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Normative: News Legali

21/12/2011
NEWS - L'azione esecutiva del dipendente nei confronti del datore di lavoro inadempiente per il recupero del credito da lavoro può legittimamente essere proposta per l'ammontare lordo di quanto dovuto

a cura dell'Avvocato Tommaso Bagnulo

Altra pronuncia della Suprema Corte di Cassazione, sez. III, n. 19790 del settembre 2011 merita interesse. Occasione dell'esame da parte della Corte, il caso di una azione esecutiva promossa da un dipendente nei confronti del proprio datore di lavoro per lordo di quanto in busta paga, comprensivo dunque anche delle ritenute previdenziali e fiscali non versate da quest'ultimo unitamente alla mancata retribuzione.
Afferma, infatti, la Corte che in caso di inadempimento del datore di lavoro all'obbligo di versare i contributi nei termini previsti dalla legge, quest'ultimo resta obbligato in via esclusiva senza possibilità di rivalersi nei confronti del lavoratore: infatti, la norma che consente al datore di lavoro di operare le ritenute contributive sulla retribuzione del lavoratore (art. 19, L. 218/1952) "è di stretta interpretazione e, limitando il diritto di ritenuta del datore di lavoro sulla retribuzione soltanto nel caso di tempestivo pagamento della contribuzione relativa al medesimo periodo, non consente detta forma di recupero ove i contributi siano pagati parzialmente o in ritardo, dovendosi ricomprendere in tale ultima ipotesi il caso del ritardato pagamento della retribuzione unitamente ai contributi a essa riferibili".
Analogamente, continua la Corte, si applica tale principio alle ritenute fiscali, in quanto il meccanismo di queste inerisce a un momento successivo a quello dell'accertamento e della liquidazione delle spettanze retributive e si pone in relazione al distinto rapporto d'imposta. Ne consegue, stabilisce dunque la Cassazione, che "allorché il datore di lavoro sia inadempiente agli obblighi di versamento delle ritenute previdenziali e fiscali, quanto alle previdenziali egli non ha più titolo di rivalersi nei confronti del lavoratore, mentre, quanto alle fiscali, soccorrerà il consueto meccanismo della tassazione dei redditi arretrati, sui quali incomberà al lavoratore, dopo averli materialmente percepiti e dichiarati, corrispondere, su liquidazione del competente ufficio, le relative imposte: pertanto, legittimamente l'esecuzione ha luogo per l'importo dovuto, al lordo cioè di dette ritenute, tanto previdenziali che fiscali".

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