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Ecomotive - Archivio

15/03/2018
AUTOMOTIVE E TRAFFICO MERCI TRAINO DELLA RIPRESA

 

Prosegue il trend positivo del settore che fa segnare percentuali positive anche a due cifre.

Paolo Castiglia

Non è la prima volta che si constata come fenomeno, ma ormai appare chiaro: l’automotive è ancora, con tutta la sua filiera, uno dei traini fondamentali della ripresa economica italiana. Andando a vedere, come succede in questo tempo di bilanci, nel 2017, dopo il mese di gennaio, quando l’indice è rimasto invariato rispetto a gennaio 2016, la variazione tendenziale del settore automotive – secondo i dati Anfia – è sempre stata positiva, tranne nel mese di agosto, quanto l’indice è calato del 4%. A ottobre, l’indice della produzione industriale cresce addirittura del 10,4% rispetto a ottobre 2016.

Ma è una storia che nasce da lontano: anche nel 2016, con la sola eccezione registrata nel mese di giugno (-1,3%), l’indice della produzione industriale riferito alla fabbricazione di autoveicoli, carrozzerie e parti era risultato sempre in crescita, registrando nella media d’anno una crescita del 7% sul 2015, che aveva registrato un incremento del 27% sul 2014.

Tornando al 2017, nel cumulato dei primi 10 mesi, l’indice della produzione del settore automotive cresce del 7,4% rispetto allo stesso periodo del 2016. La fabbricazione di autoveicoli vede il proprio indice decollare a ottobre dell’11,7% e dell’8,7% nei primi dieci mesi. La fabbricazione di carrozzerie per autoveicoli, rimorchi e semirimorchi cresce del 10,1% nel mese di ottobre e del 3,9% in gennaio-ottobre mentre quella di parti e accessori per autoveicoli e loro motori aumenta del 7,7% nel mese e del 7,2% nel cumulato.

Gli ordinativi totali del settore automotive mostrano un calo tendenziale a settembre 2017 del 2,1%, soprattutto per il mercato estero che cala del 9,1%, mentre gli ordinativi dal mercato interno crescono del 4%. Nel cumulato dei primi nove mesi del 2017 la crescita tendenziale è del 7,9%, risultato della crescita del 6,6% nel mercato interno e del 9,5% del mercato estero.

Anche i dati relativi al traffico merci, nel 2017 - secondo l’indagine congiunturale di Confetra - confrontati con quelli dell’analogo periodo del 2016 sono nettamente positivi. I dati relativi al fatturato sono tutti di segno positivo, evidenziando un buon recupero dei margini anche per i comparti delle spedizioni internazionali via mare (+5%) e via aerea (+4,9%) che nell’ultimo anno avevano mostrato sofferenza.

Gli express courier continuano ad avere le performance migliori, sia per il numero di consegne (+6,5%) che per il fatturato (+6,0%), coerentemente con la crescita costante dell’e-commerce. Anche l’autotrasporto, sia nazionale che internazionale, ha registrato un buon andamento nei traffici (rispettivamente +4,9% e +5,2%) e nel fatturato (rispettivamente +4,7% e +3,8%).

Ma da dove nasce questo successo che ha incuriosito anche ambienti anglosassoni? L’evoluzione che lo storico distretto italiano dei carrozzieri e progettisti ha vissuto – sia attraverso l’ingresso di nuovi attori, sia affiancando alle tradizionali competenze relative a styling e design quelle relative alla produzione di piccole serie di veicoli caratterizzati dall’impiego di materiali leggeri – è stata infatti al centro di incontro bilaterale di altissimo livello presso il London Museum of Design workshop.

Il tema era “Italian car and industrial design from sketch to production: a unique know-how and heritage for the future”, organizzato dal Gruppo Carrozzieri e Progettisti di Anfia e da Ice-Italian Trade Agency, in collaborazione con Smmt (l’Associazione inglese dell’automotive) e Mia (l’Associazione inglese dell’industria del motorsport).

Esperti di spicco del settore automotive hanno discusso dell'eredità e della concentrazione di competenze ed eccellenze del distretto italiano del car design & engineering, in riferimento al know-how legato allo stile, come a quello relativo alla progettazione e ai processi produttivi.

I partecipanti hanno parlato, inoltre, del processo di internazionalizzazione delle loro aziende, che hanno saputo far incontrare le proprie specifiche competenze con le opportunità di investimento nell'Europa orientale e in estremo Oriente: l’espansione del loro business è andata anche oltre l'industria automobilistica per avvicinarsi ai settori aerospaziale, ferroviario e navale, in cui è spesso possibile adottare lo stesso approccio alla progettazione e alla produzione. Il tutto sempre conservando quel talento e quell'ingegnosità che rendono l'Italia famosa nel mondo.

 

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