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L'Editoriale - Archivio

02/01/2020
Variabili e costanti

Guido Gambassi

Innovazione tecnologica, sicurezza stradale, formazione professionale, novità di prodotto, rivendita e analisi del mercato. Sono alcuni dei temi che affrontiamo in questo numero di Pneurama. Fra le altre cose, si parla infatti delle ricadute dei sistemi ADAS sull’incidentalità, di nuovi modelli di retail, di mobilità info-connessa, che prefigura a sua volta l’avvento del pneumatico intelligente. Tutti temi che, pur nella loro ampia eterogeneità, concorrono a formare (e anche a condizionare) il complesso quadro entro il quale si deve muovere il comparto dell’assistenza post-vendita automotive. Una funzione complessa, per fare un parallelo matematico, i cui risultati sono dovuti ai valori assunti da una serie di variabili e di costanti.

Tante sono le variabili, e il gommista forse ha ben presente quella metereologica, dato che l’andamento del sell-out nell’ultima parte dell’anno è in buona misura direttamente proporzionale all’andamento delle precipitazioni atmosferiche. C’è la variabile del prodotto, e quella delle sue politiche commerciali. Ma variabili sono anche i contenuti delle innovazioni tecnologiche che sempre più velocemente vengono sviluppate dall’industria, dunque il quadro è molto più complesso e articolato, e arriva fino alle ultime soluzioni messe a punto dai provider di telecomunicazioni (come nel caso del 5G) e alle loro applicazioni da parte delle case automobilistiche. Aspetti che ancora sono lontani dall’attività quotidiana. Ma che forse bisognerà imparare a pensare come vicini,  anche perché qualcun altro lo sta già facendo. Torniamo al caso del pneumatico intelligente, che già oggi, nelle sue varie forme più o meno prototipiche invia dati, informazioni e avvisi alla vettura e al conducente: il rivenditore, colui che si occupa dell’installazione e della manutenzione del pneumatico, che ruolo avrà di fronte a questo nuovo prodotto? Avrà il ruolo che deciderà di ritagliarsi, o quello che altri imporranno per lui?

Un’altra variabile di assoluta importanza, poi, è senz’altro la conoscenza, la competenza, la formazione: condizione imprescindibile per garantire la sostenibilità nel lungo termine dell’azienda, la sicurezza sul posto di lavoro e per il cliente. Ed ecco dunque una costante: continuare a pensare alla formazione, alla crescita delle competenze e della qualificazione, anche a valle della catena commerciale, sarà una necessità sempre più sentita dalle imprese dell’assistenza automotive, che già oggi toccano con mano l’arrivo in officina delle nuove tecnologie dell’auto, delle nuove attrezzature e procedure per la loro manutenzione. Un costo importante, se si guarda al bilancio annuale, ma anche un investimento strategico, se si guarda al lungo termine e alle nuove generazioni. Un investimento di cui, a nostro avviso, dovrebbero interessarsi non solo le aziende stesse, ma anche il decisore pubblico e le istituzioni, sostenendo quanto possibile alcuni temi davvero vitali come il ricambio generazionale e la formazione professionale. Sono infatti materie che, come più volte abbiamo sostenuto, impattano direttamente anche sulla sicurezza di tutti gli attori, e visto che negli ultimi decenni non si è stati in grado di creare una vera e propria cultura della sicurezza, oggi essa potrebbe essere il volano – o almeno il pretesto – per favorire un processo di formazione continua presso le nostre aziende.

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