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Ecomotive

01/03/2019
Automotive con risultati a macchia di leopardo

Economia dell'automotive

 

Altalena di dati positivi e negativi in una filiera in cerca della strada del futuro

Paolo Castiglia

A novembre 2018 la fabbricazione di carrozzerie per autoveicoli, rimorchi e semirimorchi aumenta dell’1,1%, e mentre la fabbricazione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori è in calo del 9,1%. Nel cumulato dei primi undici mesi del 2018 l’indice della fabbricazione di carrozzerie per autoveicoli, rimorchi e semirimorchi è in aumento del 7,3% e gli ordinativi totali del settore automotive mostrano un calo tendenziale a ottobre 2018 del 6,4%, soprattutto per il mercato estero, in diminuzione del 13,5%, mentre gli ordinativi dal mercato interno diminuiscono dello 0,8%.

Apriamo con l’analisi di questi dati Anfia per far capire quanto sia davvero uno scenario di luci e ombre quello dell’economia del settore automotive in questo periodo. Che però, come vedremo più avanti, presenta positivi risultati in campo delle macchine da cantiere e costruzioni e una perla produttiva innovativa della nostra casa nazionale.

Tornando ai dati Anfia, nei primi dieci mesi del 2018, gli ordinativi diminuiscono dello 0,2%, con quelli interni in diminuzione dell’1,1% e quelli esteri in aumento dell’1%. Secondo i comparti si registrano i seguenti incrementi tendenziali a ottobre e nei primi dieci mesi del 2018: la fabbricazione di carrozzerie, rimorchi e semirimorchi cresce del 15,3% (+21,4% per il mercato interno, +5,8% per il mercato estero) e nel cumulato crescono del 2,8% (+3% per il mercato interno, +2,4% per il mercato estero). Nel ramo della fabbricazione di parti per autoveicoli e loro motori gli ordini diminuiscono del 10,5% (-13,3% per il mercato interno, -7,4% per il mercato estero) e nel cumulato calano dell’1,6% (-6,6% per il mercato interno, +3,9% per il mercato estero). Come si vede si continua con luci e ombre.

Più luminoso, come accennato in apertura, è invece l’export italiano di macchine per costruzioni, il quale ha toccato i 2 miliardi e 187 milioni di euro. I primi nove mesi del 2018 fanno segnare un aumento del 6,2% in valore sullo stesso periodo del 2017. Questi sono dati che arrivano dalle ultime rilevazioni disponibili dell’Osservatorio Samoter-Prometeia, con il contributo informativo di Unacea.

Macchinari e attrezzature made in Italy per il movimento terra rappresentano la parte più consistente degli ordinativi dall’estero, con un controvalore di oltre 1 miliardo di euro (+13%). Seguono le macchine per la preparazione degli inerti (382 milioni di euro/+0,9%), per la perforazione (276 milioni di euro/-0,9%) e per il calcestruzzo (211 milioni di euro/-3%). Segno positivo per le esportazioni di gru a torre (196 milioni di euro/+10,7%), mentre le macchine stradali totalizzano 93 milioni di euro, in flessione del 3,6 per cento.

A livello di mercati di destinazione, l’Europa occidentale si conferma anche nel terzo trimestre dell’anno l’area di riferimento (915 milioni di euro/+6,9%); al secondo posto l’America del nord (287 milioni di euro/+19,6%) e al terzo l’Europa centro orientale, compresa la Turchia (275,8 milioni di euro/+14%).

Per quanto riguarda il mercato interno, da gennaio a settembre le importazioni di macchine e attrezzature da cantiere e per l’edilizia hanno raggiunto i 710,5 milioni di euro, con un balzo in avanti del 14,4% sui primi nove mesi del 2017. A contribuire al risultato dell’import di mezzi e macchinari anche la continua ripresa nel settore delle costruzioni nazionali. I dati elaborati dall’Osservatorio Samoter-Prometeia registrano un terzo trimestre dell’anno con investimenti in crescita dello 0,5 per cento.

E infine una buona notizia dal punto di vista non solo economico ma anche della salvaguardia ambientale: Iveco ha realizzato un piccolo record in Italia con il modello Stralis alimentato a gas naturale liquefatto, che è passato dalle 463 unità vendute nel 2017 alle oltre 1.000 del 2018, rappresentando così oltre il 25% delle vendite totali del modello Stralis NP sul mercato italiano. Grazie al carburante fossile più pulito in assoluto i pesanti stradali Iveco emettono il 90% in meno di NO2, il 99% in meno di PM e, con il biometano, il 95% in meno di CO2 rispetto alle equivalenti versioni diesel.

I volumi di vendita confermano ancora una volta che il gas naturale rappresenta la più efficace alternativa al diesel, consente una circolazione libera anche lungo le percorrenze soggette ai severi vincoli imposti dalle norme antinquinamento e fa dei mezzi LNG una categoria privilegiata in paesi come la Germania, dove sono esonerati dal pagamento dei pedaggi.

 

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