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Analisi tecnica

01/03/2019
Premium alla coreana

Kia Optima

 

Diesel, benzina e pure ibrida, la Kia Optima strizza l’occhio a professionisti, flotte ma anche all’uso privato familiare, con contenuti attuali ed elettronica avanzata

Duilio Damiani

Senza timori reverenziali nei confronti delle più blasonate berline e station di ben maggiore fama, europee in testa, la media coreana sfodera le sue armi migliori a base di qualità e tecnologia a misura di mercato globale. Il più recente corso con protagonista il gruppo Kia, brand appartenente al colosso industriale coreano controllato da Hyundai Motor Company, si orienta su prodotti ben lontani da quelle soluzioni spicce, a volte approssimative e di stampo economico, che hanno caratterizzato la prima ora dell’industria automobilistica asiatica, allineandosi già da tempo a quel concetto di qualità necessaria per una produzione in linea con la richiesta occidentale, giungendo fino all’avanguardia mostrata dalle più recenti presentazioni di gamme sportive ed elettriche, protagoniste del presente e del futuro motoristico.

Nell’ampia offerta proposta sui listini dedicati al mercato globale, meno diffusa delle sorelle utilitarie, berlinette e sport utility che circolano numerose sulle nostre strade, da tre anni a questa parte troviamo al top di gamma quella che rappresenta l’offerta premium di Kia, con la quarta generazione della Optima – ma per noi italiani si tratta della sua prima apparizione - disponibile sia in configurazione berlina a tre volumi che familiare.

 

Europa nel mirino

Le dimensioni sono quelle che contano: 4,85 metri di lunghezza, 1,86 di larghezza e 1,46 d’altezza, con passo di 2,8 metri, sdoganano la Optima tra le berline e le wagon di segmento D, con una dotazione elettronica e un corredo di accessori che la qualificano a pieno diritto come una vera autovettura premium.

Di impatto snella e filante, tratteggiata da un design grintoso e sportiveggiante, ancor più accentuato dalla versione GT Line, la Optima riprende i caratteri comuni alla famiglia Kia, come lo stile del frontale “tiger nose” con ampie prese d’aria nella sezione inferiore e sotto i fari, gruppi ottici che si estendono fino ai margini delle fiancate, sia davanti che dietro, e illuminazione a led. Un dinamismo ripreso dalla sezione laterale profilata, con montanti inclinati e ampia finestratura, raccordata al retro inclinandosi con decisione verso il portello del cofano bagagli, nelle versioni con carrozzeria sedan, disegnando invece un terminale deciso e leggermente inclinato, con ampio varco posteriore, sulla Sportswagon. Un’immagine accattivante, in linea con i gusti del mercato europeo, che la pone esteticamente al livello di ben altri blasoni.

L’abitacolo accoglie comodamente cinque occupanti, grazie allo spazio generosamente offerto da passo lungo e volumetrie ampie, finiture adeguate e linee decise, a partire da quel cruscotto lineare dominato centralmente dal display da 7 oppure 8 pollici, secondo il livello delle dotazioni, del sistema di infotainment. Sono di serie il climatizzatore automatico bi-zona, con ventilazione separata per i passeggeri posteriori, il Kia Navigation System, con integrazione del sistema radio digitale DAB+, oltre al Kia Connected Service, che rende disponibili tutta una serie di informazioni di marcia attraverso il circuito TomTom, come traffico in tempo reale, previsioni meteo e presenza lungo il percorso di controlli di velocità. E come ci si aspetta da una vettura di queste dimensioni, lo spazio riservato al vano di carico può assicurare fino a 510 litri utili sulla berlina, che diventano oltre 550 sulla wagon, triplicandosi di fatto quando si reclinano i sedili posteriori.

La più ampia visuale esterna viene garantita, sulla versione familiare, dall’Around View Monitor, gestito da quattro videocamere che ripropongono sul monitor una visione a 360° attorno alla vettura.

Grazie alla struttura a deformazione programmata, che beneficia di ampio uso di acciai alto resistenziali, in grado di irrobustire la scocca pur riducendone il peso complessivo nell’ordine dei 16/17 quintali, unita all’ampio corredo di gestione elettronica della dinamica, con sistemi Adas (Advanced Driver Assistance System) evoluti e controllati da sensori, telecamere e radar a corto e lungo raggio, la Optima ha guadagnato, prima Kia a ottenerle, le 5 stelle Euro NCAP nelle prove di collisione.

In fin dei conti il livello qualitativo del progetto, di questo come degli altri modelli della casa di Seul, non teme ripercussioni pratiche, come rimarcato dalla garanzia applicata al veicolo di 7 anni o 150.000 chilometri percorsi; come dire garantita per tutto – o almeno gran parte – il suo ciclo di vita.

 

Diesel, benzina… anche ibrida

La parte del leone è senza dubbio assegnata alla motorizzazione CRDI di 1.7 litri da 141 CV di potenza, l’unico Diesel disponibile al momento su questa gamma. Il rinnovato quattro cilindri a iniezione diretta vanta una potenza massima di 141 CV, con coppia di 34,7 kgm disponibile tra i 1.750 e i 2.500 giri/min, a fronte di consumi contenuti in una media dichiarata di 23,8 km/litro. A questo propulsore vengono abbinate una classica trasmissione manuale a sei marce oppure un’automatica a sette rapporti con doppia frizione sequenziale DCT (22,7 km/litro il consumo medio in questa configurazione), rapida negli innesti e in rado di elargire un certo divertimento nella guida.

A completare l’offerta motoristica era presente anche una potente unità 2 litri a iniezione diretta di benzina, con turbocompressore, dedicata alla versione Sportswagon GT e ora non più in listino, gestita da una trasmissione automatica sequenziale a 6 rapporti in grado di spingere la Optima, grazie ai suoi 245 CV di potenza, fino alla soglia dei 232 km/h di velocità massima. Probabilmente non ne vedrete molte entrare in officina, sul nostro mercato non ha goduto di grande fortuna commerciale.

Infine, una duplice vocazione improntata al dinamismo assieme al massimo rispetto ambientale, include la versione con motorizzazione ibrida plug-in PHEV, assicurata dalla coabitazione di un propulsore termico a benzina di 2 litri da 156 CV di potenza con uno elettrico da 50 kW (68 CV), per un totale in abbinamento di 205 CV, con generosa coppia complessiva di 38,2 kgm, e un massimo percorribile di 62,5 km/litro con entrambe le unità in azione, se non proprio zero nei brevi spostamenti – fino a 54 chilometri di autonomia - in sola modalità elettrica. La ricarica del pacco batterie agli ioni di litio da 9,8 kWh può avvenire sia dalle colonnine di immissione rapida che da una comune presa domestica, ripristinando rispettivamente in 3 o in 6 ore il livello di carica massima.

Contenuti tecnologici supportati da una meccanica raffinata, sorretta da un pianale dall’elevata resistenza torsionale, con ruote indipendenti sia all’avantreno, attraverso uno schema McPherson, che al retrotreno, con doppi bracci sovrapposti trasversali, sorreggenti ruote in lega d’alluminio con pneumatici da 17 e 18 pollici, in misure rispettive di 215/55 e 235/45, soluzioni che permettono un elevato contatto al suolo unendo guida sportiva e confort, sebbene non sia questa l’auto più indicata per fare i brillanti sulla strada. Solo sulla grintosa GT, fino alla sua scomparsa a fine 2018 dalla disponibilità dell’offerta italiana, erano previsti più dimensionati 245/40 R19, assenti, anche come optional, sul resto della gamma.

L’evoluta assistenza in aiuto al guidatore può contare su elementi ormai imprescindibili per un’autovettura di categoria premium, tra cui l’Advanced Smart Cruise Control, per mantenere velocità di crociera e distanza di sicurezza, l’Autonomous Emergenct Breaking, con frenata automatica in caso di potenziale collisione, il Lane Keeping Assist System, deputato al mantenimento della propria corsia di marcia, e il Rear Cross Traffic Alert, che segnala l’arrivo di un veicolo. Inoltre, il sistema AEB dispone di un radar a corta e a lunga portata, riconoscendo gli ostacoli più distanti e a una maggiore velocità rispetto i sistemi tradizionali.

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