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L'Editoriale

29/10/2018
Le infrastrutture sono il motore dello sviluppo

Renzo Servadei

Uno degli errori più comuni che si commettono analizzando il tema delle infrastrutture, siano esse rappresentate da una strada, una ferrovia o un porto, è chiedersi quanti mezzi attualmente percorrono la tratta in questione. In realtà è l’infrastruttura stessa che genera sviluppo e quindi non deve essere progettata in un’ottica di breve periodo, ma attraverso un’attenta programmazione pluriennale. Quando in Germania hanno ad esempio inaugurato il nuovo aeroporto di Monaco, hanno creato un’infrastruttura moderna in grado di essere adeguata per almeno trent’anni. Oggi Monaco è un hub internazionale utilizzato spesso anche dagli italiani per raggiungere il resto del mondo.

Se un porto è ben collegato con le attività produttive attirerà armatori, se una località turistica è facilmente raggiungibile verrà visitata, sembra banale sottolineare questi aspetti, ma spesso in Italia è difficile anche progettare una terza corsia.

Anche da noi tuttavia abbiamo esempi virtuosi. Anche se non viene sufficientemente enfatizzata, la tratta dell’alta velocità da Torino a Napoli ha cambiato radicalmente in meglio la vita di milioni di italiani. Un tempo per raggiungere Torino dal resto della penisola vi erano pochissimi treni, e già da Bologna era necessario spostarsi in auto. Oggi le frequenze sono quasi da metropolitana e i benefici, non solo in termini di produttività ma anche di qualità della vita e di lavoro, sono evidenti.

Al tempo del boom economico avevamo la rete autostradale più estesa d’Europa, oggi fare un viaggio in auto è spesso un’avventura. Per non parlare del trasporto merci. In un mondo globalizzato la qualità delle infrastrutture, comprese quelle digitali, è elemento determinante per attirare investimenti. E attirare investimenti significa creare occupazione e benessere per i cittadini. Certo tutti abbiamo a cuore l’ambiente, ma non esiste tutela ambientale senza sviluppo, perché la mancanza di sviluppo genera il degrado e il degrado è nemico dell’ambiente.

Dobbiamo quindi avere il coraggio di andare a volte controcorrente e fare sentire la nostra voce su questo tema, anche perché la storia ci insegna come in ogni epoca persino le gradi civiltà dominanti, quando hanno smesso di svilupparsi, sono scomparse soppiantate da altre.

Non vorremmo fare la stessa fine.

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