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Ecomotive - Archivio

08/07/2019
Le nuove sfide internazionali innovazione e flessibilità

Economia dell'automotive

 

L’export della componentistica italiana conferma il trend crescente. Ma c’è incertezza sugli scenari futuri

Paolo Castiglia

“Lo scenario internazionale è in questo momento caratterizzato da molti fattori di incertezza, dai cambiamenti nella politica commerciale statunitense al rallentamento dell’economia cinese, per citarne un paio. Fino a oggi, la componentistica italiana ha sempre dimostrato di saper stare al passo con l’evoluzione globale del settore – anche grazie alla sua elevata propensione all’innovazione di prodotto e di processo e alla capacità di rispondere in maniera flessibile alla domanda – e ha, quindi, tutte le carte in regola per affrontare queste ulteriori sfide, continuando a investire in ricerca e sviluppo nelle nuove tecnologie”. Sono parole di Marco Stella, presidente del Gruppo componenti Anfia, a commento dei dati appena usciti sull’andamento del settore automotive e in particolare della componentistica: nel 2018, l’export della filiera dei componenti per autoveicoli ha raggiunto 22,4 miliardi di euro, con una crescita del 5% rispetto al 2017. Nello stesso periodo si registra anche un incremento, seppure lieve, delle importazioni della componentistica (+0,5%), per un valore di 15,6 miliardi di euro, portando così la bilancia commerciale a un saldo positivo di circa 6,8 miliardi di euro, con un incremento del 17% rispetto al 2017.

“L’export della componentistica italiana conferma quindi un trend crescente anche nel 2018, chiudendo con ottimi risultati nonostante il rallentamento della crescita rilevato nel secondo semestre dell’anno – spiega ancora Marco Stella – e a partire da luglio 2018, anche gli indici della produzione, degli ordinativi e del fatturato delle parti e accessori per autoveicoli e loro motori hanno registrato una frenata. A fine 2018, l’indice della produzione segna un -2,3%, l’indice del fatturato è in flessione dello 0,9%, con una componente interna in diminuzione del 7,5%, bilanciata dal +6,6% del fatturato estero, e l’indice degli ordinativi chiude a -3%, presentando un calo della componente interna (-8,1%) a cui si contrappone il +2,6% di quella estera”.

“Questa tendenza negativa – conclude – è proseguita nel mese di gennaio 2019, quando gli ordinativi del mercato interno sono risultati in calo del 14,4% per la componentistica, in un contesto di forte contrazione (-25%) della produzione nazionale di autovetture. D’altra parte, tutta l’industria automotive sta attraversando una fase di grandi trasformazioni, spinta soprattutto dalle politiche comunitarie per l’abbattimento delle emissioni, che hanno imposto una rapida virata verso l’elettrificazione dei veicoli, la quale richiede, per molte aziende, una riconversione produttiva e quindi ingenti investimenti”.

Tornando ai dati, nel 2018, le esportazioni complessive di beni dell’Italia risultano in crescita del 3% rispetto all’anno precedente, così come le importazioni, che registrano un incremento del 5,4%. L’avanzo commerciale raggiunge i 39,8 miliardi di euro, a cui si aggiungono 81,2 miliardi al netto dell’energia. L’indice della produzione industriale del settore automotive registra invece un calo tendenziale del 3,4% nel 2018. L’indice della fabbricazione di carrozzerie per autoveicoli, rimorchi e semirimorchi riduce l’incremento al 5,6% e, infine, l’indice della fabbricazione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori diminuisce del 2,3%. Per quanto riguarda gli ordinativi di parti e accessori per autoveicoli l’indice registra un calo del 3%, dovuto al mercato interno (-8,1%), mentre la domanda dall’estero registra un +2,6%. L’indice del fatturato di parti e accessori per autoveicoli diminuisce dello 0,9%, con un calo del 7,5% per il mercato interno e un aumento del 6,6% per i mercati esteri. Interessante, poi, l’andamento del mercato dei trucks&bus nuovi: in termini di volumi, nel 2018, sono stati importati 175.201 veicoli (+1,8%) ed esportati 293.960 (+7,3%). In dettaglio, le importazioni riguardano 169.936 veicoli per il trasporto merci e speciali (+0,6%) e 5.265 autobus (+58,4%), mentre l’export ha riguardato 292.632 veicoli per il trasporto merci (+7,3%) e 1.328 autobus (+14,9%). Il saldo risulta positivo per quanto riguarda il comparto del trasporto merci di 122.696 unità e oltre 1,2 miliardi di euro in valore, e negativo di 3.937 unità per gli autobus e 606 milioni di euro in valore. Il 58% di trucks&buses importati proviene dall’Ue e, fuori dall’Ue, il 35% proviene dalla Turchia. L’83% dei veicoli esportati è destinato verso i Paesi Ue, al di fuori dell’area il 5% dell’export è destinato al Brasile e piccole quote sono destinate a Svizzera e a Turchia.

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