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Analisi tecnica - Archivio

03/05/2021
Simmetria giapponese

Subaru Impreza

 

Rinnovata nei contenuti ma non nella sua filosofia, l’ultima generazione della Impreza mantiene le caratteristiche celebri di casa Subaru, trasmissione integrale permanente e motore boxer, per la prima volta anche in versione ibrida

Duilio Damiani

Impreza non è solo un modello, ma il nome di una stirpe che evoca epiche battaglie sui tracciati rallystici di tutto il mondo. L’arma totale a cui Subaru affidò, a fine del secolo scorso, il consolidamento del marchio, tanto sportiva (indimenticabili le vittorie nel Mondiale Rally conquistate da celebri piloti, da Ari Vatanen a Colin McRae) che commerciale, ideando una berlina di classe media davvero a misura globale, capace di soddisfare le necessità della famiglia quanto dei più agguerriti piloti da competizione. Inclusi tutti i benefit propri del marchio nipponico, ovvero motori boxer, trazione integrale e quel bilanciamento dei pesi assai ragionato che contraddistingue Subaru all’interno del panorama automobilistico.

 

Buona la quinta

Sull’onda dell’apprezzamento ricevuto dalle precedenti versioni (oltre 2,5 milioni di esemplari venduti), a partire dalla Impreza del debutto avvenuto nel lontano 1992 e fino alla sua quinta generazione, meno spinta rispetto le temibili WRX degli anni ’90 e presentata a fine 2017, l‘attuale modello pur rinnovandosi totalmente mantiene caratteristiche note, evolvendosi sia nel design, con carrozzeria a due volumi e 5 porte, che nelle dotazioni, aggiornate con i più attuali dispositivi ADAS – Advanced Driver Assistance System.

In linea con il segmento C cui appartiene, con i suoi 4,46 metri di lunghezza, 1,77 m di larghezza e 1,48 di altezza massima, la Impreza presenta interasse allungato a 2,67 metri e una fisionomia sportiveggiante, che ripropone gli stilemi tipici delle ultime generazioni Subaru. A partire dal frontale assottigliato, grazie ai gruppi ottici anteriori a “occhio di falco”, a led autolivellanti e gestiti dal sistema SHR (Steering Responsive Headlights) e al cofano spiovente, molto vicino al suolo, merito dell’adozione di un’architettura del motore a cilindri contrapposti, particolarmente compatto nel suo ingombro verticale. La calandra frontale dal caratteristico disegno esagonale dispone di una griglia mobile, ad apertura automatica, così da ottimizzarne il flusso d’aria di raffreddamento e l’aerodinamica, secondo la richiesta propulsiva.

Le fiancate sagomate si raccordano lungo il posteriore, con linea di cintura rialzata e tetto rastremato verso il vistoso spoiler di sommità, incorniciando ampi passaruota adatti ad alloggiare cerchi da 16, 17 e 18 pollici, con pneumatici da 205/55 R16 a 225/40 R18, concludendo con un ampio portellone di accesso al vano bagagli delimitato da gruppi ottici sporgenti con tecnologia led.

L’accesso a bordo, facilitato dall’apertura keyless (abbinato all’avviamento a pulsante) avviene attraverso una soglia ribassata, superata la quale si accede a un ambiente sportivo e curato come da tradizione. L’incremento di passo e di larghezza (rispettivamente + 25 e +35 cm rispetto la precedente Impreza) ha consentito un incremento dell’abitabilità, adeguata per cinque occupanti, con sedute anteriori avvolgenti e divano posteriore di adeguata capienza. Solo il posto centrale dietro patisce l’ingombro del tunnel di passaggio dell’albero di trasmissione, inevitabile scotto da pagare per disporre della trazione integrale.

La postazione di guida è dominata da un razionale quadro strumenti, con classici elementi analogici circolari per contagiri e tachimetro, tra i quali si frappone un display Tft a colori sul quale vengono riportate numerose informazioni. Centralmente alla consolle troneggiano i display multifunzione Mfd da 6,5” al di sotto del quale si posiziona lo schermo touchscreen Wvga (Wide Video Graphics Array) da 8”, simil tablet e con funzione vocale, attraverso i quali è possibile interagire con gli accessori di intrattenimento e le funzioni di bordo, fino alla gestione delle autonomie per la versione ibrida e-Boxer.

La soglia di carico del vano bagagli è più vicina al suolo, e un agevole accesso è facilitato dall’apertura del portellone allargata. Reclinando lo schienale dei sedili posteriori si ottiene un pianale completamente piatto, per un volume fino a 1.310 litri, mentre l’assenza della ruota di scorta (a richiesta) incrementa lo spazio utile.

 

Simmetria tecnologica 

Alla base delle nuove generazioni di vetture Subaru presenti e future, a partire dalla più recente Impresa, si riconosce l’attuale piattaforma SGP (Subaru Global Platform), artefice delle incrementate dimensioni di passo e carreggiata, oltre che di disposizione di motore e sospensioni, ottimizzata per ospitare anche i sistemi ibridi elettrificati. Strutturalmente irrigidita (dal 70 al 100%) rispetto i modelli precedenti, consente una migliore precisione di marcia, riducendo inoltre i danni conseguenti a un eventuale impatto a tutto vantaggio della sicurezza passiva. Pur aggiornato nei materiali e nelle tarature, viene riproposto il consueto schema di sospensioni a ruote indipendenti, singoli trapezi anteriori e doppi bracci oscillanti posteriori, con impianto frenante a quattro dischi autoventilanti, compreso di sistema di rigenerazione energetica in frenata sulla versione ibrida.

Due le possibili opzioni motoristiche: Impreza m.y, 2018 nasce con il 4 cilindri boxer 1.6 benzina a iniezione sequenziale multipoint, distribuzione a 16 valvole DOHC, interamente in alluminio e ulteriormente alleggerito rispetto il precedente (- 12 kg), capace di una potenza massima di 114 CV a 6500 giri/min. e 15,3 kgm di coppia massima a 3.600 giri/min, dotato di sistema Start&Stop per la riduzione dei consumi. Una motorizzazione equilibrata, tra prestazioni e consumi, che seppur con una velocità massima di 180 km/h e un’accelerazione 0-100 km/h in 12,4 secondi, permette una guida briosa per merito dell’assetto favorevole accompagnato dal baricentro particolarmente basso, con consumi medi dichiarati nell’ordine dei 16,1 km/litro ed emissioni di 140 g/km di CO2.

Lo scorso 2020 ha visto l’introduzione di una seconda motorizzazione, ibrida, affidata al 2 litri DOHC, sempre a 4 cilindri contrapposti, con distribuzione a fasatura variabile AVCS, da 150 CV a 5.600 giri/min e coppia massima di 19,8 kgm a 4.000 giri/min, accoppiato in serie con un’unità elettrica trifase sincrona a magneti permanenti da 16,7 CV, posizionato all’interno della scatola del cambio, in grado di intervenire in simultanea oppure autonomamente fino alla soglia dei 197 km/h di velocità di punta, con accelerazione 0-100 km/h in 10 secondi. L’erogazione dell’energia avviene attraverso un pacco di accumulatori agli ioni di litio da 13,5 kW, collocato sotto al pianale sopra l’assale posteriore in modo da non sottrarre spazio al bagagliaio. Grazie a questa abbinata la Impresa e-Boxer può contare su tre modalità di guida, EV solo elettrica, Motor Assist in combinata oppure Engine solo termica.

 

A differenza del modello precedente, l’ibrido dispone di un grosso alternatore che funge da avviamento e da recupero dell’energia cinetica in decelerazione.

Entrambe le versioni beneficiano del cambio automatico a variatore continuo CVT Lineartronic, con simulazione di 7 rapporti, e la proverbiale trazione integrale permanente Symmetrical Awd, con ATS (Active Torque Split), che gestisce istantaneamente la ripartizione attiva della coppia motrice tra i due assali, in grado di raddrizzare un eventuale sbandamento riducendo la trazione dalla ruota in crisi aumentandola su quella opposta per facilitare la rotazione del veicolo.

Tutta la dinamica viene concertata dal sistema di controllo VDC (Vehicle Dinamic Control), in abbinata al EyeSight, il complesso dei numerosi dispositivi ADAS, tra cui Adaprive Cruise Control, Pre-Collision Throttle Management, Lane Sway e Departure Warning, pronti ad intervenire in caso di distrazione del conducente o di improvvisi ostacoli lungo il percorso.

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