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L'Editoriale

01/03/2019
Il pianeta brucia, montate le gomme da neve

Guido Gambassi

Il mese di febbraio si è aperto con un’ampia polemica sulle cause del forte disagio alla circolazione avvenuto sulla A22 a seguito di una nevicata. Sebbene, a onor del vero, buona parte delle responsabilità sembrerebbe da ricondurre alle politiche di blocco del traffico commerciale attuate dai nostri vicini austriaci (che danno origine ogni venerdì sera a imponenti ammassamenti di tir in direzione sud), diverse voci si sono levate a segnalare anche il mancato rispetto dell’obbligo di dotazioni invernali da parte di alcuni autocarri, che si sarebbero pertanto intraversati sulla carreggiata innevata dando origine al grande blocco autostradale. Non abbiamo riscontro al momento di questa ipotesi, ma visto che non sembra neppure troppo improbabile – anche perché sulle nostre autostrade circolano mezzi delle più diverse provenienze – ammettiamo per un attimo che sia vera: cosa ne dobbiamo concludere? Che per la sicurezza stradale è importante circolare con le adeguate dotazioni invernali, siano esse catene o pneumatici da neve? No, questo lo sapevamo già da diversi decenni.

Lo spunto di riflessione più utile magari è un altro, invece: il tema delle dotazioni invernali può essere visto in un’ottica più ampia, che rimanda alla sostanziale differenza fra clima e meteo. Molti di noi hanno probabilmente almeno un conoscente che sostiene che il riscaldamento globale è una bufala, infatti “guarda qua che nevicata, e pensa che in America ci sono cinquanta gradi sotto zero”. Al contempo, è probabile che molti gommisti abbiano almeno un cliente, privato o anche azienda, che sostiene che i pneumatici invernali siano inutili, tanto “ormai col caldo che fa non nevica più, che le mettiamo a fare le gomme da neve?”. Per quanto apparentemente opposti, questi due ragionamenti derivano dalla stessa premessa, perché non considerano la differenza fra clima e meteo. E qual è la differenza? È che il meteo rileva i fenomeni nel breve periodo (che tempo fa domani a casa mia), e comunque in tempi e luoghi circoscritti, mentre il clima analizza i cambiamenti su larga scala e nel lungo termine. È così che mentre il clima globale mostra un aumento rapido e consistente delle temperature medie, questo comporta tutta una serie di squilibri che causano una crescente estremizzazione dei fenomeni metereologici, che diventano sempre più violenti e imprevedibili: caldo sahariano a giugno, tormenta di ghiaccio artico a febbraio, nubifragio ad aprile e anche in agosto.

Torniamo a quanto detto sopra: cosa ne dobbiamo concludere? Forse, quel che già sapevamo, ma con una postilla: per la sicurezza stradale è importante circolare con le adeguate dotazioni invernali qualunque sia la nostra sensazione in merito al cambiamento climatico.

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