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Normative: Fisco

21/12/2011
FISCO - Tassati i beni di impresa usati da soci e familiari

a cura del Dottore Commercialista Alberto Piombo

Come già anticipato nel numero precedente della rivista, sono state introdotte nuove misure volte al contrasto dell'intestazione fittizia dei beni a società. A tale avviso è stato previsto che l'azienda che concede beni in "uso gratuito" perde la deducibilità dei costi relativi a detti beni ed è obbligata a comunicare tale utilizzo all'Agenzia delle Entrate.
La norma (comma 36-quaterdecies dell'art.2 del D.lgs. n.138/11) prevede testualmente quanto segue: "I costi relativi ai beni dell'impresa concessi in godimento a soci o familiari dell'imprenditore per un corrispettivo annuo inferiore al valore di mercato del diritto di godimento non sono in ogni caso ammessi in deduzione dal reddito imponibile."

 

La disposizione è relativa a:

- familiari dell'imprenditore;
- soci.
• Per quanto riguarda la nozione di "familiare" si ritiene utile far riferimento all'art.5 del Tuir nella parte in cui dispone che per familiari si intendono: "il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado".
• Quanto ai soci si dovrebbero intendere coloro che non rivestano al contempo la qualifica di amministratori o che non siano anche dipendenti, in tal caso, infatti, soccorrerebbe la normativa propria del fringe benefit.

 

Ambito oggettivo

Coloro (familiari o soci) che utilizzano gratuitamente, ovvero a un corrispettivo inferiore al valore di mercato, beni relativi all'impresa per fini privati, devono dichiarare un reddito (appartenente alla categoria dei "redditi diversi" di cui all'articolo 67 del Tuir) pari "alla differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo per la concessione in godimento dei suddetti beni."
Per valore di mercato si deve intendere il valore normale ai sensi dell'art.9, co.3, del Tuir: "Per valore normale, salvo quanto stabilito nel co.4 per i beni ivi considerati, si intende il prezzo o corrispettivo mediamente praticato per i beni e i servizi della stessa specie o similari, in condizioni di libera concorrenza e al medesimo stadio di commercializzazione, nel tempo e nel luogo in cui i beni o servizi sono stati acquisiti o prestati, e, in mancanza, nel tempo e nel luogo più prossimi. Per la determinazione del valore normale si fa riferimento, in quanto possibile, ai listini o alle tariffe del soggetto che ha fornito i beni o i servizi e, in mancanza, alle mercuriali e ai listini delle camere di commercio e alle tariffe professionali, tenendo conto degli sconti d'uso. Per i beni e i servizi soggetti a disciplina dei prezzi si fa riferimento ai provvedimenti in vigore".

 

Conseguenze

Il primo impatto della norma è rinvenibile nella necessità di colui che ne beneficia, di dichiarare un ulteriore reddito determinato come detto, quale differenza tra valore di mercato e corrispettivo annuo, mentre il soggetto erogatore sarà impossibilitato a dedurre i costi relativi al bene concesso (nulla è ancora precisato circa la detraibilità/indetraibilità Iva dei beni di cui in oggetto).

 

Un esempio chiarirà il concetto:

Il socio Bianchi ha in godimento per un anno un auto il cui valore di noleggio è pari a euro 6.000.

 

Importo corrisposto  Reddito diverso  Costo deducibile per la società

dal socio alla società       

6.000 Zero

4.000 2.000 Sì in parte

Zero 6.000 No


La norma prevede poi l'obbligo di comunicazione dell'uso di tali beni all'Agenzia delle Entrate da parte:
• delle imprese concedenti,
• dei soci e/o familiari dell'imprenditore.
Modalità e termini di comunicazione saranno individuati con un provvedimento del direttore dell'Agenzia da emanarsi nel termine di 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.lgs. n.138/11, ovvero entro il 16 novembre.

 

Entrata in vigore e calcolo degli acconti 2012

La nuova disciplina avrà decorrenza dal 2012, il legislatore ha previsto in merito che ai fini della determinazione degli acconti per il 2012 dovrà considerarsi la nuova disposizione. La norma (comma 36-duodevicies del citato art.2) prevede infatti che: "Le disposizioni ... si applicano a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Nella determinazione degli acconti dovuti per il periodo di imposta di prima applicazione si assume, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata applicando le disposizioni di cui ai commi da 36-terdecies a 36-septdecies".

 

Sanzioni

In caso di:

• omessa comunicazione;
• trasmissione con dati non veritieri.

 

è prevista una sanzione pari al 30% della differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo;

 

• omessa comunicazione;

• trasmissione con dati non veritieri, nel caso di non deduzione del costo da parte dell'impresa e tassazione della differenza tra valore di mercato e corrispettivo annuo in capo al socio/familiare.

 

è prevista una sanzione in misura fissa da un minimo di euro 258 ad un massimo di euro 2.065.

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