Condividi su

L'Editoriale

21/08/2019
Se non ora, quando?

Renzo Servadei

I rivenditori di pneumatici sono da tempo alle prese con le difficoltà di smaltimento dei PFU, difficoltà che sono generate da molteplici fattori, primo fra tutti l’evasione del contributo ecologico, problema su cui tutte le associazioni della filiera sono impegnate con molteplici iniziative. Vi sono tuttavia ulteriori attività che debbono essere intraprese per cercare di risolvere il problema. Una di queste riguarda appunto il miglioramento del Dm 82/2011 che disciplina la materia dei PFU.

Anche in questo caso la filiera ha fornito al ministero dell’Ambiente tutti gli elementi per potere procedere con un proprio provvedimento che tuttavia, atteso da anni, nel momento in cui stendiamo queste note non è ancora stato approvato.

In particolare, sia le associazioni che i consorzi, pur se con sottolineature diverse, in estrema sintesi hanno espresso la necessità di effettuare interventi relativi alla tracciabilità del sistema, auspicando l’istituzione di un registro dei produttori e degli importatori di pneumatici e l’istituzione di una banca Informativa Pneumatici presso il ministero dell’Ambiente con aggiornamento almeno semestrale. Occorre inoltre regolamentare l’importazione dei pneumatici tramite piattaforme web estere al fine di evitare forme di elusione dell’Iva e del contributo ambientale prevedendo, limitatamente alla vendita on line verso il consumatore finale (B2C), la figura del rappresentante autorizzato e comunque l’obbligo dell’iscrizione a un sistema collettivo di raccolta.

Sarebbe inoltre importante prevedere da parte di produttori e importatori l’obbligo di raccogliere PFU corrispondenti alle tipologie di pneumatici immesse sul mercato, prevedendo inoltre l’obbligo di copertura uniforme di tutto il territorio nazionale, evitando di servire con la raccolta solo aree di minor costo e più facile servizio. Occorre prevedere anche obblighi specifici per i neo importatori.

Per aumentare la trasparenza del sistema sono poi auspicati maggiori obblighi di rendicontazione dei quantitativi e delle risorse incassate, e infine si richiede un rafforzamento del sistema dei controlli. È assolutamente necessario che vengano date risposte alle istanze del settore perché la situazione è talmente critica che rischia prima o poi di sfuggire di mano. È quindi necessario agire, ora.

Archivio