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AutoAttrezzati

04/01/2021
Autoattrezzati

Massimo Brunamonti

Assemblea generale Egea ottobre 2020 e nomine delle cariche associative

Anche la seconda Assemblea generale di Egea del 2020, svoltasi il 29 ottobre, si è tenuta su piattaforma web, causa le restrizioni Covid che ancora investono più o meno tutta l’Europa; ciò nonostante l’Assemblea ha visto la partecipazione attenta e propositiva di quasi tutti i membri. Dopo il saluto del presidente Dave Garrat, gli sponsor hanno presentato le loro attività. Automechanica, Autopromotec e Equip’Auto hanno illustrato i loro nutriti programmi sul web confermando come, nonostante le restrizioni causate dal coronavirus, il settore rimanga vitale e dinamico. Tutte e tre le fiere, oltre alle consuete esposizioni fisiche riprogrammate in nuove date, con i loro eventi sul web stanno intercettando l’esigenza di fornitori ed utilizzatori di incontrarsi almeno virtualmente per mantenersi aggiornati sulle continue novità che si vanno presentando nel mercato. Dopo gli sponsor si è passati all’esame della situazione finanziaria: il tesoriere Leon Andriessen ha evidenziato come la gestione sia riuscita già nel 2020 nel suo intento di ridurre i costi di struttura e liberare così ulteriori risorse a sostegno delle attività dei gruppi di lavoro soprattutto nel campo della libera concorrenza e dell’accesso ai dati, direttamente o indirettamente influente per tutti gli associati. Il presidente ha poi guidato il passaggio istituzionale del rinnovo del Consiglio direttivo: i sette candidati di altrettante associazioni nazionali sono stati tutti eletti all’unanimità dall’Assemblea. La lista dei nuovi consiglieri vede l’entrata di due nuovi membri: Rafal Sosnowski dell’STM polacco e Julian Woods del Gea britannico in sostituzione dei dimissionari Michel Vervekken e di Dave Garrat, ai quali l’Assemblea ha espresso i propri calorosi saluti, auguri e ringraziamenti per i molti anni di proficuo servizio in Egea. L’ordine del giorno prevedeva poi un argomento molto attuale e centrale per tutto il settore che è il problema dell’accesso alla porta Obd e cosa fare per tutelare i diritti dei costruttori indipendenti di autoattrezzature. Il segretario generale Jordi Brunet e il chairman Elvis Colla hanno illustrato la portata e la dimensione del problema e proposto le azioni possibili, studiate con il contributo di consulenti appositamente incaricati. È stato poi il momento dell’aggiornamento sulle varie attività di Egea da parte della Segreteria e dei chairmen dei vari gruppi di lavoro. Si è partiti dal prossimo completamento del nuovo standard europeo EN1493:2010 per i ponti sollevatori, illustrato dal capogruppo Fausto Manganelli. A questo ha fatto seguito il “manuale di buona pratica” per gli Adas, adesso in fase conclusiva, come spiegato dal capogruppo Pete Bradley. Successivamente Elvis Colla, responsabile del gruppo diagnosi, ha riferito sul vario e complesso scenario dei lavori a livello Commissione europea e Nazioni Unite (Unece) sull’accesso ai dati. Il capogruppo Georges Petelet ha poi fatto il punto sui nuovi test emissione previsti o possibili. Buone notizie sullo standard CEN prEN 17347 sulla sicurezza degli smonta gomme, come spiegato da Rolando Vezzani, per il quale si prevede l’andata in votazione pubblica definitiva a giorni. Dopo aggiornamenti sul prosieguo delle attività relative allo standard Egea dei prova sospensioni, il vice presidente Frank Beaujean ha presentato la proposta di protocollo europeo standard “The Network”. Per finire, il capogruppo Imre Makra ha parlato delle proposte di modifica dello standard prova fari su cui è in corso una positiva collaborazione con Cita, l’organizzazione internazionale delle revisioni periodiche. Il complesso delle attività di Egea si presenta come un quadro ricco e articolato ma allo stesso tempo molto impegnativo; è grazie alla competenza, l’impegno e la disponibilità di molte aziende e del loro personale specializzato se tali lavori arrivano a compimento per poter essere presentati alle autorità competenti europee e nazionali come proposte allo stato dell’arte e allo stesso tempo fattibili ed economicamente vantaggiose. L’assemblea si è chiusa con la definizione del prossimo appuntamento assembleare che sarà l’8 aprile 2021 con l’augurio che in tale data sia di nuovo possibile riunirsi di persona. A seguito dell’Assemblea il nuovo Consiglio direttivo ha provveduto, come da statuto, a definire le nuove cariche sociali. Il Consiglio ha trovato, come di consueto, l’unanimità nel nominare nuovo presidente Thierry Coton, vice-presidenti Frank Beaujean e Massimo Brunamonti e ha confermato Leon Andriessen nella carica di tesoriere. Sono state anche assegnate deleghe specifiche ai consiglieri tra cui figurano anche Jaume Berenguer, Rafal Sosnowski e Julian Woods. Vive congratulazioni e sinceri auguri da tutta l’Associazione e dai suoi membri al nuovo presidente: Thierry Coton, vice presidente dell’associazione francese GIEG e presidente della Capelec, primaria azienda produttrice di attrezzature di test e analisi emissioni, vanta un’esperienza quasi trentennale nel settore e una lunga militanza in Egea; questo è garanzia che Coton saprà guidare Egea nel prossimo biennio verso gli ambiziosi traguardi che si è posta.

 

Rinnovo Ber avviate le consultazioni della Commissione europea

Correva l’anno 2002 quando, tra la sorpresa di molti, l’Unione europea adottò il Regolamento 1400/2002 (noto come “Ber – Block Exemption Regulation”) che tanto ha influenzato tutto il settore dell’autoriparazione.  Il Regolamento, da noi meglio noto come “Decreto Monti” dal nome dell’allora Commissario alla Concorrenza Mario Monti, ha rappresentato una svolta epocale: se da un lato ha introdotto deroghe al blocco degli accordi verticali nella vendita, di per sé banditi dalle leggi sulla libera concorrenza, dall’altro ha introdotto regole mai prima viste a garanzia della concorrenza nella post-vendita, cosa questa accolta con molta soddisfazione soprattutto dagli operatori indipendenti. Che l’impatto del Regolamento sia stato importante e positivo lo dimostra il suo rinnovo avvenuto nel 2010. Anche qui, contro le aspettative di molti, la Commissione Europea, con il Regolamento 461/2010 (noto come “nuova BER”), ha ritenuto opportuno continuare proteggere il settore dell’autoriparazione contro possibili posizioni dominanti. E adesso siamo alla fase successiva; il Regolamento 461/2010 scade nel 2023. Cosa seguirà? La Commissione europea ha già lanciato le indagini necessarie per l’eventuale passo successivo. Dopo una prima consultazione ristretta a inizio anno, a metà ottobre è stata lanciata una consultazione pubblica con tutti i portatori di interessi e operatori del settore allo scopo di verificare se il Ber ha ottenuto i risultati attesi. La consultazione, che avrà termine il 25 gennaio 2021, che sta raccogliendo una nutrita partecipazione data la portata della questione, si snoda su criteri di valutazione che coprono tutti gli aspetti del tema: l’efficacia nel raggiungimento degli obiettivi, l’efficienza in termini di costi/benefici, l’attualità del problema, la coerenza con il corpo legislativo europeo ed il valore aggiunto generato. Il risultato della consultazione e le conseguenti valutazioni da parte della Commissione sono tutt’altro che scontate. Lo scenario è aperto a qualsiasi conclusione: dal mero rinnovo così com’è, alla modifica, fino anche alla possibile decadenza senza rimpiazzo. Qualsiasi sia la scelta le conseguenze dirette e indirette non saranno secondarie. Facciamo un semplice esempio: i regolamenti di omologazione dei veicoli a motore (ultimo il Regolamento 858/2018); se essi includono prescrizioni sull’accesso alla porta Obd, questo lo dobbiamo al Ber. Se non ci fosse stato il Ber e la sua attenzione all’esigenza della libera concorrenza in attuazione dei Trattati Europei, forse non ci sarebbe neppure stato l’858 così come lo conosciamo ora. Ma ciononostante, sempre più costruttori di auto e di veicoli commerciali stanno introducendo limitazione e discriminazione all’accesso alla porta OBD di dubbia legittimità (vedi articolo Pneurama 3/2020: “Egea incontra la Commissione europea sull’accesso alla porta Obd”). E le considerazioni collegate non si fermano qui. Facciamone un’altra a titolo di esempio: pensiamo al ruolo crescente che la mobilità condivisa sicuramente giuocherà nel futuro molto prossimo. Mobilità condivisa significa auto in affitto, a noleggio lungo o breve, a multi-utenza ed altro. Questo significa flotte gestite da operatori specializzati. E queste flotte chi le assiste e le manutiene e a che condizioni? In un tale scenario la tentazione di acquisire una posizione di mercato dominante è sicuramente allettante ed è pertanto sempre più necessario che il legislatore non abdichi al suo ruolo di tutore della libera concorrenza nell’interesse dei cittadini europei. La vastità e complessità della materia, che investe il settore nella sua totalità, è estremamente delicata e il processo di elaborazione seguirà fasi successive durante le quali il confronto sarà sicuramente serrato. Le implicazioni di un tale regolamento sono tali che dovrà essere pesata ogni singola frase e parola che, se sbagliata, può immediatamente causare implicazioni dannose alla competitività o all’esistenza stessa degli operatori indipendenti. Le associazioni di categoria, nessuna esclusa, sono già tutte al lavoro qualsiasi sia il fronte, tutte quante ovviamente a difesa dei propri interessi; sarà interessante vedere quali saranno le varie istanze. Siamo abituati a questa dinamica: la Commissione europea è solita ascoltare i rappresentanti pubblici ed organizzati, quali Egea, delle varie categorie, iscritti nei registri dei portatori di interesse e pertanto autorizzati a far sentire la propria voce. Ci auguriamo che il confronto continui in modo aperto e pubblico a garanzia che la sintesi del legislatore interpreterà le effettive necessità dei cittadini.

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