Condividi su

Ecomotive - Archivio

AUTOMOTIVE settore a due velocità a livello import-export ma saldo positivo

Ecomotive: economia dell'automotive

 

Il buon andamento del mercato italiano ha fatto salire parecchio le importazioni dall’estero, per circa 6 milioni di euro, sia quelle infragruppo, che quelle dei brand esteri, non controbilanciate dalle esportazioni, sebbene in aumento del 7%.

Paolo Castiglia

Il mercato appare caratterizzato da un positivo clima di fiducia delle imprese e dei consumatori, con investimenti supportati anche dalle agevolazioni fiscali all’acquisto di beni strumentali, quali Superammortamento e Legge Sabatini. I primi dati 2017 sembrano confermare quelli 2016, che segnavano l’export della componentistica in positivo, confermando il buon andamento del comparto sui mercati esteri. Come già nel 2015, le esportazioni del comparto automotive, unite alla domanda interna, hanno sostenuto di fatto la produzione nazionale del settore.

Questo vale per tutta la filiera autoveicoli, con una produzione in crescita dell’8,8% nel 2016 e con una stima del mercato in incremento, nel primo quadrimestre di quest’anno, del 19% rispetto allo stesso periodo del 2016, con 6.450 unità vendute contro 5.422.

In generale, l’export della filiera dei componenti per autoveicoli ha raggiunto 19,97 miliardi di Euro, superando i livelli del 2015 dello 0,3%. Nello stesso periodo, il valore delle importazioni si è attestato a 14,44 miliardi, con un incremento del 2,8% rispetto al 2015.

La bilancia commerciale presenta quindi un saldo positivo di 5,52 miliardi di euro, ma con un calo del 5,7% rispetto all’anno precedente. Nel 2016, le esportazioni complessive di beni dell’Italia risultano in crescita dell’1,1% (in valore) rispetto all’anno precedente, mentre le importazioni registrano una diminuzione dell’1,4% (in valore) che, al netto dell’energia, equivale a un aumento dell’1,5%. L’avanzo commerciale raggiunge i 51,6 miliardi di Euro, 78 miliardi al netto dell’energia.

L’export dell’industria automotive nel suo complesso, nel 2016, vale oltre 39 miliardi di Euro (+3,5%) mentre l’import supera i 43 miliardi (+17%), generando un saldo negativo – come non si registrava dal 2011 – di circa 4 miliardi di euro.

Il buon andamento del mercato italiano ha fatto salire parecchio le importazioni dall’estero, per circa 6 milioni di Euro, sia quelle infragruppo, che quelle dei brand esteri, non controbilanciate dalle esportazioni, sebbene in aumento del 7%.

Da non dimenticare che l’export della componentistica automotive rappresenta il 4,8% di tutto l’export italiano ed è un valore allineato a quello del 2015, mentre le importazioni valgono il 3,9% circa. Il 2015, per la componentistica, si era chiuso con l’export a +3,3%, per un valore di 19,91 miliardi di Euro, e con un saldo positivo della bilancia commerciale di 5,86 miliardi di Euro.

“Il mercato si conferma ancora stabile – ha commentato Sandro Mantella, coordinatore del Gruppo rimorchi, semirimorchi e allestimenti Unrae – e il recupero della stima del quadrimestre, in controtendenza rispetto a quella del trimestre, che registrava -1,2% sullo stesso periodo del 2016, è dovuto alla chiusura dei termini per gli incentivi 2016, che ha spinto in alto, come avevamo previsto, il dato di aprile. Tutto questo mentre ci si attende dal Governo una tempestiva emanazione delle norme e procedure per l’accesso ai fondi di investimento stabiliti per il 2017, il mantenimento degli incentivi a valere sulla Legge Sabatini e sul Superammortamento continuano a sostenere il mercato, anche se può essere prevedibile un calo fisiologico della domanda”.

“Tra le nostre priorità – ricorda Sandro Mantella – c’è la necessita di fare chiarezza sulla lettura del mercato attraverso i dati statistici disponibili, che presentano ancora eccessive zone di indeterminatezza: occorre poi semplificare le procedure per l’immatricolazione dei veicoli allestiti con componenti omologati ed è necessario liberalizzare il noleggio dei veicoli trainati destinati al trasporto di merci, così come avviene negli altri paesi dell’Unione Europea”.

torna all'archivio