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Ecomotive - Archivio

21/08/2019
Automotive la forte trasformazione

Economia dell'automotive

 

Tra accesa competizione e pressione normativa sempre più stringente

Paolo Castiglia

La bilancia dei pagamenti dell’Italia ha registrato nel 2018 un deficit dei trasporti mercantili di 5,5 miliardi di euro, in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente. Ha continuato a ridursi l’incidenza dei costi di trasporto, che nel 2018 è stata pari, rispettivamente, al 3,0 e al 3,9 per cento del valore delle merci esportate e importate.

Nel 2018 i costi medi del trasporto stradale sono rimasti stabili, anche se con una significativa eterogeneità in base al paese di origine o alla provenienza delle merci.

Sono dati della Banca d’Italia, che conduce ogni anno dal 1999 un’indagine campionaria presso gli operatori del trasporto internazionale di merci per raccogliere le informazioni necessarie alla compilazione della bilancia dei pagamenti. Nel 2018 l’indagine ha riguardato quasi 200 imprese di trasporto operanti in Italia. Dal 2002 un’apposita sezione dell’indagine è finalizzata alla stima della ripartizione del trasporto internazionale di merci da e per l’Italia tra vettori italiani ed esteri.

A questo proposito la Banca d’Italia evidenzia invece che, sempre nel 2018, la quota di mercato dei vettori italiani nel trasporto internazionale delle merci su strada sul nostro territorio è stata pari al 20,5% con un recupero di 0,3 punti percentuali rispetto al 2017, anno che però aveva fatto registrare il minimo storico per il nostro Paese. Nel lungo periodo si osserva infatti una costante riduzione della quota che tra il 2008 e il 2018 scende di 11,6 punti percentuali.

Ma è tutta l’industria automotive a essere in forte trasformazione, stretta tra una accesa competizione e una pressione normativa sempre più stringente. Per l’Italia tutto ciò riguarda un settore che, ricordiamolo, vale 5.700 imprese e circa 260.000 addetti tra filiera produttiva diretta e indiretta, che generano un fatturato di oltre 100 miliardi di euro, pari al 5,9% del Pil.

La situazione del settore viene illustrata in altre ricerche di fresca pubblicazione, a partire da “L’industria automotive mondiale nel 2018 e trend 2019” realizzata dall'area studi e statistiche di Anfia. Secondo i dati, all'indebolimento della domanda globale e alla frenata della produzione industriale, eccetto che per gli Usa, è corrisposto un rallentamento del commercio mondiale, la cui crescita è passata dal picco del 5,4% nel 2017 al 3,8% nel 2018. Per il 2019, il Fmi prevede un ulteriore rallentamento, con una crescita ferma al 3,4%.

In questo contesto, la produzione mondiale di autoveicoli è diminuita dell'1%. La domanda di autoveicoli nel 2018 è risultata di poco inferiore a quella dell'anno precedente (-0,8%) ed è stata contrassegnata dalle flessioni di Cina (-3%), Turchia (-35%) e Argentina (-23%). Le vendite di autoveicoli in Ue/Efta valgono il 19% della domanda globale e, secondo Acea, nel 2019 sono previste diminuzioni dell'1% rispetto al 2018 (che risultava di poco inferiore ai volumi del 2017).

Andando in ambito trasporto su strada, dai dati di un focus di Confartigianato trasporti, emerge che nel 2018 il 44% dell’import/export ha viaggiato su gomma, e che nell’ultimo triennio la produttività dei piccoli autotrasportatori italiani (+16,8%) batte i colleghi tedeschi (-2,7). In particolare le esportazioni sono trasportate su strada per il 47,3% e le importazioni per il 41,0%; rispetto al 2017, la quota delle esportazioni è stabile mentre le importazioni scendono di un punto percentuale.

Nel primo semestre del 2019, poi, si evidenzia una minima ripresa delle immatricolazioni, sulla base dei dati forniti dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che il Centro studi e statistiche dell’Unrae ha elaborato in una stima del mercato dei veicoli industriali con massa totale a terra superiore alle 3,5 tonnellate.

In particolare maggio 2019 porta esito positivo: +9,9% sullo stesso mese del 2018 con 2.370 unità immatricolate contro 2.157. Resta però la grave caduta del mercato per i primi cinque mesi del 2019, che si attesta così a -6,7% rispetto allo stesso periodo del 2018 con 10.776 unità contro 11.545.

Mentre il mercato dei pesanti lancia segnali di lieve ripresa, per i veicoli trainati, sempre a maggio si segna il quinto mese consecutivo con il segno meno: si conferma un trend negativo nei primi cinque mesi del 2019: solo 7.647 libretti di circolazione di nuovi rimorchi e semirimorchi pesanti, un -7,2% rispetto a gennaio-maggio 2018, così ripartiti: 662 rimorchi (+4,3%) e 6.985 semirimorchi (-8,2%).

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