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L'Editoriale

03/05/2018
FATE GIRARE LA RUOTA

Renzo Servadei

Mentre stendiamo queste note si è appena insediata la XVIII legislatura, ma non sappiamo ancora chi sarà incaricato di presiedere il nuovo governo, né quale coalizione lo sosterrà. Sappiamo però che il settore del pneumatico, detentore di un ruolo importantissimo sia a livello economico che occupazionale, da anni chiede provvedimenti importanti per il proprio futuro.

Molti di questi provvedimenti peraltro non solo non costerebbero al bilancio dello stato, ma porterebbero al contrario importanti benefici economici, ambientali e sulla sicurezza. Sul fronte dell’ambiente, il riordino del DM 82 è atteso da molto tempo, e sempre per un motivo o per l’altro rimandato. Risultato: i rivenditori sono alle prese con importanti difficoltà di smaltimento, con tutte le problematiche che conosciamo. Collegato a questo, c’è il tema della lotta all’evasione dell’IVA e del contributo ecologico. La categoria ha messo in campo strumenti anche molto innovativi, quali il Whistle Blowing, ancora prima che venisse approvata la legge relativa. Ora si aspetta che le autorità siano altrettanto solerti a porre fine a quei comportamenti che danneggiano la maggioranza dei rivenditori onesti. Abbiamo poi la partita della Legge 122/1992, la famosa disciplina dell’autoriparazione. La deregulation selvaggia fa sì che si possa acquistare qualsiasi prodotto on line, e farlo montare da chiunque. Peccato che i pneumatici siano un elemento essenziale per la sicurezza del veicolo che, anche se diventa sempre più autonomo, continua sempre a poggiare sulle vecchie care gomme.

Certo, non dobbiamo dimenticare gli importanti provvedimenti che sono stati adottati. L’emanazione delle ordinanze sugli invernali ha fatto sì che quei disastri di traffico che bloccavano intere città per pochi centimetri di neve siano ormai ridotti alle sole emergenze e non siano più una routine quotidiana. Tuttavia ci sono tanti altri temi sui quali occorre parlare meno e agire di più. Tutti enfatizzano l’importanza dell’economia circolare quale elemento imprescindibile per una crescita economica sostenibile. Ebbene il pneumatico è un esempio paradigmatico di economia circolare, perché può essere ricostruito e quindi riciclato facendo in modo che non si butti via nulla. Si tratta di un potenziale enorme che ancora, però, deve essere compreso e sfruttato. Crediamo quindi che se veramente ci si vuole muovere verso l’economia circolare non si possa prescindere dall’analizzare le esigenze del settore.

La nostra speranza è che il nuovo parlamento e il governo che ne scaturirà sappiano ascoltare e comprendere le proposte che arrivano dal mondo del pneumatico. L’invito ai nuovi eletti è: fate girare la ruota, e l’intera economia ne trarrà una spinta in avanti.

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