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L'Editoriale

09/07/2020
Prevediamo l’emergenza

Guido Gambassi

La pandemia del Covid-19 e il conseguente lockdown hanno rappresentato per tutti una “prima volta”, per la quale nessuno era preparato. Si poteva fare meglio, e va bene, ma era la prima volta con buona pace per tutti. Passata la prima volta, però, il Covid per un bel po’ non passerà, e non passeranno le misure messe in atto per cercare di contenerlo. Quello che tutti auspichiamo, allora, è che si possa imparare dall’esperienza. Questa primavera i gommisti hanno passato mesi difficili – come tanti altri settori, ovviamente. Certo hanno avuto la fortuna di potere rimanere sempre aperti, pur con il divieto per gli automobilisti di recarsi da loro per fare il cambio gomme e per qualsiasi altro intervento non strettamente urgente. Ma nella grande confusione dei mesi scorsi è stata tanta la difficoltà dovuta al non sapere: non sapere cosa dire ai clienti, non sapere se convenisse chiudere il negozio o tenerlo aperto (ma con quanto personale? Con quali prospettive?). Non sapere, infine, quando e in che condizioni sarebbe stato possibile procedere con il cambio stagionale. Una volta arrivata la proroga al 15 giugno per completare la sostituzione dei pneumatici invernali, è stato finalmente possibile tornare al lavoro con un minimo di pianificazione.

I prossimi mesi saranno ugualmente fitti di incognite: riprenderanno gli spostamenti? Come andranno l’economia nazionale e il movimento merci? Quale sarà il potere d’acquisto delle famiglie? Quale sarà in autunno la situazione sanitaria e la diffusione del Covid? Fra tutti questi dubbi, ai gommisti resta in mano una sola certezza: i tempi di lavorazione in officina, a causa dei protocolli di sicurezza per il contenimento del contagio, si sono dilatati in modo sensibile, con ricadute importanti sull’attività delle aziende. Imparare dall’esperienza, in questo caso, significherebbe allora guardare già da ora al prossimo cambio stagionale con un po’ di lungimiranza. Senza doversi di nuovo ritrovare all’ultimo momento a cercare di comprimere in un mese di tempo una mole di lavoro richiederà forse due mesi. Sarebbe insomma il caso di prevedere già da adesso (non a dicembre) una tempistica più estesa, adeguata alla necessità di completare il cambio gomme nelle nuove condizioni di lavoro. Si sente da molti ripetere che dalla crisi dovremo imparare a lavorare meglio, il prossimo autunno ci darà una buona occasione.

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