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Analisi tecnica

MOLTO PIÙ CHE UTILITARIA

Analisi tecnica Suzuki Ignis

 

Sicura e risparmiosa, grazie all’ibrido leggero, la Ignis a due o quattro ruote motrici veste i panni da citycar o da crossover secondo le occasioni

Duilio Damiani

Sicuramente è molto orientale, un po’ tozza e dall’aspetto simpatico, in autentico Japan Style. L’ultima versione della Ignis non passa inosservata, tanto per i suoi tratti caratteristici – che si discostano dall’uniformità di tante vetture di classe A e B – a metà strada tra l’utilitaria e il minicrossover, pur richiamando al family feeling di casa Suzuki, quanto per i suoi contenuti tecnologici, senza dubbio al passo coi tempi, grazie a propulsione ibrida leggera a richiesta e trasmissione a due o quattro ruote motrici. Alta da terra (ben 18 cm) e con sbalzi ridotti, sebbene l’ambito urbano sia il suo habitat ideale, potrebbe sembrare una compatta sport utility, grazie alla buona mobilità anche su fondi naturali, oltre che su strade innevate di fresco, tanto in città quanto in montagna, merito della trazione 4WD con giunto viscoso centrale, per arrivare in tutta sicurezza fino al maneggio o a quella baita un po’ isolata.

 

IN QUATTRO UN PO’ OVUNQUE

La terza generazione della Ignis (che segue la prima introdotta nel 2000 e la seconda ristilizzata del 2003) cambia ruolo, promossa da citycar a mini crossover. Le dimensioni sono analoghe a quelle di una Panda, con 3,70 metri di lunghezza (passo di 2,43 m.), 1,66 di larghezza, 1,6 metri d’altezza, ma abitabilità solo per quattro, sufficientemente ariosa per non affaticare gli occupanti su percorsi a medio-lungo raggio. Adeguata la capacità di carico, con una riserva di spazio nel bagagliaio che soddisfa esigenze di spesa quotidiana e trasporto di piccoli colli, grazie ai 267 litri offerti dal vano retrostante, ampliabili a 360 mediante lo scorrimento orizzontale del divano posteriore, mantenendo tutti e 4 i posti a sedere, fino ai 514 litri ottenibili abbattendo del tutto lo schienale. Eliminata la ruota di scorta (ruotino opzionale) grazie al kit di riparazione, solo l’ingombro della trazione integrale riduce di una quarantina di litri il volume utile, per far spazio agli organi meccanici aggiuntivi necessari per il trasferimento del moto alle quattro ruote.

Gruppi ottici a led e prese d’aria laterali sul cofano rendono l’impatto estetico accattivante quel tanto da sdoganare la Suzukina tra le vetture dal forte appeal, in un’ottica che ammicca soprattutto alla clientela più giovane, senza trascurare – ormai un obbligo nell’epoca dei social – la dotazione di un completo corredo di connettività e infotainment, con sistema SLDA e applicazione Android Auto, che permette la massima vivibilità nell’abitacolo. Agli interni moderni e caratterizzati da linee stondate di quadro strumenti e erogatori della climatizzazione, la Ignis include un display centrale da 7 pollici per la gestione di navigazione e comandi fonici, interfacciabile con il proprio smartphone per aggiungere connettività al web, impiegando servizi come Google Map, e ripetizione semplificata Mirrorlink delle principali funzionalità sul monitor dell’auto.

Alla sicurezza attiva concorre il sistema Dual Camera gestito da due telecamere frontali, in grado di monitorare la distanza degli ostacoli circostanti, e che rappresentano il cuore di tre diverse funzioni: il Brake Support - Attentofrena, che interviene automaticamente rallentando la corsa in caso di impatto imminente, il Lane Departure Warning - Guidadritto, che allerta il conducente al superamento involontario della riga di carreggiata, e il Weaving Alert - Restasveglio, un avvisatore acustico e luminoso pronto a richiamare l’attenzione quando vengono rilevati ondeggiamenti o sbandamenti causati da sonnolenza. E quando l’impatto non è più evitabile, gli airbag anteriori frontali, laterali e a tendina intervengono perimetralmente per la protezione degli occupanti.

Sulle versioni più accessoriate non manca l’apertura porte e l’avviamento senza chiave Keyless, il climatizzatore automatico e il volante con ripetizione dei comandi di radio e cruise control, mentre solo per le declinazioni AllGrip, con trazione integrale 4WD, si aggiungono le protezioni esterne dedicate OffRoad, davanti e dietro.

 

IBRIDO LEGGERO

Con un unico motore (al momento) la Ignis accontenta tutti. Anche perché al 4 cilindri Dualjet a 16 valvole di 1,2 litri da 90 CV di potenza si accoppia, sulle versioni Hybrid, la funzionalità SHVS (Smart Hybrid Vehicle by Suzuki). Mediante l’utilizzo del sistema ISG (Integrated Starter Generator) questo ibrido leggero impiega il motorino d’avviamento per una triplice funzione: quella d’avvio appunto, quella di alternatore per la ricarica delle due batterie (in questo caso con un accumulatore supplementare agli ioni di litio posizionato sotto il sedile di guida) e quella di motore elettrico d’assistenza, azionato automaticamente in tandem con quello termico per alleggerire lo sforzo esclusivamente in fase di accelerazione e ripresa.

Pur non fornendo trazione esclusivamente elettrica – nemmeno per piccoli tratti – il sistema interviene efficacemente nella riduzione di consumi e emissioni. Così, dalla media di 21,7 km/litro di benzina dichiarati per la Ignis tradizionale (20 km/litro per la 4WD), con la Hybrid si può arrivare a percorrerne oltre 23,2, e appena 97 g/km di emissioni nocive di CO2, con prestazioni di tutto rispetto espresse da una velocità massima di 170 km/h e un’accelerazione non bruciante ma, per questa categoria di autovettura, pur sempre brillante. La trasmissione manuale a cinque marce può essere affiancata dalla versione automatizzata AGS (Automatic Gear Shift), sempre a cinque rapporti, realizzata mediante l’inserimento di un elettroattuatore che gestisce l’innesto e il disinnesto della frizione e l’azionamento del cambio.

Tutta nuova a partire dal telaio, Suzuki ha realizzato una piattaforma TECT (Total Effective Control Technology) versatile e dall’elevata rigidità, con elementi collassabili negli impatti, tale da conferire grande precisione di guida e ottimale dispersione d’energia in caso di incidente (guadagnando le 5 stelle EuroNCAP), impiegata anche per altri veicoli supportati dal Gruppo, come ad esempio la Maruti indiana, stretta parente della casa giapponese.

Caratterizzata da compattezza e riduzione delle masse, in funzione di un peso nell’ordine dei 900 kg (una cinquantina in più per la 4WD) lo sterzo è servoassistito elettricamente, mentre per garantire adeguata forza frenante è stato sufficiente un impianto misto, con dischi ventilati sull’assale anteriore e classici tamburi al posteriore, gestiti dall’immancabile sistema antibloccaggio Abs e dal controllo di stabilità Esp, che integra il controllo trazione Tcs e, sulle versioni a quattro ruote motrici, il Grip Control la frenata in discesa Hill Descent Control.

Non aspettatevi rotazioni stagionali con grande assortimento di ruote surdimensionate. In linea con la sobrietà funzionale tipica dei giapponesi, due sole sono le dimensioni indicate a equipaggiare la Ignis, con cerchi in acciaio o in lega (secondo le tre versioni offerte iCool, iTop e iAdventure) da 15 o 16 pollici, con pneumatici rispettivamente da 175/65 R15 e 175/60 R16.

 

 

 

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