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L'Editoriale

09/03/2020
Una nuova visione

Renzo Servadei

L’era del produttore classico di auto è finita. Queste parole non sono state pronunciate da un esponente di qualche movimento ecologista, ma da Herbert Diess, amministratore delegato del più grande gruppo automobilistico mondiale: il gruppo Volkswagen. Secondo il manager infatti, il gruppo dovrà diventare un creatore di dispositivi per la mobilità. Se non effettuerà tale trasformazione il rischio paventato è lo stesso che in passato hanno corso altri grandi gruppi nel settore della telefonia mobile, dove affermati player hanno dovuto cedere il passo a nuovi soggetti che hanno capito come il cellulare da strumento per telefonare si sarebbe trasformato in terminale di connettività.

Si tratta indubbiamente di una grande sfida giocata a suon di decine di miliardi di euro di investimenti. Se questa è la nuova direzione che stanno prendendo i produttori di auto, analogo passo dovranno fare in primo luogo i fornitori di componentistica e a seguire i costruttori di autoattrezzature. Sarà questo il nuovo ecosistema nel quale dovranno operare gli autoriparatori nei prossimi anni. Tutto il settore dell’aftermarket dell’auto deve quindi fin da ora prepararsi a questa vera e propria rivoluzione per non essere scavalcato dagli eventi. Se quindi per i costruttori di auto e di autoattrezzature le parole chiave sono ricerca e sviluppo, per l’autoriparatore tale parola è formazione. Non siamo infatti in presenza di una normale evoluzione tecnologica, ma quella che ci si prospetta è una nuova visione della mobilità. Abbiamo usato il termine nuova visione perché se il rimanere al passo con l’evoluzione tecnologica è sempre stato un elemento essenziale per rimanere sul mercato, questa volta siamo di fronte a un vero e proprio cambiamento di scenario a fronte del quale occorre non solo acquisire nuove competenze tecniche, ma si impone un vero e proprio salto di mentalità.

È in questo nuovo scenario che deve essere inquadrata l’attività di sensibilizzazione sulla formazione su cui sta puntando Federpneus. Se rimangono infatti importanti gli argomenti tradizionali quali montaggio e riparazione assetti, a fronte di essi occorre acquisire competenze anche in materia elettronica, marketing, e analisi gestionale. Sempre più infatti avremo come clienti auto dotate di Adas, di sistemi di connettività, e in prospettiva elettriche. Sono indubbiamente percorsi impegnativi, ma proprio per questo affascinanti, si tratta tra l’altro di temi sui quali i giovani nativi digitali si trovano perfettamente a loro agio. Questo lascia quindi intravedere migliori prospettive di continuità alle aziende rispetto al passato. In futuro potrebbe essere quindi più agevole la transizione di padre in figlio dell’attività. Anche Pneurama, nell’ambito di sua competenza, farà la sua parte cercando di accompagnare nel modo più puntuale possibile il lettore in questa evoluzione. Il decennio che si è appena aperto infatti secondo molti commentatori vedrà nel settore automobili evoluzioni tecnologhe maggiori rispetto a quelle di tutti i decenni precedenti. Buon anno.

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