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Analisi tecnica

20/05/2020
Ambizioni da coupé

Una silhouette marcatamente sportiva, con generose prese d'aria anteriori ed estrattori sulle fiancate, ampio cofano e aspetto muscoloso, caratterizza la stinger come una quattro porte sui generis considerando il brand di appartenenza

Analisi tecnica 

 

Un’auto destinata a chi non si accontenta della solita berlina tre volumi, guardando a una quattroporte sportiva con evidente velleità da granturismo. Motori Diesel e benzina molto prestanti e trazione integrale oppure posteriore

 

 

Duilio Damiani

Prima di lei nessuna, quantomeno per la casa coreana. È infatti la prima Kia nella storia a trazione integrale, posteriore in alternativa, ma anche la più potente e prestazionale vettura mai prodotta da queste parti, senza però voler essere una sportiva pura. Un vero guanto di sfida lanciato sul cofano, ad esempio, delle blasonate gitì tedesche, proprio a rimarcare le ambizioni cui mira il gruppo asiatico, per nulla intimorito dal confronto con autentici must dell’automotive continentale.

Il suo taglio tipicamente mitteleuropeo, muscoloso e rigoroso, vuole proporsi come alternativa a concorrenti del calibro di Audi A5 e Bmw serie 4, giusto per citarne le principali, strizzando l’occhio a un pubblico che da una berlina si aspetta sportività e anche un tocco di esclusività, senza dover giocoforza svuotare il portafoglio.

 

COREANA DI GERMANIA

Anticipata dalla show car GT, mostrata un po’ in sordina nel 2011, evoluta poi nel successivo prototipo GT4 Stinger (appunto) del 2014, il mercato non si sarebbe davvero aspettato da Kia l’entrata in produzione di una vettura del genere, accolta con un po’ di diffidenza non appena svelato il logo sul cofano. Eppure la Stinger si fa notare sia per le sue doti stradali, soprattutto nella versione a benzina, che per il comfort offerto da un abitacolo spazioso e ben rifinito, assolutamente paragonabile, per qualità e contenuti, a quelli delle granturismo più blasonate. Fino al design ricercato, aggressivo e ben slanciato, che proprio non ci si aspetterebbe dal brand asiatico, ben più incline a proporre vetture popolari e generaliste piuttosto di esercizi di stile destinati a una nicchia più o meno ristretta. Svelato l’arcano del suo gusto europeo, il design della Stinger nasce dalle matite del centro stile Kia di Francoforte in Germania, un vestito tagliato su misura da indossare su una piattaforma dedicata e ottimizzata per questo unico scopo, aerodinamicamente perfezionato infine sulle curve del Nürburgring per collocarsi, a pieno titolo, tra le berline sportive del momento.

Passo assai pronunciato, oltre 2,9 metri per garantire stabilità e abitabilità, lunghezza importante, con i suoi 4,83 metri più vicina a quella di una wagon che a una coupé, altezza ridotta e carreggiate allargate a rimarcare fianchi muscolosi, sono le insolite caratteristiche di questa Kia, imponente nelle dimensioni ma dai tratti slanciati, senza rinunciare a un ambiente dalle generose volumetrie, adatto anche a cinque occupanti non troppo sacrificati. Dotazioni da vera premium car includono un cruscotto a grandi elementi circolari, con strumentazione sia analogica che digitale, display centrale da 8 pollici per navigazione e controlli di bordo, tunnel centrale con ulteriori comandi e bracciolo con portaoggetti – rialzato quel tanto per consentire il passaggio dell’albero di trasmissione e che, questo sì, riduce in altezza lo spazio per le gambe del passeggero centrale posteriore – oltre a un corredo di ausili davvero completo. Sono inclusi su entrambe le versioni, Diesel e benzina, gli interni in pelle, il climatizzatore bizona, la regolazione servocomandata dei sedili anteriori (riscaldati e ventilati), l’impianto hi-fi da 720 Watt con 13 diffusori e due subwoofer. Immancabili i sensori di parcheggio, retrocamera e visuale perimetrica a 360°, rifiniture e pedaliera sportiva in alluminio, gruppi ottici full led e un corredo completo di dispositivi Adas, tra cui cruise control adattivo, rilevamento pedoni e frenata di emergenza AEB), monitoraggio veicoli in avvicinamento (RCTA) e angolo cieco (BSD), rilevamento limiti velocità (SLIF) e stanchezza conducente (DAW). Spazioso anche il vano bagagli, capace di 406 litri – ampliati dall’assenza della ruota di scorta sostituita dal kit di riparazione – espandibili a 1.114 litri reclinando il divano posteriore frazionato.

 

PIANALE DEDICATO

Per la realizzazione della sua sportiva, Kia ha impiegato un pianale esclusivo, derivato da quello impiegato in precedenza per la Hyundai Genesis, accorciato e modificato per adattarlo alla trazione integrale e al surplus di potenza offerto dal V6 biturbo. Ed è proprio questa la peculiarità più intrigante della Stinger, ovvero un poderoso sei cilindri a V di 3,3 litri di cilindrata, 24 valvole e iniezione diretta di benzina, sovralimentato da un doppio turbocompressore, collocato sotto il lungo cofano in posizione anteriore longitudinale, in grado di sprigionare 366 CV di potenza, valore massimo mai raggiunto prima da una Kia di serie, e ben 52 kgm di coppia disponibile tutta già a 1.300 giri/min. La gestione della forza motrice viene affidata unicamente alla seconda generazione del cambio automatico a otto rapporti, con sistema CPA (Centrifugal Pendulum Absorber) inserito all’interno del convertitore di coppia per minimizzare vibrazioni e rumorosità. Il controllo elettronico Drive Mode Select prevede cinque differenti tarature di risposta, in concerto con la gestione di motore, sterzo e sospensioni, così da poter preselezionare lo stile di guida del momento. I paddle al volante possono poi consentire la selezione manuale dell’innesto dei rapporti, conferendo un ulteriore tocco di sportività alla guida. Un controllo globale della dinamica del moto che si esprime in una velocità massima di 270 km/h e il raggiungimento da fermi dei 100 km/h in soli 5,1 secondi, con consumo medio dichiarato nell’ordine dei 9 km/litro.

Tanta prestanza non è per tutti, ecco quindi una seconda motorizzazione, meno esuberante e dispendiosa, con il quattro cilindri di 2.2 litri Turbodiesel, che con i suoi 200 CV di potenza e 45 kgm di coppia massima tra 1.750 e 2.750 giri/min, consente di sentirsi comunque sportivi – 230 km/h di velocità di punta, accelerazione 0-100 km/h in 7,6 secondi e 17,2 km/litro di percorrenza media – senza troppo temere le soste di rifornimento. Non vedremo in Italia invece una terza versione, il 2.0 turbo benzina da 255 CV riservato ai mercati esteri.

Di serie sul V6, a richiesta sulla Turbodiesel in luogo della trazione posteriore, la trazione permanente sulle quattro ruote viene gestita dal nuovo sistema DTVC – Dynamic Torque Vectoring Control – che attraverso un giunto centrale viscoso a controllo elettronico regola automaticamente la ripartizione della forza trasmessa a ciascuna ruota.

Vero progetto d’innovazione per Kia in ogni sua componente, la Stinger presenta – ulteriore novità – uno schema di sospensione a quattro ruote indipendenti, tipo McPherson all’avantreno e a bracci multipli al retrotreno, con elementi elastici a molle elicoidali, ammortizzatori idraulici e barra stabilizzatrice anteriore e posteriore, affiancati dal sistema elettronico di regolazione dell’assetto Dynamic Stability Damping Control. Per la prima volta, infatti, su una Kia è possibile variare la risposta delle sospensioni, secondo le cinque modalità previste dal DSDC – Personal, Eco, Sport, Comfort e Smart – influendo in contemporanea anche sul servocomando elettrico dello sterzo a cremagliera, ottimizzando precisione e sensibilità secondo le impostazioni selezionate dal conducente.

Generosi freni a disco Brembo ventilati e ruote con cerchi dedicati, da 18 pollici per il 2.2 CRDi RWD, da 19 pollici sulla GT 3.3 V6 T-GDi AWD e differenziati tra avantreno e retrotreno, prevedono rispettivamente pneumatici 225/45 R18 sulla prima (omologati anche i 225/50 R17 catenabili) e sulla seconda i differenziati 225/40 R19 davanti e 255/35 R19 dietro.

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