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AutoAttrezzati - Archivio

09/07/2019
Autoattrezzati

Massimo Brunamonti

Egea: il punto della situazione all’assemblea semestrale

L’associazione nazionale francese delle auto attrezzature, GIEG, rappresentata dal suo presidente Thierry Coton, ha ospitato il 9 e 10 maggio, nella splendida cornice di Marsiglia, l’Assemblea semestrale di EGEA (Associazione Europea delle Attrezzature per Autofficina) che come al solito si è occupata della grande mole di attività portata avanti. Il presidente Dave Garratt, di GEA (UK), ha avviato la panoramica iniziando con l’indagine PROSAFE sulla sicurezza dei ponti sollevatori. PROSAFE è un raggruppamento di autorità di sorveglianza di mercato di vari paesi europei che di volta in volta attuano ricerche di conformità al marchio CE su prodotti specifici. Questa volta PROSAFE ha deciso di dedicarsi ai ponti sollevatori per autofficina scegliendo i due modelli più diffusi, e cioè, il ponte a due colonne e il ponte a forbice. L’indagine, condotta in vari paesi della UE su prodotti di diversi fornitori europei e non, ha riportato risultati sconfortanti: solo 6 su 47 sono i ponti risultati totalmente conformi; 31 hanno palesato almeno una non conformità e 10 hanno registrato addirittura più di 10 non conformità. Il panorama che ne viene fuori induce EGEA, come infatti già sta facendo, a chiedere alla Commissione Europea di infittire e rendere più efficace la necessaria sorveglianza di mercato.

Passando alle attrezzature per la revisione, il capogruppo del WG6, Massimo Mambrilla di AICA, ha annunciato il completamento del nuovo standard EGEA per prova-sospensioni. Questo nuovo standard verrà presentato alle autorità responsabili europee e nazionali come proposta per includere il test sospensioni nelle revisioni e ottenere così una verifica completa della sicurezza del veicolo. Nell’ambito della diagnosi e dell’accesso ai dati, i lavori in corso sono tanti e tali che richiederebbero interi articoli dedicati. In estrema sintesi, sia l’accesso via porta OBD e i relativi problemi oggi creati dai costruttori quali FCA, sia la querelle sull’Extended Vehicle, sono pane quotidiano per EGEA e per il suo gruppo di lavoro 2 diretto da Elvis Colla di AICA. Ma non è finita qui: tra le varie altre cose, la proposta ufficiale da parte della Commissione Europea dell’adozione del SERMI e dello standard ISO 18541 rappresentano per EGEA un passo importante per l’accesso non discriminatorio alla diagnosi, come da tempo auspicato e per troppo tempo rimandato; così come i progressi, seppur lenti, nella definizione degli standard per le cosiddette ePTI (future revisioni elettroniche) fanno sperare in una prossima conclusione positiva dei lavori.

Un’importante novità degli scorsi mesi in EGEA è la costituzione del nuovo gruppo di lavoro ADAS, come illustrato da Pete Bradley di ASA (D). Non c’è bisogno di soffermarsi sull’importanza crescente dei sistemi ADAS (sistemi elettronici di assistenza alla guida) e sul loro impatto sulla sicurezza dei veicoli; tutto il settore è letteralmente in fibrillazione su questo e il gruppo di lavoro ha lo scopo di elaborare proposte di metodi di calibrazione e verifica di tali sistemi, sia per l’autoriparazione che per l’adozione in future revisioni periodiche.

Sul lato test emissioni, si registra in molti paesi europei un rinnovato interesse da parte delle autorità competenti. Georges Petelet di GIEG (F) ha riferito in merito agli studi in corso in Germania, Olanda, Belgio e Svizzera sulla verifica del particolato fine. Germania e Olanda hanno già annunciato l’adozione del test del particolato nelle revisioni per il 2021 e lo standard di prodotto è in corso di completamento. Ci auspichiamo che anche l’Italia si accodi presto: la misura del particolato permette, oltre ad assicurare la rispondenza ai limiti di legge del veicolo, anche di accertare che il FAP sia installato e funzionante. Nessuna novità invece purtroppo sulla conclusione dell’iter normativo relativo allo standard sicurezza per gli smontagomme; il CEN non ha ancora provveduto, inspiegabilmente, a lanciarne la consultazione pubblica. EGEA e i comitati nazionali cercheranno di adoperarsi perché la cosa, dopo tanto lavoro, vada avanti rapidamente.

È stato poi il momento, per le varie Associazioni nazionali membri di EGEA, di illustrare le loro attività, anche queste molteplici e variegate. Da segnalare l’intervento di Frank Beaujean, presidente di ASA – Germania, che ha descritto una situazione di mercato altamente positiva, dovuta a molti fattori tra cui un rinnovo delle linee di revisione come conseguenza di un adeguamento dei controlli periodici. Frank Beaujean ha anche annunciato con soddisfazione l’accordo ASA-AICA per la raccolta e l’elaborazione congiunta dei dati di mercato in Germania e Italia; tale accordo, una volta a regime, verrà allargato a tutte le altre associazione nazionali che vorranno aderire. Infine, Asanetwork GmbH informa di aver approvato il proprio nuovo statuto che allarga la partecipazione azionaria ad altre aziende europee allo scopo di rafforzarsi e sviluppare il protocollo in direzione “europea”.

È stato poi il momento di AICA che ha illustrato la più importante attività del momento che è la fiera Autopromotec nell’ambito della quale il convegno IAM 19 rappresenta il più importante evento del settore a livello mondiale nel 2019. Per contro, AICA segnala una preoccupante situazione nelle revisioni in Italia con l’auspicio che la situazione presto si sblocchi e si risolvano i problemi sui corsi per ispettori e sulle revisioni dei veicoli pesanti. È stato poi il momento del tesoriere, Leon Andriessen di RAI (NL) che ha potuto mostrare una situazione economico-finanziaria sana, tale da poter attuare agevolmente i piani di rinnovo della Segreteria. Lo spazio dedicato ad Autopromotec e Automechanika, sponsor di EGEA, ha visto Margarita Kalinovskaia di Autopromotec illustrare la fiera del 2019 e le attività di internazionalizzazione con particolare riferimento alla Cina. L’Assemblea si è sciolta con l’annuncio degli appuntamenti a venire: Assemblee Generali in ottobre 2019 e maggio 2020 a Bruxelles e a settembre 2020 a Francoforte, con la certezza che nel frattempo le attività associative, lungi dal rallentare, avranno ulteriori sviluppi data la dinamica del settore soprattutto ora che si trova di fronte un momento di grande cambiamento.

 

La commissione europea propone l’adozione di Iso 18541 e Sermi

La Commissione europea ha presentato una proposta ufficiale di adozione dello standard ISO 18541 (standard per le informazioni di riparazione e manutenzione - RMI) e dello schema di accreditamento SERMI nella legislazione europea e, allo scopo, ha lanciato l’iter di validazione, adozione e implementazione. La notizia farà sicuramente piacere al settore dell’aftermarket indipendente, che da tempo attendeva una tale iniziativa. La cosa potrebbe rappresentare un pilastro per l’accesso pronto e non discriminatorio ai dati tecnici anche se, come al solito, molto altro resta comunque da fare sul lato della disponibilità delle informazioni dai costruttori di auto. SERMI, tanto per riassumere gli accadimenti, partì nel lontano 2013 come soluzione per la duplicazione delle chiavi, sia fisiche che elettroniche, facendo in modo che qualsiasi autoriparatore anche indipendente potesse offrire il servizio. Il meccanismo, simile a quello delle carte di credito, si basa sull’accreditamento dell’autofficina e dell’operatore presso un “trust center” indipendente, garante della identità, legalità e legittimità dell’accesso. L’operatore e l’autofficina accreditate potranno quindi accedere alla diagnosi auto mediante dispositivi diagnostici abilitati, anche multimarca. Il SERMI permette così la sicurezza dell’operazione e la sua totale tracciabilità. Ma SERMI purtroppo non ha ancora visto la luce e, tra le varie cause secondo noi, ce n’è una che prevale che è la malcelata ostilità dei costruttori di auto. Non è un caso che anche questa volta è da loro che proviene la maggiore riluttanza dietro argomenti quali la sicurezza informatica e la legittimità dell’accesso, argomenti questi sicuramente importantissimi, ma anche tecnicamente risolvibili. È opportuno notare infatti, a proposito per esempio della legittimità dell’accesso, che esistono criteri oggettivi di qualificazione delle autofficine, basati sulla loro struttura, professionalità e avviamento, basta applicarli e mantenerli aggiornati alla dinamica del settore.

 

Nuovo regolamento di attuazione della direttiva sulle revisioni annunciato dalla Commissione europea

La Commissione Europea ha annunciato, il 17 aprile scorso, il nuovo Regolamento di attuazione della Direttiva 2014/45 sulle revisioni. Il nuovo regolamento, per il momento in bozza e senza designazione numerica, riguarda le informazioni tecniche necessarie per le verifiche di revisione, il loro uso nei test e il formato dati e le relative procedure di accesso. La Direttiva 2014/45, infatti, prevede che i costruttori dei veicoli, responsabili dei dati tecnici necessari per le revisioni, devono rendere tali dati disponibili ai centri di revisione e alle autorità nazionali competenti; ma la Direttiva non li descrive. Questo Regolamento, alla sua entrata in vigore, colmerà questo importante vuoto normativo. L’insieme di dati tecnici individuati dal regolamento è vasto e variegato e abbraccia la maggioranza dei sistemi del veicolo: frenatura, sterzata, visibilità, fari, equipaggiamento elettronico, assi, ruote, chassis, rumore e altro come da elenco incluso nell’Annesso I punto 3 della Direttiva 2015/45/EU. La bozza del nuovo regolamento si compone di due documenti, il regolamento vero e proprio e un annesso descrivente il formato dei dati e le procedure di accesso. Al di là di salutare l’arrivo del Regolamento, previsto e necessario, è doveroso notare come esso non sia che una parte delle standardizzazioni necessarie nel settore. Il Regolamento infatti definisce dati e procedure di accesso ma non le standardizza, come neanche per la verità avrebbe potuto a questo stadio dei lavori; questo però ha almeno due conseguenze. La prima è che la mancanza di uno standard rende la gestione dei dati potenzialmente complessa e meno sicura; la seconda è che i destinatari, centri di revisione e autorità nazionali, avranno a che fare con formati, protocolli, interfacce diversi, tutti poi da gestire per arrivare al dato tecnico significativo necessario per la revisione. In conclusione, ci sarà poi bisogno di costituire una qualche banca dati omogenea accessibile agli operatori e alle apparecchiature di revisione che dovranno essere sempre più connesse e inter-operanti; non è un caso che Autopromotec 2019 abbia avuto proprio questo come principale filo conduttore per le attrezzature: la connettibilità.

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