alla sanzione accessoria della decurtazione dei punti dalla patente nella misura prevista per la singola violazione.

Le Sezioni Unite, dopo aver ripercorso tutti gli orientamenti giurisprudenziali precedenti, hanno proceduto al ragionamento giuridico, per vero molto complesso ma che nella presente sede si è cercato di sintetizzare, alla luce del quale si rileva che l’accertamento al quale viene fatta risalire l’applicazione della sanzione accessoria della decurtazione dei punti (da menzionare nel verbale) è il verbale stesso. Pertanto, al di fuori di tale verbale della violazione cui consegue anche l’applicazione della sanzione accessoria nel procedimento che porta alla comunicazione della decurtazione dei punti dalla patente, non si rinviene alcun altro provvedimento amministrativo suscettibile di autonoma impugnazione.

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