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Analisi tecnica - Archivio

09/03/2020
Il Suv pensato in grande

Volvo XC40

 

È il più compatto tra gli sport utility di casa Volvo, la XC40 ripropone in 4,42 metri tutta la tecnologia e le assistenze alla guida di medie e ammiraglie svedesi, termica, ibrida e full electric, con trazione integrale o non

Duilio Damiani

Di innovazione in Volvo la sanno lunga. A partire dal concetto stesso di station wagon, la cui capostipite – almeno in Europa – è stata quella celebre serie 240, apparsa nel 1975, divenuta in breve un’autentica icona della generazione rampante degli anni ‘80. Senza dover scomodare gli altri settori in cui il brand svedese è protagonista, dagli automezzi pesanti ai motori marini, tutti realizzati per operare nelle rigide condizioni che caratterizzano la vita dalle parti del circolo polare artico. E così, nel segmento nato proprio dall’evoluzione di quel concetto originario di auto familiare, anche per il più piccolo dei Suv della Casa di Göteborg – acquisita nel 2010 dal gruppo asiatico Geely Holding – si è attinto a piene mani dal know-how maturato in quasi 100 anni di esperienza nel settore motoristico.

 

Compatta utilità

Con la XC40 Volvo completa la sua offerta nel sempre più combattuto comparto degli sport utility, affiancando quest’ultima nata, realizzata nello stabilimento di Ghent, in Belgio, alla media XC60 e all’ammiraglia XC90. Senza complessi d’inferiorità alcuno, dati i contenuti estremamente attuali di cui è intriso il compact Suv svedese, le dotazioni offerte di serie su tutta la gamma lo caratterizzano a pieno titolo tra le premium car del momento. Questo è innanzitutto il primo modello realizzato sulla nuova piattaforma CMA, comune al Gruppo Geely, che rappresenta l’ideale base modulare e flessibile per la realizzazione di tutte le prossime berline della serie 40, incluse le attuali e le future motorizzazioni ibride e ad emissioni zero.

Già di fronte all’impatto visivo che si tratti di una Volvo è ben assodato sin dal primo sguardo, data la familiarità con uno stile che sottolinea i tratti comuni alla famiglia, a partire dall’ampia calandra centralmente occupata dall’effige del simbolo ferroso (storico stemma di Volvo che nasce in una regione ricca di miniere di ferro). La fiancata dalle lamiere sagomate, così da alleggerire la vista dell’ampia superficie, presenta un design cuneiforme, in accordo agli attuali canoni stilistici, seguendo l’andamento spiovente di tetto e portellone. La parentela col gruppo svedese si manifesta anche nella vista posteriore, fortemente caratterizzata dai gruppi ottici a sviluppo verticale, che concludono in sommità, in corrispondenza con lo spoiler aerodinamico posto sopra al cristallo del lunotto.

Se la linea risulta moderna e gradevole, sebbene compatta e non mastodontica come quella più generosa delle sorelle maggiori (4,42 x 1,86 x 1,65 m le misure caratteristiche di lunghezza, larghezza e altezza), internamente la disposizione delle sedute e i contenuti sono certamente allineati alle vetture di categoria premium, offrendo ampia vivibilità ed elevati standard in termini di confort e infotainment.

Fanno parte dei dispositivi di controllo e sicurezza Adas (Advanced Driver Assistance System) sistemi come il Volvo Cars Pilot Assist, il Citu Safety, il Run-off Road Protection & Mitigation e il Cross TRafic Alert con assistenza alla frenata e telecamera a 360° per coadiuvare le manovre di parcheggio. Sistemi gestiti da sensori, radar e telecamere che necessitano, come tutti i dispositivi Adas, di un’accurata messa a punto e manutenzione da parte dell’autofficina, gommisti compresi, nel caso di interventi meccanici che vadano a interferire con il setup di questi sofisticati ausili elettronici.

La filosofia improntata al quality life, con quella forma tipicamente scandinava di osservare la massima razionalità nei dettagli di uso quotidiano, si riversa all’interno della XC40 anche nella disposizione di vani e portaoggetti, con soluzioni semplici ma congeniali alla razionale vita di bordo: tra questi le fessure sul cruscotto per riporre le carte di credito e le tessere fedeltà, l’alloggiamento sotto al bracciolo dedicato alla scatola dei fazzoletti e persino il contenitore per gettare scarti e rifiuti, estraibile facilitando il suo svuotamento. Occhio attento specialmente alla disposizione delle sedute, che beneficiano di adeguato spazio per le gambe dei passeggeri posteriori, di taglia scandinava, oltre a un vano bagagli razionale e suddiviso su due livelli, 460 litri di capacità espandibile fino ai 1336 litri reclinando – con servocomando elettrificato – la seduta del divano posteriore.

 

Tutti gusti

Sul fronte motoristico non c’è che l’imbarazzo della scelta, soddisfacendo ogni qualsivoglia esigenza o necessità, anche le più ecologically correct. A partire dal 3 cilindri di 1,5 litri di cilindrata del modello T3, turbocompresso e con iniezione diretta di benzina, un downsizing comunque adeguato a muovere onorevolmente i 1.700 kg di massa della XC40, grazie ai suoi 163 CV di potenza e 27 kgm di coppia costante tra i 1.850 e i 3.850 giri/min. Poca differenza in termini prestazionali tra le due trasmissioni disponibili, ovvero il cambio manuale a sei marce o l’automatico Geartronic a otto rapporti, che garantiscono un’accelerazione 0-100 in 9,4 secondi, spingendo fino alla soglia dei 200 km/h, con un consumo medio dichiarato nell’ordine dei 19,2 km/litro.

La propulsione intermedia viene affidata all’unità della serie T4, a quattro cilindri turbo benzina di 2 litri di cilindrata, per 190 CV di potenza e, secondo l’allestimento, trazione anteriore oppure integrale con differenziale centrale Borg-Warner a gestione elettronica e trasferimento controllato, in grado di ripartire automaticamente e istantaneamente dall’assale anteriore oltre la metà della coppia motrice alle ruote posteriori per fronteggiare superfici a scarsa aderenza. Al vertice delle alimentazioni a benzina si pone il T5 turbocompresso, sempre quattro cilindri per due litri di cilindrata, questa volta in configurazione da 247 CV di potenza, in grado di spingere fino alla velocità massima di 230 km/h, con accelerazione 0-100 in 6,5 secondi, con consumi medi dichiarati nell’ordine degli 8,3 km/litro.

Non poteva mancare l’affiancamento di analoghe propulsioni a ciclo Diesel, con il D3 da 150 CV di potenza, che rappresenta l’entry level della gamma, affiancato dal D4 da 190 CV, in una sola configurazione meccanica a cambio automatico Geartronic e trazione integrale AWD.

Infine – per il momento – l’ibrido plug-in a doppia propulsione, dove l’accoppiata tra l’unità termica 3 cilindri a benzina e l’elettrica da 80 CV, con batterie da 10,4 kWh ricaricabili anche da presa domestica, garantisce fino a 50 chilometri di avanzamento in sola modalità Zero emissioni.

Nel calo di popolarità che stanno accusando le propulsioni termiche, a favore di un’etica eco friendly – senza considerare i sempre più frequenti blocchi del traffico urbano –, Volvo ha già predisposto una versione a trazione completamente elettrica, la XC40 Recharge, in arrivo in questi primi mesi del 2020, equipaggiata con due motori elettrici da complessivi 408 CV di potenza e un pacco batterie da 78 kWh, per oltre 400 chilometri di autonomia totalmente green.

Potenza, dinamismo, comfort ma soprattutto sicurezza, non solo attraverso i dispositivi elettronici di assistenza, ma anche grazie a una meccanica evoluta, con una scocca a deformazione programmata, in grado di assicurare elevati standard di protezione in caso di impatto, certificati dalle 5 stelle EuroNCAP. Il pianale Volvo prevede sospensioni a quattro ruote indipendenti, sterzo elettrificato e un potente impianto frenante a quattro dischi (da 17” e 18” gli anteriori secondo le versioni), con ABS EBD ed EBA, in grado di arrestare la XC40 lanciata a 100 km/h in soli 36 metri.

Articolata come la gamma cui sono associati e suddivisi sui cinque livelli di allestimento, Base, Business, Momentum, R-Design e Inscription, anche l’offerta per quanto concerne la dotazione di cerchi e pneumatici spazia tra i 17 e fino ai 21 pollici. Dimensioni importanti, in linea con le ambizioni della vettura, comprese tra i 235/60 R17 della versione Base ai 245/40 R21, in opzione per chi desidera un tocco (estremo) d’esclusività.

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