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Dai nostri partner

21/08/2019
La crisi rende Rigomma più forte

 

 

Vladislav Vorotnikov di Retreading Business

La lunga crisi nel mercato italiano ha portato dozzine di ricostruttori a interrompere la propria attività, ma per Rigomma, che guida uno degli stabilimenti più grandi del Paese non lontano da Venezia, questi eventi sono serviti a testare il modello di business che persegue l’azienda. Non è stato semplice, ma Rigomma è riuscita a resistere alla tempesta ed è riuscita addirittura, in qualche modo, ad ampliare la propria attività, come ha dichiarato Francesco Levorato, titolare dell’azienda. L’impresa precedente a Rigomma fu fondata dalla famiglia Levorato nel 1938 come un’azienda di autotrasporti. Quel ramo d’attività esiste ancora oggi in quanto, oltre alla ricostruzione, Rigomma fornisce servizi di trasporto, compreso il trasporto di gas GPL. Inoltre, l’azienda offre servizi di assistenza a terra a compagnie aeree all’interno degli aeroporti italiani.

Ciononostante, ad oggi l’autotrasporto è considerato il core business dell’azienda, sebbene la filosofia di Rigomma sia cambiata in modo significativo nei decenni passati, dal momento che l’impresa punta alla massima sinergia possibile fra i segmenti del trasporto, del montaggio dei pneumatici e della ricostruzione. “Rigomma, per come la conosciamo oggi, fu fondata nel 1952. Il nome è l’abbreviazione di tre parole: ricostruzione, gomme e Marghera, che è la località dove si trova il nostro stabilimento. In quel momento, l’azienda era già impegnata nell’attività di ricostruzione”, ha spiegato Levorato. Fu il nonno di Francesco a fondare l’azienda, ma fu suo padre a indirizzare gli affari in una nuova direzione. Questa operazione avvenne nel 1990, quando si rese conto del fatto che non era particolarmente redditizio ricostruire i pneumatici e venderli tramite altri rivenditori al dettaglio. Valutando i benefit e le possibili implicazioni del nuovo modello di business, la famiglia Levorato decise di aprire dei punti vendita nel nord Italia, per trattare con i clienti senza alcun intermediario.

“Ciò avveniva in un momento in cui la concorrenza dei prezzi nel mercato italiano della ricostruzione diventava più forte, e pertanto una nuova strategia era la naturale risposta al mutato contesto. Abbiamo raggiunto risultati notevoli seguendo questa strategia negli ultimi 8 o 9 anni, e dunque ad oggi gestiamo 17 nostri negozi”, ha dichiarato Levorato. “Questa è una delle caratteristiche più importanti di Rigomma, poiché offriamo servizi di ricostruzione solamente al cliente finale. Non vendiamo nulla ad altri rivenditori”, ha aggiunto. L’azienda ha aperto la maggior parte dei suoi punti vendita lungo l’autostrada E70 – l’arteria più importante per l’autotrasporto in Italia, che collega Milano a Venezia. Il proverbio dice che tutte le strade portano a Roma, ma questa strada è altrettanto importante nel sistema di trasporti, collegando Europa occidentale e orientale, e perciò sono molti i camion che necessitano servizi di ricostruzione.

“Fin dall’inizio ci siamo concentrati su quelle che chiamavamo superstrade – le rotte di trasporto con molto traffico e, ciò che è più importante, con molti autocarri. Come risultato, abbiamo ad oggi una delle più grandi aziende al dettaglio in questo segmento”. Rigomma è fra quei ricostruttori che credono che, per avere successo nelle attuali condizioni di mercato, bisogna essere più di un semplice ricostruttore di pneumatici. Per migliorare i suoi servizi l’azienda dirige una flotta – 50 camion che coprono 600.000 km all’anno in totale, per consegnare delle merci, come ad esempio pneumatici ricostruiti, dallo stabilimento al cliente finale e vice versa.

 

Fare la differenza

Nel 2018, Rigomma ha registrato un fatturato di circa 44 milioni di euro, generato dalla vendita di pneumatici nuovi, dal montaggio dei pneumatici, dai servizi meccanici per i clienti e dalla ricostruzione dei pneumatici. Questo segmento ricopre circa il 16% del ricavato complessivo, stima Levorato. “L’elemento chiave della nostra filosofia di business è la differenziazione, poiché il nostro prodotto risulta sempre il più costoso sul mercato. Perciò, dobbiamo creare maggior valore aggiunto per i nostri clienti, offrendo loro servizi migliori e prodotti di più alta qualità rispetto agli altri”, ha affermato Levorato. “Se sei il leader nel segmento, questo si rende necessario. Quando sei quello che offre il prezzo più alto, devi fare la differenza per distinguerti dalla concorrenza”, ha aggiunto.

Per Rigomma la ricostruzione è parte di un’offerta full-service al cliente. L’azienda ammette che questi non sono i tempi migliori per i ricostruttori in Italia, perciò il mercato della ricostruzione può sopravvivere soltanto fornendo soluzioni complete, non vendendo semplicemente pneumatici. “Per esempio, noi facciamo molto nel segmento della riparazione. Gestiamo circa 4.000 segnalazioni di guasto in tutta Europa. I clienti si rivolgono a noi perché sanno che possono avere tutto ciò di cui hanno bisogno in un unico posto. Abbiamo anche alcuni programmi di formazione per i nostri clienti, svolgendo dei training e preparando delle newsletter. Crediamo che queste piccole cose rafforzino i legami e che possano migliorare l’intesa con i nostri clienti”, ha dichiarato Levorato.

Rigomma conta 3000 partner in tutta Europa che possono fornire assistenza ai clienti dell’azienda in caso di guasto, compreso il caso in cui ci siano dei problemi con i pneumatici ricostruiti. Sono situati pressoché in ogni parte dell’Unione Europea, e questa cifra sta aumentando. “Quindi, per farla breve, c’è una rete di servizi alle flotte: vendiamo pneumatici, forniamo il montaggio e il servizio di manutenzione, ricostruiamo, poi forniamo di nuovo servizi di montaggio e manutenzione, forniamo assistenza tecnica e assistenza in caso di guasto e inoltre spediamo i nostri prodotti. Quindi, è una sorta di servizio all-inclusive”, ha sottolineato.

 

Resistere alla crisi

Si ritiene comunemente che l’industria della ricostruzione in Italia sia una delle più forti in Europa, con aziende produttrici di macchinari per la ricostruzione molto conosciute e con una forte domanda nel mercato. Tuttavia, la crisi economica e la crescente competizione con i fornitori di pneumatici cinesi ha avuto un grave impatto sulle imprese locali. “Mentre prima della crisi, un decennio fa, c’erano circa 300 ricostruttori in Italia, ad oggi solo 30 impianti rimangono operativi, e di questi solo 5 o 6 hanno una produzione al di sopra dei 7.000 pneumatici l’anno”, ha affermato Levorato. “Quindi, possiamo dire con certezza che questa è una crisi molto ampia e molto forte. Sarebbe sbagliato dire che per noi è un bene, perché preferirei avere 300 concorrenti anziché 30, perché in questo modo i clienti avrebbero più fiducia nella nostra attività”. “Quando questa crisi è iniziata, abbiamo notato non solo che la media di pneumatici ricostruiti sul mercato ha iniziato a ridursi, ma che si è ridotta anche la qualità media”.

“Quando si tratta del settore della ricostruzione, crediamo sia difficile per questo segmento di mercato rimanere davvero indipendente”, ha dichiarato Levorato. Sebbene si ritiene che il volume di pneumatici nuovi di buona qualità in Italia sia diminuito rispetto a diversi anni fa, Rigomma non ha problemi a reperire le carcasse. Il 90% delle carcasse utilizzate dall’azienda provengono da tre brand: Michelin, Bridgestone e Continental. “Ricaviamo le carcasse direttamente dai nostri negozi. Di base, servono circa 7 giorni a una carcassa per raggiungere lo stabilimento di Marghera da qualsiasi località, e ci vogliono circa 10 giorni per essere restituita al cliente. Alle volte con alcune misure particolari, ad esempio le carcasse dei pneumatici per autobus, dobbiamo cercare le carcasse fuori dall’Italia, principalmente nei Paesi Bassi o in Germania. La quota di carcasse che dobbiamo acquistare è limitata a solo il 2%”, ha affermato Levorato.

“Abbiamo una filosofia radicale, che viene applicata anche alle carcasse. Non ricostruiamo nessun marchio che non sia considerato di ottima qualità”, ha aggiunto. Nel 2018, Rigomma ha ricostruito circa 20.000 pneumatici, secondo le stime di Levorato. Per ovvie ragioni, questa cifra è stata più alta in alcuni anni precedenti. La crisi nel mercato italiano non ha dato luogo solo al significativo calo del numero di ricostruttori, ma anche la dimensione del mercato interno si è ridotta dal 50% a circa 400.000 pneumatici ricostruiti nel 2018, e bisogna ancora valutare se ci saranno dei miglioramenti in conseguenza all’introduzione delle quote anti-dumping sui pneumatici cinesi introdotte dalla Commissione Europea. “Pare che stiamo assistendo a una qualche ripresa nel mercato italiano durante gli ultimi sette mesi. Dobbiamo ringraziare i commissari europei che hanno deciso di aiutarci intraprendendo questa politica anti-dumping con i pneumatici cinesi. Questa è stata una misura molto importante, e oggi ne vediamo le conseguenze. È chiaro che un singolo paese, e non parliamo solo dell’Italia ma praticamente di qualsiasi stato europeo, non è abbastanza forte da far fronte a questo tipo di sfida da solo”, ha dichiarato.

E invece un gran numero di ricostruttori in tutta Europa, per resistere alla crisi economica, ha ritenuto opportuno vendere pneumatici cinesi importati. Per Levorato è apparso chiaro fin dall’inizio che questo approccio non era in linea con la strategia di sviluppo di Rigomma.

 

Un settore tecnicamente avanzato

Rigomma utilizza le materie prime provenienti da tre fornitori: Michelin, Kraiburg e Continental, come dichiara Levorato. “Siamo convinti che la presenza di Michelin sia cruciale per la sopravvivenza del settore della ricostruzione, non solo in Europa ma anche nel resto del mondo, perché l’azienda promuove un approccio basato su un utilizzo plurimo del prodotto. Per quanto riguarda Kraiburg, si tratta di un nostro partner storico, utilizzato fin da quando impiegavamo la tecnologia della ricostruzione a caldo. Anche loro producono ottime materie prime”, sostiene Levorato. “Lo stesso vale per Continental, e posso dire che siamo soddisfatti di tutti e tre i nostri partner”, prosegue Levorato, aggiungendo che l’azienda apprezza molto la tecnologia Recamic di Michelin. “È importante avere una vasta gamma di prodotti. Ci sono clienti diversi, con gusti diversi. Alcuni di questi vogliono che il pneumatico sia ricostruito con le materie prime di un fornitore specifico. I nostri clienti hanno camion che viaggiano su superfici differenti, in paesi diversi, e dunque non c’è da sorprendersi che le loro richieste non siano sempre le stesse”, ha spiegato Levorato. Negli ultimi anni, Rigomma ha studiato anche dei metodi per ridurre i costi di produzione. Una delle soluzioni per la riduzione dei costi è stato l’acquisto di due autoclavi disegnate per 20 pneumatici ciascuna, che sono fra le più grandi in Italia.

“Come ho già detto, la qualità è la nostra priorità, ma anche il prezzo conta. Si tratta di uno scontro continuo, e siamo felici che ci siano dei nuovi macchinari che ci aiutano ad essere più efficienti. Il problema con i pneumatici cinesi è stato risolto, ma nei prossimi anni avremo l’ingresso dei pneumatici dalla Tailandia, o da qualche altro paese, quindi dobbiamo usare questa opportunità per prepararci, e dobbiamo farlo abilmente”, ha aggiunto Levorato. “Dobbiamo essere preparati per la nuova crisi che arriverà un giorno, su questo non c’è dubbio”, ha sottolineato. In generale, la crisi nel mercato europeo della ricostruzione ha spinto le aziende produttrici di macchinari per la ricostruzione di pneumatici a contenere gli investimenti nella ricerca e sviluppo per questa nicchia di mercato, secondo Levorato. Ora l’azienda si auspica che le cose possano cambiare. Levorato ha spiegato che l’azienda è entusiasta di offrire prodotti premium ai propri clienti, compresi i pneumatici ricostruiti, e che non vale la pena cambiare il modo in cui l’azienda viene percepita fra i clienti. “Ad oggi, la quota di ritiri nella nostra attività è pari allo 0.3%. Nel mercato italiano è molto difficile raggiungere tale livello, soprattutto per via delle forti variazioni della temperatura, che varia dai 40° d’estate ai -10° d’inverno, e gli autocarri italiani viaggiano sulle strade di tutta Europa”, ha dichiarato Levorato. “Una delle caratteristiche del mercato italiano della ricostruzione è che è centrato principalmente sul mercato domestico. Ciò è vero per l’intero mercato dei pneumatici nel nostro paese, sebbene ci siano dei produttori di pneumatici che esportano i loro prodotti”, ha aggiunto. Rigomma ha la netta sensazione che ci siano delle brillanti opportunità all’orizzonte. Secondo Levorato, il numero dei concorrenti è molto più basso rispetto a diversi fa, ed è chiaro che se l’azienda ha continuato ad avere successo anche in tempi in cui il mercato domestico era in pessime condizioni, sarà in grado di prosperare negli anni futuri.

 

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