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Normative: Fisco

22/04/2011
FISCO - Proroga al 31 luglio 2011 per le richieste di sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese (PMI)

A cura del Dottore Commercialista Alberto Piombo

Il Ministero dell'economia, l'Associazione Bancaria Italiana e le altre rappresentanze d'impresa firmatarie dell'Avviso comune per la sospensione dei debiti delle PMI hanno deciso di prorogare il termine per la presentazione delle istanze al 31 luglio 2011. Gli interventi previsti dal nuovo Accordo del 16 febbraio 2011 prevedono la possibilità di richiedere:
• la sospensione per 12 mesi del pagamento della quota capitale della rata dei mutui;
• la sospensione per 12 mesi del pagamento della quota capitale implicita dei canoni di leasing immobiliare;
• la sospensione per 6 mesi del pagamento della quota capitale implicita dei canoni di leasing mobiliare;
• l'allungamento delle scadenze delle anticipazioni bancarie su crediti a breve termine.


Condizioni soggettive per le imprese che vogliano accedere alla moratoria
Le piccole e medie imprese interessate alle misure previste nell'Avviso comune del 3 agosto 2009 (ripreso dall'Accordo del 16 febbraio 2011) devono avere:
• un numero di dipendenti a tempo indeterminato o determinato non superiore a 250 unità;
• un fatturato annuo minore di 50 milioni di euro (oppure un totale di attivo di bilancio minore di 43 milioni di euro).
Tali requisiti devono essere riferiti alla singola azienda, senza considerare l'eventuale partecipazione a gruppi societari. Le PMI richiedenti, inoltre, devono essere residenti in Italia e provare la continuità e le prospettive economiche dell'azienda.

 

È stato stabilito che possano accedere alle iniziative le PMI che alla data del 30 settembre 2008 erano "in bonis" nei confronti della banca/intermediario a cui viene presentata la domanda e che alla data di presentazione della domanda di sospensione dei debiti non abbiano posizioni classificate come ristrutturate, in sofferenza, incagliate, esposizioni scadute/sconfinanti da oltre 180 giorni ovvero procedure esecutive in corso. La generica formulazione procedure esecutive in corso comprende tutte le procedure immobiliari e mobiliari sia su iniziativa della banca/intermediario sia su iniziativa di terzi.

 

I mutui e i leasing oggetto della sospensione delle quote capitale
Possono beneficiare della sospensione:
• tutti i mutui di durata superiore a 18 mesi e un giorno stipulati prima del 3 agosto 2009;
• tutti i leasing finanziari (non quelli operativi) immobiliari e mobiliari stipulati prima del 3 agosto 2009.
L'impresa dovrà dichiarare di non avere rate scadute (non pagate o pagate parzialmente) da non più di 180 giorni dalla data di presentazione della domanda. Qualora vi siano rate in mora scadute da non più di 180 giorni la sospensione avrà effetto dalla prima delle rate rimaste impagate:
• durante la sospensione l'impresa pagherà rate di soli interessi, al tasso contrattualmente pattuito;
• al termine l'impresa rimborserà le quote capitali interessate dalla sospensione.
L'impresa potrà beneficiare dell'allungamento del piano di ammortamento dei mutui e dei leasing finanziari per un periodo pari a quello di sospensione, fatta salva la facoltà di chiedere il ricalcolo delle rate successive al pagamento delle quote capitale sospese in modo che la durata complessiva del mutuo/leasing non subisca variazioni.


Il fac-simile dell'istanza da presentare a banche e intermediari
L'ABI ha concordato con le associazioni d'impresa un modulo condiviso per la richiesta della sospensione dei debiti e delle operazioni di allungamento dei crediti oggetto di anticipazione da parte delle imprese interessate all'attuazione di uno o più punti dell'Avviso comune. Le banche e gli intermediari sono tenuti a fornire risposta di norma entro 30 giorni lavorativi dalla presentazione dell'istanza. L'accettazione della domanda non può essere subordinata alla richiesta di ulteriori garanzie aggiuntive da parte degli istituti. Il fac-simile del modello è prelevabile dal sito web http://www.abi.it/manager?action=show_document&portalId=1&documentId=10531%20

 

Estinzione di cartelle esattoriali con crediti compensabili
Nell'ambito delle procedure di aggiornamento del sistema della riscossione, un apposito decreto del Ministero delle finanze ha finalmente dato il via libera alla possibilità di pagare (totalmente o parzialmente) i debiti verso gli agenti della riscossione con crediti compensabili, tramite l'utilizzo del modello F24 (vedi anche Pneurama 6/2010). Nella tabella che segue si dà conto dei tratti essenziali della disposizione.

 

Crediti utilizzabili in compensazione
Per poter estinguere un debito con l'esattoria, il contribuente deve possedere dei crediti erariali legittimamente compensabili. Rientrano nella categoria:
• Crediti Irpef e Ires;
• Crediti Iva;
• Crediti Irap;
• Crediti per addizionali comunali e regionali;
• Ogni altro credito per tributi da esporre nella sezione Erario del modello F24.
Ne deriva che non possono essere utilizzati, ad esempio, eventuali crediti Inps e Inail.
Debiti che possono essere pagati
Così come il contribuente può spendere crediti erariali, anche la partita di debito da chiudere deve riferirsi ai medesimi tributi. Pertanto, rientrano nell'ambito applicativo le cartelle per Irpef, Ires, Iva, Irap, addizionali.
Non possono, viceversa, essere pagate con una compensazione le cartelle esattoriali che si riferiscono, ad esempio, a debiti relativi ad Inps o Inail.
Tipologia di debito verso Equitalia
I debiti che possono essere saldati, al momento, sono quelli relativi a cartelle esattoriali, scadute e non scadute.
A decorrere dal prossimo 1° luglio 2011, inoltre, si potranno pagare anche dei debiti verso Equitalia non contenuti in cartelle esattoriali, ma derivanti da avvisi di accertamento ai fini delle imposte dirette e Iva divenuti esecutivi.
Modalità di estinzione
Il saldo dei debiti verso Equitalia deve avvenire con l'utilizzo del modello F24 Accise, con l'utilizzo del codice tributo "Ruol".
Al riguardo, sul modello deve essere indicata anche la provincia di competenza dell'agente della riscossione (targa automobilistica) ed il codice ente "R".
Non vanno compilati, invece, i campi relativi al "Codice identificativo", "Mese" e "Anno di riferimento".
Estinzione totale o parziale
Il contribuente non è obbligato all'estinzione totale del debito, potendo anche provvedere in modo parziale.
In tal caso, tuttavia, è necessario comunicare preventivamente ad Equitalia le partite che si intendono saldare, ai fini di un corretto recepimento degli importi.
Individuazione dell'ammontare esatto del debito

Spesso non si è a conoscenza dell'importo esatto del debito verso Equitalia, specialmente nel caso di cartelle esattoriali già scadute e maggiorate di interessi di mora e spese. 

In tali casi, è opportuno acquisire l'indicazione esatta dall'agente della riscossione; quest'ultimo, potrà anche trasmettere il modello F24 per conto del cliente.

 

La possibilità sopra descritta deve essere correlata con l'altra disposizione già in vigore dal 2011, in forza della quale il contribuente non può effettuare compensazioni di crediti erariali di alcun importo, nel caso in cui abbia ruoli scaduti e non pagati, sempre per imposte erariali, di ammontare superiore ad euro 1.500. Ovviamente, al ricorrere di tale impedimento, è certamente ammessa l'estinzione del ruolo con la compensazione di cui sopra.

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