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Normative: Privacy

22/04/2011
PRIVACY - La videosorveglianza in azienda: le nuove regole da rispettare

A cura del Dottore Juri Torreggiani consulente privacy

L'Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha emanato in data 08/04/2010 un nuovo "Provvedimento a carattere generale" in merito alla corretta gestione degli apparati di videosorveglianza, di particolare interesse per la generalità delle aziende private. Tale provvedimento sostituisce quello emanato nell'anno 2004, confermandone taluni obblighi già precedentemente in vigore ed introducendo diverse importanti novità. Si riepilogano, in estrema sintesi, quelli che sono i principali adempimenti ed obblighi previsti dal legislatore.


Rilascio di idonea informativa: i soggetti che si trovano a transitare in azienda in prossimità di un'area videosorvegliata, devono essere sempre informati di tale circostanza.
Il provvedimento conferma, come accadeva anche in passato, che si può assolvere al presente obbligo di legge con l'esposizione di appositi cartelli che dovranno essere collocati prima del raggio d'azione delle telecamere ed essere chiaramente visibili in ogni condizione di illuminazione ambientale (e quindi anche in orario notturno). L'Autorità Garante auspica poi che i cartelli siano integrati da un'informativa articolata ed estesa, la quale potrà essere resa disponibile tramite pubblicazione su reti intranet e siti internet, affissioni in bacheche aziendali e procedure similari.


Designazione dei soggetti autorizzati a visionare le immagini: il provvedimento impone poi che siano designati per iscritto tutti i soggetti che sono autorizzati ad utilizzare gli impianti di videosorveglianza ed a visionare le immagini. I soggetti di cui sopra dovranno sempre essere in numero limitato.
È inoltre necessario individuare diversi livelli di autorizzazione distinguendo fra coloro che possono unicamente visionare le immagini e coloro che viceversa possono anche impostare i parametri delle registrazioni, copiare/cancellare/esportare le immagini, modificare l'angolo di visuale e lo zoom delle telecamere.


Misure di sicurezza a protezione delle immagini: le immagini devono essere protette con idonee e preventive misure di sicurezza, miranti a ridurre al minimo i rischi di accesso non autorizzato o trattamento non conforme alla normativa.
In estrema sintesi, devono essere impostati diversi livelli di visibilità e gestione delle immagini a seconda delle mansioni svolte dal singolo operatore ed ogni soggetto che accede ad immagini registrate su supporto digitale deve essere dotato di apposite credenziali di autenticazione.


Tempi di conservazione delle immagini: il provvedimento conferma che le immagini devono essere conservate per poche ore e comunque al massimo per 24 ore successive alla rilevazione, fatti salvi i periodi festivi e di chiusura dell'azienda o per aderire ad una specifica richiesta investigativa dell'autorità giudiziaria. Solo nel caso in cui l'azienda svolga attività particolarmente rischiose (es. banche), si può ritenere ammesso un tempo di conservazione maggiore, comunque non superiore alla settimana. È necessario che il sistema di videosorveglianza sia impostato, ove tecnicamente possibile, in modo tale da cancellare automaticamente le immagini entro i termini temporali appena evidenziati. Nel caso in cui l'azienda ritenga necessario un allungamento dei tempi di conservazione delle immagini, sarà necessario avanzare un'apposita richiesta al Garante affinché possa procedere ad una verifica preliminare.


Videosorveglianza e lavoratori:
viene confermato il divieto di controllo a distanza dei lavoratori e quindi risulta vietata l'installazione di apparati di videosorveglianza per tale finalità. Il provvedimento poi, richiama e conferma gli obblighi in capo al datore di lavoro derivanti dalla legge 300/1970 (Statuto dei lavoratori).
Si ricorda infatti che in base a tale legge, prima di procedere all'installazione degli apparati di videosorveglianza, risulta necessario raggiungere un idoneo accordo con le rappresentanze sindacali interne o, in alternativa, ottenere le dovute autorizzazioni dalla Direzione Provinciale del Lavoro, al fine di scongiurare qualunque forma di controllo a distanza dell'attività lavorativa.

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