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Normative: News Legali

27/06/2016
NEWS - IL NUOVO REATO DI OMICIDIO STRADALE

A cura di: Avv. Tommaso Bagnulo e Dott.sa Elena Consolini

Come noto, la Legge n. 41 del 23 marzo 2016 (G.U. n. 70 del 24 marzo 2016) ha introdotto nel codice penale il reato di omicidio stradale, art. 589bis, e il reato di lesioni personali stradali, art. 590bis.

Sul presupposto che il soggetto attivo dei suddetti reati sia il conducente di un veicolo a motore, di seguito si esporranno le principali novità introdotte in materia con l’art. 589bis c.p.

Anzitutto, va evidenziato che il reato di omicidio stradale è espressamente previsto come delitto colposo al 1° comma, ove si punisce con la pena della reclusione da due a sette anni chiunque cagioni per colpa la morte di una persona con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale.

Al 2° comma è prevista la pena della reclusione da otto a dodici anni se l’omicidio stradale è commesso dal conducente in stato di grave ebbrezza alcolica (superiore a 1,5 g/l) ovvero di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di sostanze stupefacenti.

La medesima pena è prevista anche per i conducenti professionali che abbiano un tasso alcolico superiore a 0,8 g/l (3° comma), laddove per “conducenti professionali” si intende coloro che esercitano l’attività di traporto di persone, di cose ovvero che conducono autoveicoli di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, autoveicoli trainanti un rimorchio che comporti una massa complessiva totale a pieno carico dei due veicoli superiore a 3,5 t, autobus e altri autoveicoli destinati al trasporto di persone il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, è superiore a otto, autoarticolati e autosnodati.

La norma in commento prosegue prevedendo la pena della reclusione da cinque a dieci anni sia al 4° comma, nell’ipotesi in cui l’omicidio stradale sia commesso dal conducente in stato di ebbrezza alcolica media (superiore a 0,8 g/l e inferiore a 1,5 g/l), sia al 5° comma, qualora il conducente ecceda i limiti di velocità, procedendo, in un centro urbano, a una velocità pari o superiore al doppio di quella consentita e comunque non inferiore a 70 km/h ovvero, su strade extraurbane, a una velocità superiore di almeno 50 km/h rispetto a quella massima consentita; ovvero ancora qualora attraversi un’intersezione con il semaforo rosso o che circoli contromano o che inverta la marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi o a seguito di sorpasso di un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di linea continua.

Inoltre, il legislatore ha introdotto tre circostanze aggravanti: al 6° comma è previsto un aumento di pena nel caso in cui il conducente non abbia conseguito la patente di guida ovvero abbia la patente sospesa o revocata ovvero non abbia assicurato il proprio veicolo; all’8° comma, è disposta l’applicazione della pena che dovrebbe infliggersi per la violazione più grave aumentata fino al triplo ma comunque per un massimo di diciotto anni nell’ipotesi in cui il conducente provochi la morte di una o più persone ovvero la morte di una o più persone e la lesione di una o più persone; ed infine è disposto l’aumento della pena che va da un terzo a due terzi e comunque non inferiore a cinque anni nell’ipotesi in cui il conducente, dopo aver cagionato l’omicidio stradale, si dia alla fuga ex art. 589ter c.p.

Viceversa, è prevista una sola circostanza attenuante, al 7° comma dell’art. 589bis c.p, consistente nella diminuzione della pena fino alla metà quando l’evento morte sia conseguenza anche di una condotta della vittima o di terzi.

Ulteriormente, in data 25 marzo 2016, il Ministero dell’interno ha emanato la Circolare n. 768/2014 con la quale ha fornito alcuni chiarimenti in merito alle modalità di applicazione della sanzione accessoria della revoca della patente prevista per i reati suddetti e della determinazione dei termini in cui opera il divieto di conseguire un nuovo titolo abilitativo.

Nello specifico, la patente viene revocata per un periodo pari a cinque anni nell’ipotesi base prevista al primo comma dell’art. 589bis c.p. e per tutte le fattispecie di cui all’art. 590bis c.p. Tale periodo viene tuttavia raddoppiato qualora il conducente abbia già subito una condanna per i reati di guida in stato di ebbrezza e di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti previsti nel codice della strada, rispettivamente, agli artt. 186, comma 2, lett. b e c e comma 2bis, e art. 187, comma 1 e 1bis.

La patente viene altresì revocata per un periodo pari a dieci anni nel caso in cui il conducente si sia reso responsabile di omicidio stradale ai sensi del quinto comma dell’art. 589bis c.p; quindici anni per i reati di cui al secondo, terzo e quarto comma dell’art. 589bis c.p; venti anni se il conducente risulta già condannato per i reati di “guida sotto l’effetto di alcol” e “guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti” previsti nei sopracitati articoli del codice della strada. Infine, tale periodo è elevato fino a trent’anni se il responsabile non si è fermato per prestare soccorso e si è dato alla fuga, ai sensi dell’art. 189 c.d.s.

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