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Normative: News Legali

02/03/2017
NEWS - L'ASSEGNO DIVORZILE IN CASO DI BREVE DURATA DEL MATRIMONIO

A cura dell'Avv. Tommaso Bagnulo e Dott.sa Elena Consolini

La Corte di Cassazione, con sentenza 10 gennaio 2017, n. 275, si è espressa sulla domanda sollevata dall’ex marito, che in primo e secondo grado si era visto rigettare la richiesta di riconoscimento del proprio diritto all’assegno divorzile attesa la breve durata del matrimonio.

Orbene, in tema di divorzio, l’assegno divorzile ha funzione e natura prettamente assistenziale, per cui il presupposto della sua attribuzione è dato dall’impossibilità, per il coniuge richiedente, di disporre di mezzi adeguati a conservare un tenore di vita analogo a quello avuto in costanza di matrimonio e che sarebbe presumibilmente proseguito in caso di continuazione dello stesso o quale poteva legittimamente e ragionevolmente configurarsi sulla base di aspettative maturate nel corso del matrimonio.

Nello specifico, l’art. 5 della L. n. 898/1970 prevede che con la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il tribunale, tenuto conto delle condizioni dei coniugi, delle ragioni della decisione, del contributo personale ed economico dato da ciascuno alla condizione familiare e alla formazione del patrimonio di ciascuno o di quello comune, del reddito di entrambi, e valutati tutti i suddetti elementi anche in rapporto alla durata del matrimonio, disponga l’obbligo per un coniuge di somministrare periodicamente a favore dell’altro un assegno quando quest’ultimo non ha mezzi adeguati o comunque non può procurarseli per ragioni oggettive. Dunque, due sono le fasi in cui si articola l’accertamento del diritto alla corresponsione dell’assegno di divorzio: una prima nella quale il giudice è chiamato a verificare l’esistenza del diritto in astratto, in ragione dell’inadeguatezza dei mezzi o dell’impossibilità di procurarseli per ragioni oggettive raffrontate a un tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio, e una seconda fase nella quale il giudice deve procedere alla quantificazione dell’assegno in base alla valutazione ponderata e bilaterale dei criteri che agiscono come fattori di moderazione e diminuzione della somma considerata in astratto e possono valere ad azzerarla quando la conservazione del tenore di vita assicurato dal matrimonio finisca per risultare incompatibile con detti elementi di quantificazione.

Ad avviso del Supremo Collegio, il criterio di durata del matrimonio attiene alla seconda fase di quantificazione dell’assegno, e non può pertanto costituire elemento per l’esclusione dello stesso. Difatti, presupposto per il riconoscimento dell’assegno divorzile è che il richiedente non abbia redditi adeguati e non sia in grado di procurarseli per ragioni oggettive. E ciò, sia che l’inadeguatezza dei redditi venga correlata al tenore della vita goduto durante la convivenza o più in generale in costanza di matrimonio, sia che vengano in considerazione altri criteri, quali ad esempio, un assegno che permetta un’autosufficienza economica all’avente diritto, magari con alcune variabili collegate alla posizione economico-sociale, oltre che alle possibilità dell’obbligato.

La sentenza citata è peraltro conforme all’indirizzo giurisprudenziale maggioritario, secondo il quale, appunto, in materia di divorzio, la durata del matrimonio influisce solo sulla determinazione della misura dell’assegno previsto dall’art. 5 L. 898/1970. In talune pronunce, tuttavia, vengono fatti salvi i casi eccezionali in cui non si sia verificata alcuna comunione materiale e spirituale tra i coniugi. Tale presupposto negativo è stato infatti riconosciuto nella durata brevissima del matrimonio, qualora siano trascorsi meno di cento giorni dalla data del matrimonio al deposito del ricorso per separazione, e nella ancora più breve durata della convivenza (dieci giorni), alla fine della quale i coniugi hanno già manifestato la propria volontà di non instaurare alcun vincolo significativo tra loro e hanno iniziato a discutere delle condizioni della separazione.

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