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Ecomotive - Archivio

03/09/2018
Nuove strategie di business per rimanere competitivi in futuro

Economia dell'automotive

 

Il settore che oggi fa registrare uno stallo nelle vendite dei mezzi pesanti tradizionali si prepara alla rivoluzione innovativa con crescita prevista del 30% da qui al 2030

Paolo Castiglia

Vecchio e nuovo, anzi nuovissimo, camminano a braccetto nel settore automotive che appare in una fase economica di grande sviluppo e intensità non sempre facili da gestire a tutti i livelli, economico e progettuale. Mentre quindi da una parte Unrae annuncia – secondo tradizione – i positivi nel settore della vendita dei mezzi commerciali pesanti, sembra che per tutto il settore sia in arrivo – in abito innovativo – una vera rivoluzione: i produttori quanto i fornitori del mercato automotive farebbero bene a prepararsi a una delle trasformazioni più profonde e capillari del settore.

A lanciare questo avvertimento è l’ultimo studio firmato Oliver Wyman e intitolato “Future Automotive Industry Structure - Fast 2030”. Stando alle rilevazioni degli analisti della società americana di consulenza manageriale, i fenomeni che stravolgeranno lo scenario da qui al 2030 saranno sette: i veicoli connessi, le auto a guida autonoma, la e-mobility, l’industria digitale, i nuovi canali di distribuzione pay-per-use, il cambiamento strutturale della clientela e le interfacce uomo-macchina.

Si preannuncia così un quadro ricco di trend convergenti e non.

“L’industria dell’automotive si trova di fronte alla tempesta perfetta: una grande trasformazione tecnologica accompagnata da notevoli cambiamenti nelle abitudini della clientela, – spiega Joern Buss, partner di Oliver Wyman e autore del report – sono in arrivo tempi burrascosi che avranno un impatto non solo su chi produce auto, ma anche sui fornitori del settore, molti dei quali dovranno rivedere le loro strategie di business per poter rimanere competitivi in futuro”.

Per il presente, intanto, il centro studi e statistiche dell’Unrae, sulla base dei dati di immatricolazione forniti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ha elaborato le stime relative all’andamento del mercato per il mese di maggio 2018.

I dati denunciano nel maggio un incremento delle immatricolazioni dei veicoli industriali con massa totale a terra superiore alle 3,5t del 2,1% rispetto a quelle registrate nel mese di maggio 2017 (2.120 unità contro 2.076) ma inferiori a quelle di aprile 2018.

“I dati che le stime ci restituiscono – ha commentato Franco Fenoglio, presidente della Sezione veicoli industriali di Unrae, che ricordiamo, è l’Associazione delle Case automobilistiche estere – ci indicano chiaramente che, finito il periodo di incentivazione, le immatricolazioni sono cadute in maggio rispetto al precedente mese di aprile. Tuttavia è sensazione comune che, nonostante la riconferma degli incentivi per l’anno in corso, il mercato cominci a scontare l’incertezza del clima politico. Attendiamo comunque la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto ministeriale di riparto delle risorse per investimenti 2018, affinché le aziende di trasporto possano cominciare a presentare le domande relative”.

Fenoglio sembrerebbe però poter dormire sonni tranquilli: dai trend che avranno maggior impatto ai mutamenti degli equilibri geografici, assisteremo a una rivoluzione che allargherà l’arena competitiva innalzando il livello della sfida globale. Tornando infatti alla terza edizione del rapporto, prima citato, che ha cadenza quinquennale ed è realizzato in collaborazione con la Verband der Automobilindustrie – l’associazione tedesca che raggruppa le industrie dell’automotive – prevede che la creazione di valore dell’industria automobilistica mondiale aumenterà del 30% entro il 2030.

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