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Normative: News Legali

04/11/2016
NEWS - LA LEGGE CONTRO LO SPRECO DEI PRODOTTI ALIMENTARI E FARMACEUTICI

A cura dell'Avv. Tommaso Bagnulo e Dott.sa Elena Consolini

Il 30 agosto 2016 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 202 la Legge 19 agosto 2016 n. 166 recante disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi, in vigore dal 14 settembre 2016.

A differenza di altri ordinamenti – francese, per esempio – la legge italiana contro lo spreco di prodotti alimentari e farmaceutici è priva di un apparato sanzionatorio ed è caratterizzata unicamente da fini di solidarietà sociale, perseguiti attraverso incentivi e semplificazione burocratica.

Nello specifico, la legge prevede che i soggetti pubblici e privati, operanti con o senza fini di lucro, che svolgono attività connesse al settore alimentare (i c.d. operatori del settore alimentare) possono cedere gratuitamente le eccedenze alimentari ai c.d. soggetti donatari, ossia agli enti pubblici o privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche e solidaristiche. Questi ultimi devono poi destinare, sempre in forma gratuita, a favore degli indigenti le eccedenze alimentari ricevute idonee al consumo umano, e invece al sostegno vitale di animali e all’autocompostaggio le eccedenze inidonee al consumo umano.

La legge definisce come “spreco alimentare” l’insieme dei prodotti scartati dalla catena agroalimentare ancora commestibili, potenzialmente destinabili al consumo umano o animale e che sarebbero destinati a essere smaltiti; e come “eccedenze alimentari” i prodotti alimentari, agricoli e agroalimentari che, fermo restando il mantenimento dei requisiti di igiene e sicurezza, rimangono invenduti per ragioni commerciali o estetiche ovvero per prossimità della data di scadenza.

Tuttavia, come si deduce dalla rubrica della legge, l’ambito di applicazione delle disposizioni in commento non riguarda solo i prodotti alimentari ma anche i prodotti farmaceutici e altri prodotti, quali per esempio articoli e accessori di abbigliamento usati. In particolare, per quanto attiene ai prodotti farmaceutici, l’art. 15 modifica il decreto legislativo n. 219/2006, prevedendo che, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, il Ministero della salute individui con decreto le modalità che rendano possibile la donazione di medicinali non utilizzati a ONLUS e la loro utilizzazione, in confezioni integre, correttamente conservati e ancora nel periodo di validità, in modo tale da garantire la qualità, la sicurezza e l’efficacia originarie, con esclusione dei medicinali da conservare in frigorifero a temperature controllate, dei medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope e dei medicinali dispensabili solo in strutture ospedaliere.

Dal punto di vista formale, le cessioni a titolo gratuito di tali prodotti non richiedono alcuna forma scritta per la loro validità: il cedente è obbligato a comunicare in via telematica agli uffici dell’amministrazione finanziaria o ai comandi del Corpo della guardia di finanza competenti solo le cessioni effettuate nel corso del mese relative a beni di valore superiore a Ä 15.000. Per i beni di valore inferiore a tale importo la comunicazione è infatti meramente facoltativa mentre vi è una vero e proprio esonero per i beni alimentari facilmente deperibili.

Non meno importante per gli operatori del settore alimentare e per i soggetti donatari l’art. 17 della legge de qua, ove è previsto che il Comune possa applicare una riduzione della tariffa relativa alla tassa dei rifiuti in misura proporzionale alla quantità, debitamente certificata, dei beni e dei prodotti ritirati dalla vendita e oggetto di donazione da parte di attività commerciali, industriali, professionali e produttive in genere a persone indigenti o bisognose ovvero per l’alimentazione animale.

Infine, tra le misure volte a prevenire e ridurre lo spreco connesso alla somministrazione degli alimenti il legislatore italiano ha previsto che il Ministero della salute, entro novanta giorni dalla data in vigore della presente legge, predisponga linee di indirizzo rivolte specificatamente agli enti gestori di mense scolastiche, aziendali, ospedaliere, sociali e di comunità.

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