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In Lab - Archivio

20/03/2018
I DECALOGHI DI PNEURAMA: LE QUATTRO RISPOSTE DEL LEADER

Franco Marzo coaching e business development

Seguireste un leader di cui non capite cosa vuole fare o dove vuole andare? Certamente no. Per questo i leader devono imparare a comunicare, a trasferire ai loro collaboratori ciò che hanno in testa. Per farlo esistono infinite ricette: c’è chi va a braccio, chi si prepara il discorso, chi va a scuola di recitazione, chi si iscrive a un corso di public speaking, chi si fa aiutare dal copywriter. La comunicazione è tutto, ma è soltanto l’ultimo atto di un lungo processo che parte dalla pancia, attraversa il cuore, raggiunge il cervello e infine sgorga dalle vostre parole e dai vostri gesti come una sorgente. Perché la vostra acqua sia limpida e fresca e ci si possa dissetare deve superare alcuni filtri. Dovete rispondere con chiarezza a quattro domande:

 

IN CHE MONDO CREDO?

Che azienda voglio creare? Per seguire un leader volete conoscere la direzione in cui si incammina. Che futuro ci aspetta? Cosa succederà fra quattro o cinque anni? L’azienda che creiamo sarà migliore o peggiore di quella di oggi? Staremo meglio o peggio, saremo più bravi o meno bravi, più competitivi o più selettivi. Per ogni attività ci sono risposte diverse: investimenti, formazione, tecnologie, innovazione, internazionalizzazione, ambiente, sostenibilità, benessere sono alcuni dei possibili “credo” a cui tendere. Voi dove volete andare? Credete nelle conoscenze? Seguireste volentieri un leader che non vi insegna mai niente di nuovo? Che nasconde le cose che sa e vi impedisce di aggiornarvi? È solo un esempio.

 

TRASMETTO EMOZIONI, PASSIONE, ENTUSIASMO O SONO FREDDO COME UN MARCIAPIEDE D’AUTUNNO?

I leader sanno proporre sfide, sogni, emozioni, passioni. Sono contagiosi. Anche la paura è un’emozione. Qualcuno paga il biglietto per andare a vedere i film del terrore. Un po’ di paura fa bene alla salute. La gente si cura di più e finisce per stare meglio. Ma esiste anche la gioia e la meraviglia! Riuscite a sorprendere, stupire o siete prevedibili come un rosario?

 

CIÒ CHE PROPONGO PORTA QUALCHE VANTAGGIO SIGNIFICATIVO, CAMBIA QUALCOSA O LASCIA TUTTI COMPLETAMENTE INDIFFERENTI?

Il terzo quesito riguarda l’interesse. I leader sanno comprendere i bisogni dei collaboratori, dei clienti, degli azionisti e inserirli nei loro progetti, nei loro obiettivi, nelle loro azioni. Per seguire un leader dobbiamo sapere che lungo la strada si toccheranno mete che ci interessano da vicino e che “non si va in giro” solo per far piacere a lui.

 

SONO UN MODELLO A CUI VORREI ASSOMIGLIARE?

Se fossi un altro vorrei davvero diventare uno come me? È la domanda più difficile. Lo slogan più fortunato degli anni ’80 fu “piace alla gente che piace”. Da 15.000 auto Y10 previste, ne fece vendere oltre 50.000. Chi lo inventò seppe creare un loop virtuoso. Tutte le donne che “piacevano” compravano quel modello trascinando a imitarle tutte quelle che “volevano piacere”. Essere un leader significa diventare un modello a cui assomigliare, ma non basta più avere l’automobile giusta, va bene anche una bicicletta purché sia vera. Oggi piace la verità, l’autenticità: anche brutto purché originale. Nessuno vuole le imitazioni. E qui c’è una buona notizia: siete esemplari assolutamente unici, inimitabili e irripetibili. In tutto il mondo, siatene certi, non c’è nessuno come voi. Per essere un modello è sufficiente che vi accettiate come siete e che non vogliate assomigliare a nessun altro.

 

 

LE 4 RISPOSTE DEL LEADER

 

Dovete credere in qualcosa, qualsiasi cosa purché ci crediate veramente. Il credo non pone limiti al cosa, ma esige un come di ferro. Siate convinti e convincerete, determinati e determinerete!

 

L’emozione è ciò che traspare, ciò a cui non ponete freno o controllo. Lasciate fluire le vostre emozioni, lasciate che si percepiscano. Create emozioni, stupite, meravigliate, spaventate, fate anche arrabbiare, ma non esagerate!

 

Assicuratevi che ciò che fate o proponete interessi chi vi ascolta, colga qualche suo bisogno implicito o esplicito. I bisogni sono infiniti, cercatene uno per ogni vostro interlocutore e fategli capire che ne state tenendo conto.

 

I tre punti sopra descritti devono essere totalmente vostri e di nessun altro. Non fate finta di essere ciò che non siete, non imitate altri modelli. Siete unici e irripetibili, andate benissimo così. Le persone amano l’originale e non le imitazioni. Accettatevi come siete e le persone vi accetteranno.

 

 

Franco Marzo coaching e business development - marzo@smartmanagement.it  

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