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AutoAttrezzati - Archivio

08/01/2019
Autoattrezzati

Massimo Brunamonti

Assemblea semestrale Egea a Bruxelles

Grande attività in EGEA, l’Associazione Europea delle Attrezzature per autofficina, su molti fronti; questo è quanto è emerso nell’Assemblea Generale semestrale tenutasi a Bruxelles lo scorso 11 Ottobre, nel corso della quale i vari Gruppi di Lavoro hanno riportato le loro problematiche. A partire dal Gruppo di Lavoro 1 ponti sollevatori il capogruppo, Fausto Manganelli di AICA, ha relazionato sulle normazioni per la sicurezza in sede ISO e CEN. Interessante anche l’iniziativa presso la Commissione Europea per richiedere l’intensificazione dei controlli di mercato sulla conformità dei prodotti alla Direttiva Macchine a tutela della qualità dei prodotti e della concorrenza leale.

Il Gruppo di Lavoro 2, diagnosi ed emissioni non è certo stato con le mani in mano. Lato emissioni, come il capogruppo Georges Petelet di GIEG ha spiegato, si partecipa allo sviluppo di nuovi metodi di verifica delle emissioni di particolato e NOx in corso in alcuni stati europei quali Germania, Francia, Olanda e Belgio. Iniziative di questo tipo sono importanti e urgenti per la tutela dell’ambiente dato lo sviluppo tecnologico in corso; l’aspetto negativo è il fatto che ogni Autorità nazionale procede per proprio conto con il pericolo di ritrovarsi come in passato con apparecchiature, procedure e omologazioni diverse per ciascuno stato, cosa questa decisamente anacronistica e inutilmente costosa. EGEA è impegnata a sostenere la definizione di standard europei che coniughino le varie esperienze in un unico modello per tutta la UE.

Molti i fronti aperti per il GdL 2 diagnosi, come il capogruppo Elvis Colla di AICA ha spiegato. La soddisfazione, la scorsa primavera, per l’approvazione della nuova omologazione di tipo europea per autoveicoli, che ha recepito le istanze di EGEA, causa però ulteriore lavoro su più tavoli. Il problema generale dell’accesso ai dati tecnici, invece di risolversi, si va inasprendo causa l’ostinazione di molti dei maggiori costruttori di auto. EGEA è impegnata, anche attraverso AFCAR, a dimostrare ai politici a Bruxelles, Roma, Berlino, etc. che soluzioni quali l’Extended Vehicle non possono rappresentare la soluzione; è necessario un quadro normativo che garantisca e tuteli la libera concorrenza. Un caso eclatante sintomatico del problema è il blocco dell’accesso alla porta OBD su veicoli FCA, prassi recente che sembra stia per essere seguita anche da altri costruttori. In merito EGEA ha commissionato un parere legale a Osborne & Clarke, primaria consulente legale di livello europeo.

Lato revisioni, come spiegato dal capogruppo del GdL 6 Jordi Brunet di AFIBA, è stata completato la stesura delle specifiche tecniche del nuovo prova sospensioni, basato sulla metodologia “Phase-Shift”; esso costituisce la proposta EGEA per Autorità di revisione che vogliano aggiungere il test sospensioni alle verifiche di sicurezza dei veicoli. Merita ricordare che il nuovo standard EGEA, se pur recente, si basa su un metodo ormai in esercizio da anni in Belgio e che quindi ha dimostrato la sua validità su milioni di veicoli sottoposti a revisione. Sempre a proposito di sicurezza, procede il processo di definizione dello standard CEN per la sicurezza degli smontagomme, che si prevede vada a compimento entro il 2019. Significativa in merito l’intento di collaborazione con il WDK tedesco per le apparecchiature di smontaggio dei pneumatici UHP e Run-Flat.

Come se il da farsi corrente non bastasse, un nuovo Gruppo di Lavoro si è recentemente formato in EGEA, relativo ai centrafari. Il problema consiste nel fatto che a livello europeo le norme di riferimento sono ovunque ampiamente datate e obsolete rispetto alle nuove tecnologie dei corpi illuminanti. Il nuovo Gruppo di Lavoro ha lo scopo di definire uno standard di prodotto europeo aggiornato da proporre per le revisioni. Tra le molte altre attività spicca l’andata a regime del rilascio del “Marchio EGEA” per le stazioni di ricarica aria condizionata con gas R1234yf. Tra i primi modelli certificati spiccano nomi prestigiosi quali Bosch, Mahle/Brain Bee, Snap-on e Waeco. Altri ancora hanno annunciato di aderire in futuro. Ma non finisce qui; altri lavori relativamente, ad esempio, all’interconnessione tra le apparecchiature, all’accesso ai dati tecnici, alla partecipazione a gruppi di lavoro ISO, CEN, CITA, UNECE e altro hanno scandito il passato semestre associativo. Ne è una prova il numero decisamente consistente di rappresentanti delle aziende associate, costantemente impegnati in riunioni, teleconferenze elaborazione tecniche e quant’altro.

Il momento assembleare prevedeva anche l’elezione del nuovo Consiglio Direttivo di EGEA, come da statuto. La cosa si è rivelata molto semplice avendo l’Assemblea deciso di confermare per acclamazione tutti i Consiglieri uscenti tra cui quello in quota AICA. Il nuovo Consiglio Direttivo provvederà, secondo statuto, nella prossima riunione a nominare le cariche sociali tra cui il nuovo Presidente. Che il nostro settore richieda attività e impegno costante lo dimostra anche l’iniziativa presa dal Presidente di AICA, Mauro Severi, di sfruttare Autopromotec 2019 per invitare i Presidenti delle primarie Associazioni Europee a un incontro in occasione della conferenza IAM, con lo scopo di confrontarsi e individuare problematiche di interesse comune per le quali unire le forze. L’Assemblea si è chiusa con gli appuntamenti per il prossimo anno e l’augurio che tanto lavoro porti almeno in parte i risultati che tutti ci auguriamo.

 

Blocco corsi ispettori delle revisioni

La cosa si è fatta preoccupante quando, dopo la feroce battaglia sugli emendamenti, il decreto “Milleproroghe” del 21 settembre scorso è stato approvato con incluso un paragrafo quanto meno oscuro che si riferisce al D.M. 214/2017, quello che recepisce la Direttiva UE 2014/45 sulle revisioni. Il paragrafo in questione dice che le disposizioni relative all’articolo 13 comma 1 del D.M. 214/2017 “si applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore delle disposizioni attuative del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”. Cosa significa tutto questo non è dato sapere ai comuni cittadini visto il “legalese” ermetico, tanto che AICA ha ritenuto necessario rivolgersi al proprio consulente legale per sbrogliare la matassa.

La consulenza legale ha purtroppo confermato le peggiori previsioni. Stiamo parlando dei corsi di formazione e abilitazione degli “Ispettori” dei centri di revisione, quelli che, ai sensi della Direttiva 2014/45, vanno a sostituire i vecchi “Direttori Tecnici”; il parere legale purtroppo conferma che i corsi per gli Ispettori sono di fatto sospesi in attesa della emanazione dei decreti attuativi. A parte la discutibilità del provvedimento che, prorogando solo una piccola parte di una legge già in vigore, non solo è di dubbia costituzionalità ma potrebbe anche essere oggetto di procedura di infrazione da parte della Commissione Europea, la situazione che si viene a creare è dannosa per l’intero settore: l’impossibilità di nominare nuovi ispettori va a discapito non solo dei centri di revisione esistenti e futuri, ma anche e soprattutto danneggia i giovani che si vedono così negati possibili nuovi posti di lavoro.

Perché tutto questo? Se il motivo è il ritardo nell’emissione dei decreti attuativi e la conseguente necessità di proroga, si poteva optare per prorogare il vecchio impianto per intero. Invece la scelta è stata quella di bloccare tout court con l’ovvia conseguenza che non si avranno né nuovi impieghi né nuove piccole imprese. Difficile qualificare tale comportamento al punto di domandarsi se non giova a qualcuno. La domanda è legittima dato l’accanimento sul tema: da notare infatti l’interpellanza parlamentare urgente del 25 settembre che sottolinea come allo stato attuale non sono definiti con chiarezza i requisiti del “nuovi” Ispettori, non consentendo così alle Regioni, titolari della gestione dei processi di formazione, di stabilire le dinamiche formative necessarie. Ebbene, un’interpellanza parlamentare urgente di tale portata avrebbe dovuto suscitare reazioni immediate anche perché il problema sarebbe tutt’altro che insormontabile.

I costruttori di auto attrezzature e una prevalente parte di autoriparatori e centri di revisione hanno ripetutamente cercato di far presente il problema al Governo senza, per adesso, risultati concreti. Si sente parlare di possibili novità positive a breve e la cosa sarebbe provvidenziale. È importante comunque tenere bene in mente che, anche quando la situazione verrà sboccata, servirà comunque del tempo per tornare a regime e avere nuovi Ispettori “pronti all’uso”. È bene allo scopo avere ben chiari i numeri di cui stiamo parlando: in Italia ci sono circa 12.000 direttori tecnici operanti in circa 8.500 centri di revisione e il settore ha già adesso bisogno di ulteriori nuovi impiegati anche soltanto per colmare il turn-over. Una volta decretato il da farsi, tutti gli attuali direttori tecnici dovranno essere riqualificati come ispettori in conformità alla nuova legge, secondo la quale anche i nuovi Ispettori dovranno essere formati: chi lo fa? Secondo quale programma formativo? In quanto tempo?

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