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Analisi tecnica - Archivio

ROADSTER PER TUTTI

Analisi Tecnica della Mazda MX-5

 

La piattaforma denominata Skyactiv Chassis beneficia di un raffinato sistema a ruote indipendenti, con doppio trapezio anteriore e bracci multipli posteriori, molle elicoidali e ammortizzatori tarati decisamente sul rigido, sterzo diretto e preciso assistito elettricamente e ruote da 16 o 17 pollici, con 195 e 205 mm di larghezza

Duilio Damiani

Prima di lei quello delle cabriolet era un mondo perlopiù esclusivo, riservato agli estimatori della guida capelli al vento. Fino al debutto europeo – correva l’anno 1990 – della piccola Mazda, la giapponese ispirata alle tradizionali spider europee, italiane e inglesi in testa, protagoniste dello stile automobilistico nell’epoca di felliniana dolce vita. Essenziale, semplice ed economica, due posti secchi e una fisionomia snella e maneggevole, la MX-5 reinterpreta una filosofia decisamente dinamica e sbarazzina e ha raggiunto quattro edizioni e oltre un milione di esemplari realizzati dalla sua prima apparizione. Tant’è che, in questa ultima versione del 2015, è stata scelta dal Gruppo FCA come base per la propria Fiat 124 (quella attuale), mantenendo sostanzialmente inalterata la meccanica della Mazda, previa adozione di specifiche motorizzazioni italiane, e reinterpretando in chiave personalizzata alcuni parametri estetici di carrozzeria e allestimenti interni.

 

DUE E POCO PIÙ

Quel Kodo Design che accomuna tutta l’attuale gamma Mazda, ha voluto dare lo stile accattivante e dinamico che trasmette già a prima vista la MX-5, con un bilanciamento tra aggressività ed eleganza trasmesso da tratti distintivi molto personali, che ben interpreta l’equilibrio generale, estetico e meccanico, fortemente voluto per questo modello. Linee stondate che richiamano le spider degli anni ’60, ma attualizzate da elementi aerodinamici d’impatto, come prese d’aria, minigonne, ampia calandra e gruppi ottici (full led a richiesta) dallo sguardo ammiccante, imprimono una personalità distinta e distinguibile che non passa inosservata. La silhouette acquattata al suolo enfatizza una distanza da terra ravvicinata, così come le poltrone che impongono una seduta rasoterra, quasi come un kart, mentre l’assenza di montanti centrali e posteriori rende particolarmente gradevole il design a tetto scoperto, rapidamente chiudibile anche con una sola mano dall’abitacolo agendo sulla capote in tela, oppure elettricamente sull’hard top a scomparsa nel caso della versione RF (Retractable Fastback).

Da una vettura di questa categoria non si può pretendere capacità di carico e spaziosità interna. Considerando soprattutto la riduzione delle dimensioni che ha interessato la quarta generazione di MX-5, la più compatta di sempre grazie al contenimento di grammi e di millimetri, con 3,91 m di lunghezza totale, 1,73 di larghezza e appena 1,23 m d’altezza, con tettuccio chiuso, per una massa che oscilla intorno i 1.000 kg, 100 kg in meno rispetto la precedente MX-5. Va da sé che l’abitacolo offre sì due posti confortevoli, merito di poltrone ergonomiche che includono perfino, incorporati ai poggiatesta, i diffusori dell’impianto musicale, ma ben poco concede agli oggetti al seguito, riponibili nell’esiguo vano dietro i sedili e con appena 130 litri concessi al bagagliaio per riporvi una valigetta o poco più. Non sognatevi nemmeno un ruotino di scorta, il kit di riparazione è il massimo che si può trasportare in previsione di un’emergenza.

Sostanziale l’allestimento offerto su tre livelli, che include uno schermo multifunzione da 7” con navigatore integrato, interni in tessuto o in pelle con sedili riscaldabili, interfaccia con il proprio smartphone per connessione MZD Connect web e vivavoce, radio digitale con presa usb e impianto Bose sui livelli maggiori, cruise control e climatizzatore, manuale oppure automatico. E l’aria smorzata dalla barriera frangivento a ricordare che si sta viaggiando in piena libertà.

 

PULEDRINA DI RAZZA

Semplice e ugualmente ricercata, la concezione della nuova gamma MX-5 non è un restyling ma una riprogettazione totale, che infonde alla Mazda Mx-5 una funzionalità tutta nuova. A partire dalle dimensioni mai così contenute, rese possibili da passo accorciato, sbalzi ridotti e affinamenti tecnici meticolosi che hanno attinto a piene mani dall’utilizzo di materiali nobili, come l’alluminio per numerosi particolari inclusi cofani e parafanghi.

Il collocamento del motore, posizionato in senso longitudinale anteriormente e arretrato quanto più possibile per centrare il baricentro della vettura, con tunnel per trasferire alle ruote posteriori la trazione, contribuisce a una ripartizione dei pesi simmetrica, equamente suddivisa tra avantreno e retrotreno. Tanto da conferire spiccate doti di sportività già con il più piccolo dei due motori previsti, entrambi a benzina, il primo da 1,5 litri di cilindrata e 131 CV di potenza, il secondo da 2 litri e 160 CV, quanto basta per divertirsi senza troppo preoccuparsi dei costi d’esercizio. Da sempre sulle MX-5 non si pretendono prestazioni pure, in questo caso espresse rispettivamente da accelerazione 0-100 km/h in 8,3 e 7,3 secondi, con velocità di punta di 204 e 214 km/h, quanto il puro piacere di guida, soddisfatto secondo la filosofia Jinba Ittai di Mazda, ovvero unione e percezione come estensione del proprio corpo, che significa maneggevolezza e agilità, con risposte sincere e prevedibili anche forzando al limite l’andatura. Ai propulsori possono essere abbinate la trasmissione manuale o quella automatica, entrambe a sei marce, e il differenziale posteriore autobloccante per accentuare la risposta in derapata del retrotreno. Niente paura, se si esagera con acceleratore e sovrasterzo ecco intervenire (non immediatamente per non smorzare le manovre volutamente accentuate) il sistema elettronico di controllo dinamico i-Activsense, con un corredo completo di Abs, Ebd, Tcs, Dsc, e tutto quanto occorra per riallineare, arrestare, correggere e impedire sbandamenti alla MX-5 imbizzarrita.

La piattaforma denominata Skyactiv Chassis beneficia di un raffinato sistema a ruote indipendenti, con doppio trapezio anteriore e bracci multipli posteriori, molle elicoidali e ammortizzatori tarati decisamente sul rigido, con assetto Bilstein dedicato al top di gamma, sterzo diretto e preciso assistito elettricamente e ruote da 16 o 17 pollici, non esageratamente dimensionate, con 195 e 205 mm di larghezza, in linea con la massima funzionalità al piacere di guida cui è deputata tutta la meccanica.

Il posizionamento verso il basso nel listino delle roadster non deve trarre in inganno: la MX-5 è un’autentica sportiva a trazione posteriore, che del divertimento ha fatto la sua vocazione, al pari di ben più blasonate (e costose) granturismo. Una distribuzione dei pesi bilanciata, un rapporto peso/potenza prossimo ai 6,3 CV/kg e un baricentro abbassato, la rendono estremamente godibile, mansueta quando serve, come in ambito urbano, merito di motorizzazioni non eccessive, ma scattante e briosa al primo affondo di acceleratore. Che è poi la formula più azzeccata per rendere appetibile e assolutamente raggiungibile un piccolo sogno di gioventù.

 

 

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