Condividi su

AutoAttrezzati

25/06/2021
Autoattrezzati

Massimo Brunamonti

Il test particolato adottato dai primi paesi europei

Se ne parlava da tempo, causa i deludenti risultati di riduzione dell’inquinamento da particolato fine nonostante l’imposizione dei limiti di emissione più restrittivi con l’introduzione del Filtro anti particolato (Fap). Oggi finalmente, dopo oltre tre anni di prove, i primi quattro paesi europei hanno deciso di adottare il test delle emissioni di particolato fine. Si tratta di Olanda, Belgio, Germania e Svizzera dove, tra il 2022 e l’inizio del 2023, il test del particolato diventa obbligatorio per i veicoli Diesel in sede di revisione periodica.

Da un punto di vista tecnico è chiaro a tutti da tempo che l’attuale test di opacità è decisamente inadeguato alla verifica delle emissioni dei veicoli Diesel più recenti. Vari studi, tra cui quello sviluppato dal Goca belga, dimostrano che l’80% dell’inquinamento è prodotto dal 20% dei veicoli ma di questo 20% solo lo 0,05% non passa il test emissioni; evidentemente c’è qualcosa che non va. Con l’avvento del Fap l’opacità allo scarico misurata in sede di revisione risulta mediamente ben al di sotto dei limiti e questo perché la tecnologia degli opacimetri non consente di misurare le emissioni di particolato fine, quello cioè al di sotto di 100nm; la conclusione è che il test di opacità, adatto a veicoli diesel di generazioni precedenti, ha poca o nessuna utilità per quelli successivi a Euro 4. L’introduzione di veicoli meno inquinanti dotati di Fap aveva la sua ragion d’essere nella sensibile riduzione, almeno sulla carta, dell’emissione del particolato fine. Ma così non è stato: come dimostrano i campionamenti di aria in tutta Europa, i livelli di inquinamento da particolato fine non sono diminuiti della quantità auspicata. Perché? La causa sembra consistere in una manutenzione carente o inadeguata; questa è la conclusione più o meno comune di una serie di studi condotti in vari stati dai quali risulta che in moltissimi casi i veicoli Diesel non sono correttamente manutenuti soprattutto per quanto riguarda il Fap, in molti casi addirittura rimosso. 

A questo punto le autorità competenti, messe sotto pressione dalla necessaria imposizione di blocchi alla circolazione in molte aree ad alta densità abitativa, si sono viste costrette a corre ai ripari. Alcuni anni fa è stato istituito in Svizzera un gruppo di lavoro, denominato N-Pti, con lo scopo di identificare e definire un metodo di prova delle emissioni di particolato in sede di revisione periodica; al gruppo N-Pti, inizialmente composto da esponenti di vari paesi europei, si sono poi aggiunti rappresentanti dei costruttori di apparecchiature di misura e di organizzazioni metrologiche portando così i lavori a compimento quando nel 2020 sono stati fissati limiti di emissione sotto test e sono state omologate le prime apparecchiature. A oggi quindi, anche in assenza di uno standard europeo armonizzato, esiste un approccio comune al quale i suddetti paesi hanno aderito e che stanno per mettere in vigore. La Commissione europea da parte sua, seguendo l’iniziativa di alcuni stati membri, ha avviato l’iter di definizione di una possibile norma o raccomandazione, incaricando il Jrl (Joint research laboratory) di predisporre una bozza dei contenuti per un tale provvedimento.

Anche altri paesi, quali Spagna, Svezia e Finlandia, stanno considerando l’adozione del test particolato mentre in Italia a oggi purtroppo non risulta se ne stia parlando. Eppure, la situazione inquinamento da noi non è migliore che altrove: blocchi alla circolazione a macchia di leopardo (vedi pianura Padana), soprattutto dei veicoli diesel, stanno causando pesanti disagi sia ai cittadini che al trasporto merci quando si potrebbe decisamente migliorare la situazione inquinamento semplicemente seguendo il percorso già noto intrapreso dai paesi pionieri. Fortunatamente la nuova dirigenza presso la direzione generale della Motorizzazione, da poco insediatasi, ha finalmente avviato, dopo un blocco di circa tre anni (vedi Pneurama 2/2021), una fase di verifica delle prove e delle procedure di revisione in Italia, sia per recuperare il tempo perso che per adeguare le revisioni alle novità tecnologiche e normative. L’augurio è che in questa fase di aggiornamento si riesca a introdurre anche questo tipo di verifiche e scongiurare così ulteriori eccessivi livelli di inquinamento ambientale.

 

Egea, ad aprile la prima assemblea generale 2021

La prima Assemblea generale di Egea del 2021, svoltasi lo scorso 20 aprile ancora una volta su piattaforma web causa le persistenti restrizioni Covid, ha visto l’esordio del nuovo consiglio direttivo con il presidente Thierry Coton che, nel dare il benvenuto ai convenuti, ha descritto la nuova organizzazione operativa dell’Associazione basata su deleghe ai membri del consiglio direttivo tra le quali spiccano la comunicazione, le relazioni con gli altri stakeholders, i rapporti con l’ambiente politico a Bruxelles e la comunicazione.

Dopo il saluto e il ringraziamento del presidente, è seguito il momento degli sponsor che hanno presentato le loro attività nell’immediato futuro. Equip’Auto ha illustrato il programma “Equip’Auto on Tour” basato su una serie di eventi itineranti nell’autunno 2021. Autopromotec ha confermato l’edizione 2022. Automechanika ha parlato di una possibile revisione del format della fiera di Francoforte 2021 a seguito del covid (successivamente poi confermata dall’annuncio del ritorno di Automechanika nel formato classico in presenza a settembre del 2022). Successivamente, dopo i passaggi istituzionali dell’approvazione del bilancio e delle modifiche statutarie, approvati all’unanimità, si è passati al momento forse maggiormente significativo di questa assemblea. Da tempo le aziende associate discutono sulla possibilità di adottare un protocollo di comunicazione standard per rendere le apparecchiature interconnesse tra loro e con l’ambiente operativo; negli anni passati sono state fatte valutazioni e studi che però non hanno portato a conclusioni praticabili. Adesso le cose sembrano essere cambiate: Asanetwork GmbH ha proposto la soluzione “Workshop-Net”, evoluzione della precedente versione del suo protocollo, tale da costituire una soluzione indipendente e autonoma per qualsiasi utilizzatore, sia essa impresa di autoriparazione, centro di revisione o fornitore di attrezzature, parti o servizi. La proposta è stata accolta e l’Assemblea ha approvato l’adozione di Workshop-Net come proposta di protocollo standard per la post-vendita auto.

La comunicazione diventa per Egea una priorità e, come precedentemente annunciato dal presidente, si è deciso di dar vita a un foglio periodico “Egea-inside” che mira a divulgare a tutto l’ambiente le attività, le sfide e le problematiche di lavoro. Il foglio ha tra i suoi scopi anche la divulgazione presso potenziali nuovi soci soprattutto in paesi europei che non sono rappresentati in Egea. I lavori sono proseguiti con una panoramica delle attività dei vari gruppi di lavoro, ancora una volta, molteplici e impegnative. Dal nuovo standard sicurezza dei ponti sollevatori, alla guida all’uso della strumentazione per gli Adas, ai nuovi test emissioni, alla cybersecurity e l’accesso alla porta Obd, ad un nuovo standard per centra fari ed altro ancora. Val la pena notare ancora una volta la quantità, varietà e complessità dei contenuti e apprezzare l’impegno dei gruppi di lavoro nell’interesse di tutti gli associati. Dopo i consueti aggiornamenti dalle associazioni membri, l’assemblea si è chiusa con la definizione della data del prossimo appuntamento assembleare ad ottobre 2021, con la speranza questa volta, come auspicato dal presidente Coton, di potersi di nuovo incontrare fisicamente a emergenza covid terminata.

Archivio