Condividi su

AutoAttrezzati - Archivio

08/05/2019
Autoattrezzati

Massimo Brunamonti

La nuova mobilità: il cambiamento nell’autoriparazione ad Autopromotec 2019

Cambiamento è la parola predominante oggi nell’autoriparazione e il cambiamento prende le mosse dal nuovo scenario della mobilità a cui già si comincia ad assistere. Autopromotec 2019, fiera internazionale che da sempre mette in mostra le tendenze del settore, oltre a varie altre iniziative, dedica a esso il convegno IAM 19 (International After Market 19).

Il nuovo scenario della mobilità prende l’avvio da una rivoluzione nella relazione tra possesso e uso della macchina. La macchina, che è stata sino a oggi qualcosa da possedere e avere a propria continua disponibilità fino a costituire una proiezione di sé stesso, per i “millennials” è poco più che uno strumento di mobilità al pari delle altre alternative possibili, da usare quando serve per andare da un posto a un altro. Le naturali conseguenze sono il fiorire del car sharing, dell’affitto breve o lungo e dei pacchetti mobilità.

Quali sono le conseguenze di tutto questo nell’autoriparazione? Molte e molto importanti: prima fra tutte, l’affermarsi di nuovi tipi di “clienti” per l’officina. Parliamo delle flotte in noleggio o sharing. La loro esigenza è simile a quella delle linee aeree: mezzi che non si fermano se non per manutenzione. L’autoriparazione quindi non interviene più sul guasto ma secondo un programma di manutenzione e aggiornamento.

Cosa significhi questo per l’industria dell’autoriparazione è facilmente prevedibile almeno come tendenze: innanzi tutto il nuovo cliente, le flotte, ha bisogno di servizi codificati, qualificati e documentati; l’autofficina stipula contratti e fornisce i propri servizi attuando procedure delle quali renderà conto e sarà responsabile. Ma il conducente, cioè colui che magari porta la macchina della flotta all’autofficina anche semplicemente per montare i pneumatici invernali, anche se non è più colui che paga il servizio, comunque si relaziona con l’autoriparatore che deve averne cura per conto proprio e della flotta sua cliente.

Abbiamo parlato di interventi programmati, qualificati e documentati: ne consegue immediatamente un cambiamento nelle procedure e nelle attrezzature per la riparazione. Programmazione del lavoro significa pianificazione e assegnazione di personale, componenti e attrezzature alla specifica attività. Attività che dovrà essere svolta accedendo a procedure e informazioni tecniche acquisite da portali o cloud ai quali connettersi in tempo reale al momento dell’intervento. L’intervento poi sarà documentato riportando gli esiti dei vari passi generati direttamente dalle attrezzature e dal sistema informativo.

Quello dell’attrezzatura connessa è uno dei “leitmotif” degli ultimi anni tra i costruttori di attrezzature per autofficina. La cosa in realtà non è una novità, proposte e soluzioni esistono ormai da alcuni anni: MCTCNet2 in Italia e OTCLan in Francia, anche se limitati alle sole revisioni obbligatorie, sono nati proprio allo scopo di realizzare la connettività di cui stiamo parlando. ASAnetwork è un altro esempio, non limitato alle revisioni, attraverso il quale le attrezzature possono connettersi con il mondo informatico esterno. Ma c’è bisogno di strumenti più moderni e aggiornati; per questo Aica, l’Associazione italiana dei costruttori di auto attrezzature, ha finanziando uno studio di fattibilità per un nuovo protocollo di comunicazione per attrezzature e sistemi, da proporre all’intera industria dell’autoriparazione. E questa non è l’unica iniziativa per il cambiamento. Aica, attraverso i propri gruppi di lavoro e Egea, sta operando intensamente per la qualificazione delle apparecchiature per l’autoriparazione: il nuovo standard per prova sospensioni, lo standard CEN per la sicurezza degli smonta gomme, la sicurezza dei banchi prova freni camion, gli standard CEN e ISO per la sicurezza dei ponti sollevatori e, non ultimo, un’iniziativa di collaborazione, insieme con Assogomma, con i colleghi tedeschi di Asa (Bundesverband der Hertsteller und Importeure von Automobil-Service Ausrüstungen) e Wdk (Wirtschafstverband der deutschen Kautschukindustrie) per semplificare e diffondere la sicurezza per il montaggio e smontaggio di pneumatici run-flat e Uhp. Autopromotec 2019 sarà certamente l’occasione per vedere tutto questo in concreto, sia come proposte di nuove auto attrezzature da parte degli espositori, che come argomento dei vari momenti di dibattito e confronto nel corso della fiera come, per esempio, il già citato IAM 19. Gli autoriparatori e l’intera filiera sono consci di trovarsi di fronte a una sfida forse più impegnativa che in passato ma, come al solito, sapranno certamente cogliere le opportunità che si presentano e sicuramente faranno tesoro della visita ad Autopromotec per trovare le risposte che vanno cercando.

 

Incontro di Afcar con la Commissione europea

Afcar, l’Alleanza europea per la libertà nell’autoriparazione, a cui Aica partecipa attraverso Egea (Associazione europea delle attrezzature per autofficina), nella sua costante campagna di sensibilizzazione alle problematiche della libera concorrenza nel settore, ha ottenuto dalla Commissione europea la possibilità di incontrare i capi struttura dei cinque maggiori gabinetti coinvolti nella problematica. La cosa, al di là del suscitare la giusta soddisfazione di Afcar per il riconoscimento dell’importanza politica del settore, ha assunto carattere di eccezionalità per il fatto di aver riunito i cinque gabinetti in un unico incontro, cosa questa che ha permesso un dibattito estremamente concreto ed esaustivo.

L’incontro si è svolto l’8 marzo a Bruxelles nell’iconico Palazzo Berlaymont, sede degli uffici centrali della Commissione europea; i presenti per la Commissione sono stati Ivo Schmidt della Commissione Energia e Clima, Silke Obst della Commissione Trasporti, Grzegorz Radziejewski della Commissione Lavoro, Maximilian Strotmann della Commissione Mercato Unico Digitale e Enric Mitjana della Commissione Economia Digitale. Per Afcar erano presenti Sylvia Gotzen di Figiefa, Chris Carroll di Fia, Massimo Brunamonti di Egea e Jan Bambas Policy Manager di Afcar e Neil Pattemore in qualità di Technical Advisor. Inutile sottolineare l’importanza, a detta della stessa Commissione, degli argomenti sul tavolo; il fatto che si sia subito entrati nel vivo della problematica centrale del settore, quella dell’accesso ai dati tecnici, la dice lunga sulla necessità politica per la Commissione di procedere a una soluzione legislativa efficacie, soprattutto ora che ci si avvia al passaggio di consegne con la futura Commissione che diventerà operativa dopo l‘estate a nuovo Parlamento europeo insediato.

Da parte di Afcar, lo scopo prioritario dell’incontro era denunciare ancora una volta come le proposte portate avanti dai costruttori auto, quale l’Extended Vehicle, non solo non sono conformi alle esigenze di concorrenza su cui si fonda il mercato unico, ma addirittura non riescono neppure a configurarsi come piattaforma funzionante ed efficiente per lo scambio dei dati di diagnosi, al punto che tra gli stessi costruttori di auto, alcuni stanno ricorrendo ad alternative a bordo auto. Afcar, impegnata proprio adesso su richiesta dalla Commissione trasporti nel testare la funzionalità dell’Extended Vehicle, ha avuto gioco facile nel dimostrare i limiti della proposta, evidenziando come i test precedentemente previsti non posso neppure essere avviati a meno di non aggirare quello che dovrebbe essere il metodo di accesso e cioè l’Extended Vehicle. L’interesse e la competenza dei rappresentanti delle Commissione presenti ha suscitato grande soddisfazione in tutta Afcar e l’udire la Commissione sostenere l’intento di concludere alcune iniziative importanti, quali il cosiddetto Sermi per l’accesso sicuro e qualificato alla porta diagnostica a bordo, ha contribuito a confermare il rapporto di collaborazione, ciascuno per le proprie competenze e autorità, sui cui basare il processo legislativo Europeo. Come piccolo corollario all’evento, saremmo felici di poter scrivere lo stesso per i nostri rapporti con i governi nazionali. In Italia, e non solo lì a quanto ci risulta, oggi si fa enorme fatica a interloquire con alcune direzioni ministeriali incaricate di decidere su argomenti vitali per il settore. Non sappiamo perché un rapporto che è stato efficace e operativo in passato, si è trasformato adesso in una chiusura totale. Ci auguriamo che la cosa cambi presto a beneficio di tutta la comunità.

torna all'archivio