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L'Editoriale - Archivio

08/07/2019
Gommisti per professione

Renzo Servadei

Se venti anni fa qualcuno ci avesse detto che delle quattro professioni previste dalla legge 122/92 per l’attività di autoriparazione, vale a dire meccanico, carrozziere, gommista ed elettrauto, a sparire sarebbe stata quella dell’elettrauto, probabilmente non gli avremmo creduto. Oggi meccanico ed elettrauto si sono riuniti nel meccatronico. L’elettronica, tuttavia, sta entrando in modo sempre più significativo anche nella professione del gommista e quindi occorre che la formazione e le regole di accesso alla professione tengano conto di queste nuove esigenze legate all’evoluzione della professionalità. Innanzitutto, sarebbe necessario che l’attività fosse censita con un unico codice ATECO, un codice che definisca in particolare le attività inerenti alle prestazioni professionali piuttosto che il solo commercio. In questo modo sarebbe più semplice controllare il fenomeno di abusivismo della professione che, come sappiamo, ha profonde ripercussioni non solo economiche sulla categoria, ma anche in riferimento alla sicurezza e al rispetto delle norme ambientali. Poi sarebbe importante che chi effettua l’attività fosse in possesso delle strumentazioni necessarie a eseguire l’assistenza. Come è possibile garantire anche le operazioni più banali, come le coppie di serraggio e le giuste pressioni, senza strumenti adeguati e tarati? Se poi passiamo a operazioni più complesse, la competenza tecnico professionale, unita alla dimostrazione dei lavori eseguiti, diventerà sempre più fondamentale. Se interveniamo in un assetto che preveda anche la necessità di ritarare sensori del sistema di assistenza alla guida, (ADAS) sarà importante non solo eseguire il lavoro a regola d’arte, ma anche essere in grado di dimostrare di averlo fatto. Qui non stiamo parlando di futuro, questo tipo di apparecchiature erano già largamente presenti alla rassegna Autopromotec. Ecco perché se è vero che il futuro garantirà ancora lunga vita all’attività di gommista, la professione richiederà capacità professionali sempre maggiori. E queste sono buone notizie per i veri “gommisti per professione”. È importante tuttavia non dimenticare che essere professionisti non vuole dire solo saper affrontare le nuove tecnologie, ma anche avere un approccio altrettanto professionale rispetto alle attività tradizionali quali, per esempio, la capacità di affrontare in modo adeguato il tema più vecchio del mondo per la categoria: la riparazione. Essendo alla vigilia di una nuova era che nelle previsioni dovrebbe essere quella dell’economia circolare, queste capacità, che sembrano essere state messe in ombra dalla moda dell’usa e getta, dovrebbero tornare prepotentemente d’attualità.

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