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Ecomotive

03/05/2021
Automotive: il settore in lieve ripresa chiede programmazione

Ecomotive

 

È necessario ridisegnare le politiche relative alle infrastrutture e alla mobilità ecologica

Paolo Castiglia

Creazione in tempi brevi di un tavolo congiunto di tutte le parti sociali per individuare soluzioni condivise, perché il settore dell’automotive “deve trovarsi preparato ai cambiamenti che potrebbero intervenire nei prossimi mesi in caso di una ripresa dei flussi di traffico. Mai come ora guardare al futuro è necessario per programmare un rilancio delle attività”.  È ciò che è emerso dal recente incontro tra il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, e i segretari generali di Filt Cgil, Stefano Malorgio, Fit Cisl, Salvatore Pellecchia, e Uil Trasporti, Claudio Tarlazzi.  Nell’occasione il ministro ha affermato di aver già avviato una ristrutturazione interna con la creazione di un dipartimento dedicato alla programmazione di lungo termine e ai sistemi di rete, superando la storica distinzione tra infrastrutture e trasporti.  Durante l’incontro Giovannini ha anche sottolineato il ruolo fondamentale delle parti sociali e della società civile per ridisegnare le politiche relative alle infrastrutture e alla mobilità, in linea con gli indirizzi scelti dall’Unione europea orientati verso la sostenibilità economica, sociale e ambientale posti alla base del Green Deal e con il nuovo assetto del dicastero. “Bene aver condiviso la necessità di un confronto costante e periodico sui trasporti, – hanno commentato unitamente i segretari generali Malorgio, Pellecchia e Tarlazzi – gli incontri proseguiranno con cadenza quindicinale. Abbiamo chiesto che sia garantita continuità sui processi di riforma del settore avviati dal precedente Governo, a partire dal comparto del trasporto pubblico locale, dove serve una seria riforma che, prima di tutto, superi il nanismo aziendale del settore con oltre mille aziende, al fine di consentire delle politiche di respiro nazionale, a cominciare dalla svolta ecosostenibile Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) e serve sbloccare il rinnovo del contratto nazionale, considerati i significativi contributi di cui beneficia il Tpl”. Intanto, mentre le immatricolazioni calano, la produzione dell’industria automotive, malgrado la crisi covid, cresce, confermando un trend positivo. Come riportato da Anfia, il comparto all’inizio del 2021 è cresciuto complessivamente 2,3%, ma bisogna comunque ricordare che si partiva da una variazione tendenziale del 2020 del -21%. Guardando ai singoli comparti produttivi del settore, l’indice della fabbricazione di autoveicoli ha messo a segno la settima variazione positiva consecutiva su base annua, +13,5%, quello della fabbricazione di carrozzerie per autoveicoli, rimorchi e semirimorchi peggiora invece la flessione tendenziale a -15%, che era -0,6% a dicembre 2020. Quello della fabbricazione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori diminuisce del 2,3%. Il fatturato aftermarket registra, invece, una flessione del 14,4% nel 2020 rispetto all’anno precedente, che aveva chiuso a +1,6%. Al pesante calo a doppia cifra del primo (-12,4%) e, soprattutto, del secondo trimestre (-43,4%), che ha accusato il maggiore impatto della crisi pandemica, ha fatto seguito un terzo trimestre in lieve ripresa (+1%), mentre nel quarto trimestre si è verificata una nuova flessione, anche se più contenuta rispetto a quelle di inizio anno (-3,7%). Lo dicono i dati del Barometro Aftermarket – rilevazione statistica interna al Gruppo Componenti Anfia  - che fornisce un trend indicativo dell’andamento del mercato dei ricambi automotive su base mensile, sia a livello consolidato, sia a livello di singole famiglie prodotto. Passando al mercato dei veicoli industriali la forbice della crisi interna si allarga: i pesanti crescono del 21,8% mentre i leggeri registrano una frenata con -16,1% secondo i dati del Centro studi e statistiche Unrae, sulla base dei dati di immatricolazione forniti dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. “L’andamento dei dati di febbraio – commenta Paolo Starace, presidente della Sezione veicoli Industriali di Unrae – appare discordante rispetto all’andamento dell’economia reale, in quanto a una produzione industriale e una fiducia degli imprenditori asfittica, non corrisponde una flessione del mercato. È innanzitutto significativo che a tirare questa volata sia il comparto dei veicoli pesanti, mentre continua la sofferenza dei leggeri. Per spiegare tale fenomeno è opportuno esaminarne l’evoluzione del settore: studi recenti sulle caratteristiche dimensionali delle aziende di autotrasporto in Italia dimostrano che già da alcuni anni è in atto un incremento della percentuale delle imprese medio grandi rispetto a quelle piccole”.

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