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AutoAttrezzati - Archivio

02/01/2020
Autoattrezzati

Massimo Brunamonti

L’assemblea semestrale di EGEA e la nomina del nuovo segretario generale

EGEA, l’Associazione Europea delle Attrezzature per autofficina di cui AICA è membro, ha tenuto la sua consueta assemblea semestrale lo scorso 10 ottobre a Bruxelles durante la quale, come al solito, è stata grande la quantità e l’importanza delle attività presentate, come ha sottolineato il presidente Dave Garratt.

Prima tra tutte, non solo in ordine di presentazione, l’attività del gruppo di lavoro WG2 Diagnosi, illustrata dal Vice-capogruppo Harald Neumann (ASA-Bosch). I temi aperti sono molti, sia a Bruxelles presso la Commissione Europea che a Ginevra presso UNECE e stanno mettendo sotto pressione l’intera Associazione al punto che l’Assemblea ha ritenuto opportuno convocare una sessione strategica speciale a gennaio 2020 per decidere come agire a fronte delle sfide di portata storica che influenzeranno il mercato per i prossimi anni.

Altri gruppi di lavoro hanno operato intensamente nel passato semestre. Tra questi, il WG2 emissioni guidato da Georges Petelet (GIEG - Capelec) segue gli sviluppi dei test emissioni particolato pianificati in Olanda, Belgio e Germania; il WG6 presieduto da Massimo Mambrilla (AICA - Space) ha portato a compimento i lavori relativi allo standard EGEA di tester sospensioni “Phase-Shift” che verrà proposto alle autorità competenti e agli operatori delle revisioni come soluzione paneuropea; il WG11 sui prova fari, di recente istituzione, ha già prodotto i primi risultati, come illustrato dal capo gruppo Imre Makra (ASA - Beissbarth), che sono le linee guida per l’aggiornamento delle verifiche dei fari in revisione e degli standard internazionali di riferimento, anche in questo caso da proporre alle autorità competenti.

AFCAR e le sue attività sono un altro impegno importante per l’associazione, come illustrato dal Responsabile Tecnico di EGEA Neil Pattemore; EGEA conferma la propria convinta partecipazione e collaborazione con la consorella FIGIEFA ma allo stesso tempo chiede un migliore coordinamento e guida.

Ma il punto più significativo dell’Assemblea è stato il momento in cui si è passati a discutere della nuova Segreteria Generale. Dopo la cessazione del rapporto con Eleonore Van Haute, l’Assemblea ha infatti deciso di cercare un nuovo Segretario Generale. La ricerca si è successivamente completata con esito eccellente: il nuovo Segretario Generale è stato selezionato e assunto; si tratta di Jordi Brunet Garcia, ex responsabile tecnico di VTEQ, azienda spagnola di attrezzature di revisione, e già attivo collaboratore di EGEA in qualità di capogruppo del WG6. Brunet, oltre alla lunga esperienza maturata nel settore, vanta anche esperienza nel rapportarsi con enti di normazione e autorità competenti nazionali ed europee; questo, insieme alla sua esperienza ha fatto di Brunet la scelta di EGEA.

A Jordi va l’augurio più sincero di AICA; il nostro settore richiede attività e impegno costante in una dinamica di cambiamento da un lato snervante ma dall’altro eccitante e foriera di grandi opportunità.

Ultima novità ma non come importanza è l’acquisizione della fiera francese Equip Auto come sponsor di EGEA. Equip Auto, storica fiera di settore, si aggiunge così ad Autopromotec e Automechanika tra i partners di EGEA.

 

Il tavolo di lavoro della Commissione Europea sull’accesso ai dati - ll Manifesto 2019 AFCAR per la libertà nell’autoriparazione

I lavori della Commissione relativamente alla diagnosi remota, nell’ambito del Regolamento UE 2018/858 sulla omologazione delle auto, sono entrati nel vivo. Tra ottobre e dicembre sono previsti tre incontri del gruppo di lavoro della Direzione Generale Mercato Interno e Industria ai quali partecipa il gotha europeo della diagnosi e telematica automotive. L’argomento è, alla fine, sempre il solito: l’accesso ai dati dei veicoli e la sicurezza informatica, ma coniugato in uno scenario sempre più complesso che è quello dell’auto connessa.

Ancora una volta si sono registrate posizioni diverse tra i vari attori, come riportato esplicitamente dalla stessa Commissione: da un lato i costruttori di auto, rappresentati da ACEA, che spingono per la soluzione Extended Vehicle, dall’altro l’intero settore dell’autoriparazione, di cui EGEA (Associazione Europea delle Attrezzature per Autofficina) è paladina nella coalizione AFCAR, unito nel richiedere accesso diretto, sicuro e non discriminatorio.

La diatriba è ancora in corso: come già annunciato, la Commissione tirerà le fila dei lavori sulla base dei quali finanzierà a inizio anno nuovo uno studio indipendente per la individuazione della soluzione, da mettere in atto entro primavera 2020.

Il momento è topico: le decisioni che verranno prese avranno conseguenze per tutto il mondo dell’autoriparazione e non solo, per anni. Per questo AFCAR, la coalizione per la libertà nell’autoriparazione, ha ritenuto opportuno pubblicare il Manifesto 2019 per la digitalizzazione aperta e competitiva per tutta l’autoriparazione. AFCAR, coalizione di praticamente tutte le associazioni dell’autoriparazione, rappresenta tutto il comparto inclusi ricambisti, autoriparatori, assicuratori, leasers, consumatori e PMI e si presenta unita nella sfida per il diritto all’autoriparazione libera nell’era dell’auto connessa.

Il Manifesto 2019 affronta la necessità di un approccio aggiornato e moderno all’economia digitale in linea con il piano ambizioso di supporto all’innovazione europea, per ottenere il quale sono necessarie leggi adeguate a garantire concorrenza nell’economia moderna.

Un aspetto fondamentale del problema, recita il Manifesto, è rappresentato dalla necessità di un accesso (remoto o no) ai dati e alle funzionalità dell’auto diretto, real-time per il quale è necessaria una legislazione specifica che permetta allo stesso tempo innovazione e concorrenza al punto da garantire che la UE rimanga all’avanguardia nella corsa all’auto connessa e autonoma.

E tale accesso, aperto e non discriminatorio, deve essere garantito a tutti, in primis agli operatori indipendenti che, insieme agli autorizzati, concorrono a costituire una rete allo stesso tempo concorrenziale e capillare di servizi. Quello che serve agli autoriparatori, indipendenti e non, è un accesso ai dati e alle funzioni del veicolo in una misura che eccede di gran lunga quello che si è avuto fino a oggi. Per fare un esempio, alcune delle offerte che sempre più stanno prendendo piede oggi sono la diagnosi remota e la manutenzione programmata. L’auto connessa può essere diagnosticata, almeno a un primo livello, dovunque essa sia, non necessariamente in officina. Ma una diagnosi remota guida immediatamente alla manutenzione programmata (o predittiva): se io conosco lo stato della batteria o dei pneumatici o dei freni, sono in grado di pianificarne il cambio prima di “rimanere a piedi” o, addirittura, prima di rischiare un incidente, prenotando la mia officina di fiducia secondo i miei impegni attraverso il mio smartphone.

Questa è la direzione verso cui tutti stanno rapidamente andando, predisponendo piattaforme informatiche capaci di supportare tutto questo. Il problema è chi è autorizzato ad accedere a tali piattaforme e quanto tali piattaforme siano adeguate. Il cosiddetto “Extended Vehicle” per esempio, proposto dai costruttori di auto, secondo AFCAR non rappresenta una soluzione perché, al di là dell’intrinseco potenziale di discriminazione, non è adeguato a supportare tutta la diagnosi e rappresenta un investimento esorbitante rispetto a quanto offrirebbe.

AFCAR, prendendo ad esempio l’OBD e le relative regolamentazioni che hanno permesso negli anni l’esercizio dell’autoriparazione competitiva, sostiene che altri approcci sarebbero più consoni a risolvere il problema. Uno tra tutti la cosiddetta OTP, piattaforma a bordo inter-operativa di accesso standardizzato, aperta e allo stesso tempo sicura al punto che potrebbe garantire protezione informatica e privacy e, allo stesso tempo, accesso a tutti.

Il Parlamento Europeo, fa notare AFCAR, ha già emesso due risoluzioni con le quali richiede alla Commissione di intraprendere azioni legislative per assicurare un accesso onesto, sicuro, e neutrale ai dati del veicolo per qualsiasi terzo fornitore di prodotti e servizi per l’autoriparazione. Purtroppo però ancora oggi la situazione di mercato lascia presagire dubbi che tali condizioni possano verificarsi; c’è bisogno di un sostanziale aggiornamento della legislazione europea per garantire competitività e innovazione.

 

Situazione revisioni in Italia

In maniera del tutto inaspettata la Direzione Generale per la Motorizzazione, nella persona del Responsabile della Divisione 4 Ing. Sergio Scavone, ha convocato in data 25 ottobre una riunione con gli operatori di settore avente per oggetto la revisione periodica delle macchine agricole e delle macchine operatrici per la realizzazione di una rete capillare di centri di controllo.

La riunione purtroppo non ha avuto grandi esiti, a parte il venire a conoscenza che l’Ing. Scavone, come da lui stesso annunciato, avrebbe lasciato l’incarico alla fine del mese di ottobre. Data la generale impreparazione sul tema, nessuno dei presenti ha potuto fornire le indicazioni richieste, se non limitandosi a considerazioni relative alle necessità di capillarità e professionalità per i veicoli agricoli e per le macchine operatrici, data la loro peculiarità.

Alcuni comunque nell’occasione hanno sottolineato che il tema delle revisioni in Italia necessita adesso di una consultazione a 360 gradi visti i molti temi pendenti e tutt’ora irrisolti. Vedi il problema dei nuovi corsi istruttori e la privatizzazione delle revisioni dei veicoli commerciali, prevista dalla legge ma mai avviata.

Sui veicoli commerciali, l’Amministrazione aveva organizzato una riunione dedicata lo scorso 24 aprile, nella quale, oltre alle varie valutazioni del caso, aveva anche dato indicazioni sui tempi previsti per la realizzazione: la stessa Responsabile del Dipartimento Dott.ssa Elisa Grande, affermava di voler partire quanto prima. A più di sette mesi di distanza e nonostante il dettato della legge, non si ha notizia di alcuna iniziativa in tal senso.

In conclusione, il quadro generale delle revisioni in Italia appare desolante: nessuna attività sulle revisioni dei veicoli commerciali, niente di fatto sui veicoli agricoli e stasi sulle auto, laddove invece l’attuale regime richiederebbe gli aggiornamenti previsti dal D.M. 214/2017 di recepimento della direttiva europea.

AICA, l’Associazione Italiana dei Costruttori di Autoattrezzature che già da tempo aveva sollecitato l’Amministrazione in merito, non si esime dall’esprimere la propria preoccupazione. Il quadro complessivo disegna una situazione di stasi al punto da intravedere possibili gravi ulteriori disservizi oltre a quelli già esistenti: i ritardi nelle revisioni dei veicoli commerciali ammontano ormai in media a diversi mesi, inclusi i bus. Il D.M. 214/2017 descrive chiaramente le operazioni da eseguire e la sua mancata osservanza pone sub iudice l’intero regime sia dal punto di vista della legittimità delle operazioni sia come possibile infrazione comunitaria.

E pensare che un gran lavoro era già stato fatto proprio su istruzione dei precedenti responsabili della Motorizzazione, al punto che sarebbe bastato darne seguito per avere già gran parte delle soluzioni pronte per essere introdotte. Ci riferiamo a quanto prodotto dal gruppo di lavoro per le attrezzature di revisione, istituito per Decreto Direzionale, con lo scopo preciso di aggiornare le circolari 88/95 e 112/96. Nell’arco di quasi quattro anni, i tavoli tecnici avevano provveduto ad aggiornare le caratteristiche delle attrezzature completando, in alcuni casi, le operazioni o comunque portandole a uno stato molto avanzato. Il tutto però aveva registrato un’imprevista interruzione alla fine del 2017 in concomitanza con i cambi ai vertici dell’Amministrazione. Da allora non è successo più niente; tutto fermo da due anni.

Ma i vincoli di legge e la messa in pratica degli adeguamenti necessari non consentono più margini temporali; è assolutamente necessario passare dalle parole ai fatti, dare seguito al lavoro già completato o avviato e sbloccare la cosa. Il settore ha piena competenza ed esperienza internazionale per affiancare l’Amministrazione, fornendo le conoscenze necessarie per individuare le soluzioni più efficaci. Basta ascoltare; l’Amministrazione potrà così prendere le decisioni che riterrà più opportune.

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