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Ecomotive - Archivio

03/05/2018
BUS, PULLMAN E CAMION LA SVOLTA METANO

Ecomotive: economia dell'automotive

 

I dati Anfia evidenziano la centralità del gas naturale come trazione alternativa e di grande impatto economico.

Paolo Castiglia

Bus, autocarri, rimorchi, semirimorchi, insomma la filiera automotive più pesante sta scoprendo, e questa pare una svolta economica fondamentale, il metano. Con ricadute ambientali fondamentali in senso positivo, il che significa, anche qui, un positivo circuito economico-finanziaro che coinvolge anche e soprattutto i nostri costruttori di veicoli.

Il 2017 ha segnato infatti, secondo i dati forniti da Anfia, una significativa crescita delle immatricolazioni di autocarri a metano e a gas naturale liquefatto (Gnl), con 503 nuovi libretti di circolazione rilasciati, pari al 131% in più rispetto ai volumi del 2016. Si tratta di un dato che evidenzia la centralità del gas naturale come trazione alternativa nel trasporto pesante: un comparto, quello del metano, in cui l’89% del mercato del nuovo è di marca Iveco. Iveco detiene, infatti, la leadership in questo segmento con oltre 22.000 truck prodotti negli ultimi 20 anni. A inizio 2018, questo trend prosegue con la messa su strada di altri 50 veicoli a metano, di cui 48 a marchio Iveco.

L’Anfia sostiene con forza che il Gnl risulti la miglior soluzione sostenibile applicabile nel breve termine per il trasporto merci a lunga distanza. Per l’ulteriore diffusione di questa tecnologia – a vantaggio della competitività dell’industria e dei servizi di logistica applicati al trasporto su gomma con veicoli pesanti nel nostro Paese – è fondamentale, tuttavia, proseguire nell’incentivazione all’acquisto da parte delle aziende di autotrasporto persone e cose e, soprattutto, nell’azione di capillare diffusione delle infrastrutture di rifornimento sull’intero territorio nazionale.

A questo proposito, è da segnalare il fatto che lo scorso 9 febbraio è stato inaugurato, a Brembate, un nuovo distributore di carburante metano liquido per veicoli pesanti. La rete distributiva in Italia comprende, oggi, 15 impianti di distribuzione Gnl e 10 serbatoi di Gnl a servizio di impianti di distribuzione Cng per autotrazione.

In termini più generali, il mercato degli autobus con ptt superiore a 3.500 kg registra, nel mese di gennaio, 434 nuove unità (+33,1%). Rimangono positivi i comparti degli autobus urbani (+100%), autobus interurbani (+51,1%), autobus turistici (+18,8%) e scuolabus (+24,4%), mentre si rileva una flessione per midibus (-28,6%) e minibus (-1,7%).

Sempre a gennaio 2018, invece, sono stati rilasciati 2.598 libretti di circolazione di nuovi autocarri (+17,7% rispetto a gennaio 2017) e 1.457 libretti di circolazione di nuovi rimorchi e semirimorchi pesanti, ovvero con ptt superiore a 3.500 kg (+16,3%), suddivisi in 138 rimorchi (+8,7%) e 1.319 semirimorchi (+17,1%).

Anche nel comparto autobus il 2017 registra un aumento delle immatricolazioni a metano, con 125 unità di cui 95 di marchi nazionali (Industria Italiana Autobus, Iveco bus e Fiat). Il trasporto pubblico è un settore di grande rilevanza economica in cui si rileva un’urgente necessità di rinnovo delle flotte e dove, quindi, il mercato degli autobus a carburanti alternativi può dare un contributo essenziale nello sviluppo della mobilità sostenibile.

Anche in questo caso, i costruttori italiani giocano un ruolo di primo piano grazie alla loro leadership nella produzione delle trazioni alternative: elettrico, ibrido, idrogeno, Cng e Lng. Nel nostro Paese, inoltre, si immatricolano mediamente 500 minibus all’anno. Si tratta di veicoli commerciali che, per quasi il 40%, sono prodotti da Iveco e Cnh con diverse trazioni (metano, biometano e elettrica).

Questo segmento quindi presenta, a questo punto, un’ampia scelta di soluzioni a basso impatto ambientale, un’offerta indirizzata a un trasporto urbano dei passeggeri e delle merci sempre più sostenibile.

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