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AutoAttrezzati - Archivio

04/07/2018
Autoattrezzati

Aica saluta la definitiva adozione della nuova omologazione europea delle auto che impone la connessione Obd

Massimo Brunamonti

È giunto a conclusione il processo di emissione del nuovo regolamento europeo per l’omologazione degli autoveicoli, recentemente discusso nel Parlamento Europeo, come riportato in questa rubrica nel numero marzo / aprile 2018.

Dopo l’approvazione del Parlamento Europeo, avvenuta il 16 aprile, il 22 maggio anche il Consiglio Europeo ha adottato il regolamento che a questo punto verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Europea per diventare legge.

L’approvazione parlamentare, avvenuta a larga maggioranza (547 voti favorevoli, 83 contrari e 16 astenuti), è seguita a un lungo dibattimento con la Commissione e il Consiglio Europeo, causata da tutta una serie di metodologie nuove di omologazione, non da tutti immediatamente condivise.

AICA saluta con soddisfazione tale risultato, frutto di un intenso lavoro di sensibilizzazione sia sul controllo delle emissioni che sulla standardizzazione dell’interfaccia diagnostica.

Il nuovo regolamento infatti include l’obbligatorietà della cosiddetta interfaccia OBD e la disponibilità delle informazioni di riparazione e manutenzione necessarie per tutti gli operatori indipendenti, a beneficio del cittadino e della libera concorrenza.

Il nuovo regolamento così approvato contiene una serie di nuove disposizioni che aggiornano il precedente regime, tra cui controlli occasionali delle emissioni eseguiti direttamente dalla Commissione sul circolante.

Il regolamento entrerà in vigore dal primo settembre 2020 e riguarderà tutti i veicoli di nuova omologazione immessi nei mercati europei.

 

Egea e Figiefa insieme ad altre associazioni presentano il manifesto per la digitalizzazione dell’auto

In un momento in cui sempre più l’auto diventa digitale e connessa, una vasta coalizione di associazioni di categoria, promossa da Egea e Figiefa, ha emesso un manifesto a favore di iniziative legislative che garantiscano la necessaria aperta concorrenza così importante nel settore dell’autoriparazione.

La coalizione comprende un insieme di associazioni molto eterogeneo e per questo rappresentativo dell’intero settore, così sensibile al problema; con Egea e Figiefa molte altre associazioni tra cui Cecra, Fia, Insurance europe, Leaseurope, Cita, Adpa e altre, hanno ritenuto opportuno aderire per sottolineare in maniera più marcata l’importanza della materia.

Il problema è la qualità e la diffusione di prodotti e servizi che il settore dell’autoriparazione richiede nello scenario ormai attuale dell’auto connessa; la qualità ormai inizia e dipende dai dati generati sull’autoveicolo. I dati generati in tempo reale dal veicolo stesso, inclusi i dati funzionali così come la possibilità di interagire con conducente e passeggeri, non possono essere in alcuna maniera controllati, regolamentati o men che meno ristretti ai soli costruttori di auto ma devono essere aperti e fruibili anche dai fornitori di prodotti e servizi indipendenti quali l’autoriparazione multimarca. Solo così si potranno rendere disponibili nuovi prodotti e servizi digitali in concorrenza tra di loro per la libera scelta degli automobilisti.

Sarà tale libertà di scelta garantita nello schema dello “Extended Vehicle” così fortemente sostenuto dai costruttori di auto? Ci permettiamo di avanzare forti dubbi in merito anche alla luce di quello che sta già accadendo; un esempio è l’accesso alla porta Obd che già alcuni stanno limitando, in barba a norme a regolamenti in vigore. L’Extended Vehicle già adesso prevede meccanismi di accesso a dir poco selettivi e scarsamente praticabili, alla fine gestiti dai costruttori di auto; quale garanzia di concorrenza può offrire un’architettura nella quale lo squilibrio di forze tra contraenti è soverchiante? Oltre a questa giustificata preoccupazione, altri problemi di natura tecnica sono già adesso chiari e presenti al punto da meravigliarsi che chi ha disegnato l’Extended Vehicle non se ne sia accorto. Stiamo parlando dei dati e processi in tempo reale, del tutto impraticabili in una architettura di tale tipo basata sul web e questo vale per tutti i servizi diagnostici.

La soluzione che Egea, Figiefa e gli altri sottoscrittori del manifesto propongono, invece, è una Piattaforma Digitale Interoperabile Aperta standardizzata e sicura alla quale tutti gli operatori, indipendenti e non, potrebbero accedere in maniera indiscriminata, senza nessun problema per la sicurezza e la privacy dei dati garantite da meccanismi ormai ben collaudati come peraltro già si fa per una enorme mole di dati in altri settori (bancario, assicurativo e commerciale).

È adesso il momento di agire, sostiene il manifesto, in una fase in cui l’introduzione della eCall (chiamata automatica d’emergenza), obbligatoria per tutti i nuovi veicoli, rende la totalità delle nuove auto già connesse e pronte per ospitare la piattaforma digitale. Non a caso proprio adesso a Bruxelles si sta lavorando al cosiddetto Terzo pacchetto mobilità (autoveicolo connesso e automatico), ambito ideale per porre le basi legislative per garantire a tutti uguali diritti di connettività all’autoveicolo e ai suoi passeggeri senza restrizioni, limitazioni e monitoraggi di alcun tipo da parte di chicchessia che potrebbero troppo facilmente pregiudicare la basilare libertà di scelta del cittadino.

La recente adozione del nuovo regolamento europeo di approvazione di tipo dei nuovi autoveicoli, che fortunatamente include l’obbligatorietà della porta Obd, ha aperto il capitolo del supporto diagnostico remoto, argomento questo di vitale importanza per la mobilità intelligente e sostenibile. In questo contesto le associazioni richiedono alla Commissione europea in primis di assicurare proprio in questa fase quell’accesso libero e non discriminatorio al sistema telematico di bordo tale da garantire che fornitori indipendenti possano accedere ai dati e alle funzioni a bordo per offrire i loro servizi in un regime di aperta e libera concorrenza, nel rispetto della sicurezza e della privacy. Non dovrebbe essere difficile per il legislatore ribadire nella nuova iniziativa legislativa tali principi basilari, che peraltro rispecchiano i principi stessi costitutivi dell’Unione europea.

 

Ecall obbligatoria su tutti i nuovi veicoli

Il regolamento europeo sulla chiamata automatica d’emergenza (eCall) è entrato in vigore per tutte le auto immatricolate dal 31 marzo 2018.

La chiamata automatica d’emergenza, cosiddetta eCall, è un sistema telematico di chiamata al numero di emergenza europeo 112, veicolato attraverso il sistema satellitare europeo “Galileo”, che si attiva automaticamente al verificarsi di un incidente serio. La eCall, che può anche essere avviata manualmente, invia un limitato ma vitale set di dati tecnici e di geolocalizzazione in base ai quali le strutture di emergenza possano intervenire con efficacia e rapidità.

Il sistema, intensivamente testato, si stima possa ridurre i tempi di intervento di oltre il 50% rappresentando in tal modo un vero e proprio salvavita soprattutto in caso di lesioni gravi per le quali la celerità di intervento fa la differenza. Se si considera che nel solo 2016 circa 25.000 persone hanno perso la vita nelle strade europee e oltre 135.000 hanno riportato gravi lesioni, si comprende quali siano le legittime aspettative sul contributo che la eCall può fornire alla salute dei cittadini europei.

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