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Ecomotive

09/07/2020
L’Automotive inietta benzina nei suoi motori

Paolo Castiglia

L’automotive ha per certi versi subito la crisi peggiore da decenni, a causa del Covid19, proprio quando nel complesso ha fatto lo sforzo maggiore a sostegno del Paese e della sua resistenza al male. Ben vengano quindi le misure destinate al settore trasporti e logistica previste nel Decreto Rilancio, tanto più che una recente ricerca di GS1 Italy ha anche dimostrato un crescente efficientamento della catena complessiva della nostra logistica e del flusso dei trasporti. Partiamo dal Decreto andando a vedere le misure che toccano il trasporto su strada e intermodale. Iniziando dall’autotrasporto, va detto che il Fondo omonimo, che era di 240 milioni, è stato incrementato di altri 20 milioni. Questo incremento sarà destinato in particolare a un ulteriore abbattimento dei pedaggi autostradali per andare incontro alle esigenze delle aziende di autotrasporto. Parte del fondo sarà destinata all’acquisto di nuovi camion che rispecchino le caratteristiche di sostenibilità richieste. Sul fronte dell’intermodalità con le vie d’acqua, i fondi Marebonus e ferro bonus sono stati finanziati con 50 milioni per favorire sia l’intermodalità e sia la pianificazione di nuovi servizi di trasporto combinato. Per il trasporto aereo sono arrivati 130 milioni per compensare le perdite delle compagnie di trasporto aereo che lavorano in Italia – esclusa Alitalia per la quale è stato previsto un finanziamento di 3 miliardi – che dovranno rispettare il contratto collettivo nazionale del trasporto.

Attenzione anche verso il trasporto pubblico locale, con 500 milioni destinati a sostenere le aziende che, a causa delle misure di contenimento, vedranno diminuire il volume di passeggeri. In questo caso si prevede un’anticipazione dell’80% del fondo TPL al quale si aggiunge un ulteriore stanziamento di mezzo miliardo. Introdotta anche la cosiddetta “mobilità alternativa” per sopperire alla capienza ridotta dei mezzi pubblici. 12 milioni di euro - 500 euro fino al 60% del valore - sono stati destinati all’acquisto di mezzi di mobilità alternativi come biciclette e mezzi elettrici per città sopra i 50mila abitanti, capoluoghi di provincia e di regione e città metropolitane. Investimenti anche nelle infrastrutture, con un aumento di 40 milioni del Fondo Salva Opere per finanziare le aziende che sono state soggette a blocco dei lavori, da fallimenti di appaltatori o dall’inadempienza dei concordati a causa del Covid19. Ma molte delle misure cosiddette orizzontali vanno a toccare il settore: tra quelle rivolte a tutte le imprese, è prevista l’esenzione dal versamento del saldo dell’Irap dovuta per il 2019 e della prima rata dell’acconto dell’Irap dovuta per il 2020 oltre al contributo a fondo perduto per coloro che hanno un fatturato inferiore a 5 milioni di euro. Previsto il rafforzamento patrimoniale per le aziende sopra i 5 milioni di euro e il rifinanziamento delle garanzie da parte di Cassa Depositi e Prestiti oltre all’intervento su tutti gli ammortizzatori sociali esistenti per il settore dei trasporti.

E passiamo alla ricerca a cui accennavamo in apertura: lo studio GS1 Italy, realizzato in collaborazione con il Politecnico di Milano e l’Università Cattaneo, sulla “Mappatura dei flussi logistici nel settore del largo consumo in Italia”, analizza l’evoluzione della catena logistica italiana dal 2009: stiamo parlando di un settore di primo livello, visto che in un anno sono oltre 3,2 miliardi i colli di merce di largo consumo trasportati sui camion che ritirano i prodotti dalle aziende e li consegnano nei punti vendita della grande distribuzione. Questi prodotti riempiono 68 milioni di pallet all’anno e arrivano ogni giorno a destinazione per garantire che gli scaffali dei negozi siano sempre ben forniti. Quasi tre quarti dei veicoli che trasportano prodotti dagli stabilimenti alle piattaforme di distribuzione della Gdo partono carichi per oltre il 90% della loro capacità, con un aumento del 3% nell’ultimo decennio.

Sulla logistica come costo, la ricerca spiega che rispetto a 10 anni fa è diventata più efficiente, ha ridotto di 160 milioni di euro i costi e diminuito di 97 mila tonnellate le emissioni di CO2 nell’ambiente ogni anno. Nel periodo 2009-2018, il flusso di merci tra produttori e distribuzione è aumentato in media di 20 milioni di colli all’anno e il numero dei prodotti nei Centri direzionali è cresciuto del 2% annuo. Ma il sistema ha assorbito senza problemi questi incrementi, dato che 98 consegne su 100 avvengono nei tempi previsti.

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